Guida alla TV USA (6): Satellite Tv

Dopo aver parlato della televisione via cavo negli Stati Uniti, ci occupiamo oggi di un’altra forma di distribuzione del contenuto televisivo ovvero il satelllite. La storia della tecnologia satellitare negli States si puo’ far rislaire al 1976, poco dopo la nascita della tv via cavo. Nel 1979 5.000 case erano dotate di impianto di ricezione


satellite tvDopo aver parlato della televisione via cavo negli Stati Uniti, ci occupiamo oggi di un’altra forma di distribuzione del contenuto televisivo ovvero il satelllite. La storia della tecnologia satellitare negli States si puo’ far rislaire al 1976, poco dopo la nascita della tv via cavo. Nel 1979 5.000 case erano dotate di impianto di ricezione satellitare che all’epoca aveva un costo di circa 10.000$. Nel 1985 il prezzo scendeva a 5.000$ e il numero di clienti era di circa 500.000. Nel 1990 il prezzo di un impianto arrivava a 2.000$ e i clienti erano pari a 3 milioni. In ogni caso l’installazione richiedeva l’intervento di un tecnico qualificato. Con l’introduzione di parabole piu’ piccole e leggere e un utilizzo diverso delle frequenze e di equipaggiamento tecnico piu’ consumer-friendly si e’ finalmente verificato un lancio commerciale piu’ deciso della tv via satellite tra il 1994 e il 1995 con i primi tre operatori: Primestar, DIRECTV e USSB. Nel 1996 debutta Dish Network della EchoStar.

Dieci anno dopo il mercato di fatto e’ nelle mani di un duopolio costituito da DIRECTV (con circa 14 milioni di clienti) e DISH Network (11 milioni). Entrambi i gruppi sono controllati da due cosiddette “public company”, anche se in DIRECTV la proprieta’ e’ di News Corp di Rupert Murdoch. In entrambe le offerte si possono contare centinaia di canali, inclusi molti canali tematici che non sono presenti via cavo. Negli anni recenti entrambe le compagnie hanno realizzato accordi di distribuzione con praticamente tutti i canali via cavo per includerli nella loro offerta. In pratica gli operatori via satellite competono non solo tra di loro ma anche con la tecnologia “cavo”, dal momento che grazie all’innovazione tecnologica questi due diversi modi di distribuzione sono ora finalmente equiparabili, con indubbio vantaggio del consumatore che puo’ scegliere in base anche a prezzi piu’ concorrenziali.

La tecnologia che sta dietro alla distribuzione via satellite e’ piu’ semplice ed economica rispetto a quella dl cavo. Innanzitutto e’ piu’ giovane ed e’ digitale e prevede per la parte broadcasting molte meno infrastrutture da controllare e manutenere (si tratta principalmente di monitorare i centri di uplink che inviano il segnale al satellite). La FCC ha assegnato al satellite una serie di frequenze denominate “Ku” da impiegare per le trasmissioni digitali via satellite (DBS). EchoStar utilizza nove Ku-band satelliti che consentono di coprire i 48 stati continentali piu’ l’Alaska, Hawaii e Puerto Rico. I piu’ nuovi satelliti lanciati in orbita adoperano le frequenza “Ka”, gia’ pronte per una futura espansione della banda. DIRECTV opera con sette satelliti “Ku”-band e sta programmando il lancio di 4 satelliti “Ka”-band per aumentare la propria offerta. I canali vengono inviati dalla Terra al satellite mediante diversi centri di uplink sparsi sul territorio americano ed e’ sufficiente una parabola da 20 pollici per ricevere l’offerta. Gli operatori di tv via satellite sono in grado di distribuire una completa offerta nazionale e in alcuni casi viene meno la questione della “localizzazione” in quanto la distribuzione, ad esempio, dei canali generalisti viene aggregata per macro-aree che vanno ben al di la’ del confine dei singoli stati. Viene mantenuta, almeno nelle aree piu’ grandi, la localizzazione dei grandi canali generalisti tramite le affiliate. A Los Angeles via satellite vedro’ quindi Fox su Fox11 (esattamente come via etere, nella sua affiliata che trasmette news su Los Angeles) mentre se mi trovassi a San Francisco vedrei Fox sull’affliliata locale (esattamente come via etere, nella sua affiliata che trasmette news su San Francisco). Questa differenziazione e’ materialmente possibile impostando nel decoder lo zipcode (CAP) locale per selezionare opportunamente la giusta affiliata. Ovviamente l’uplink viene fatto solo delle affiliate maggiori, per le aree urbane maggiori.

Sia DIRECTV che DISH Network offrono un’ampia offerta in quanto a canali, coprendo diverse aree di interesse tra cui cinema, sport. In piu’ comprendono canali stranieri (cosa che non avviene facilmente per le reti via cavo, per l’Italia c’e’ Rai International) e servizi on demand e ppv. La visione dei canali internazionali cosi’ come la fruizione degli altri servizi prevedono un costo premium aggiuntivo. Le tariffe per gli abbonamenti, ad esempio per quanto riguarda DIRECTV, sono modulate in base al numero dei canali presenti. Curiosamente, a differenza dell’offerta europea, quella americana non si basa sulle “aree tematiche” per la differenziazione dei prezzi ma sul numero di canali e dei servizi aggiuntivi offerti. Ecco le tariffe mensili e cosa comprendono:
Family – ,99 (24 euro) – circa 45 canali
Choice – ,99 (28 euro) – circa 150 canali
Choice XTRA – ,99 (32 euro) – circa 200 canali
Plus DVR – ,99 (36 euro) – piu’ di 200 canali e decoder DVR (digital video recorder) incluso
Plus HD DVR – ,99 (44 euro) – piu’ di 200 canali e decoder DVR HD incluso
Premier – ,99 (51 euro) – piu’ di 250 canali, HD e DVR HD inclusi

Vi sono differenti offerte che permettono per i primi mesi di pagare prezzi inferiori di circa 5$ per i nuovi clienti oppure offrono incluso per tre mesi canali premium come HBO (che costa ben 14$ al mese). I dettagli sui canali disponibili per quanto riguarda DirecTv si trovano a questo link. I canali generalisti (ABC, CBS, NBC, Fox, The CW) sono SEMPRE inclusi in ogni pacchetto. Il Disney Channel che in Italia e’ considerato “premium” qui e’ incluso nel pacchetto base. Fa sorridere che l’alta definizione sia un’opzione a pagamento per il satellite (10$/mese per i pacchetti che non la prevedono) mentre e’ gratuita se si decidesse di vedere ad esempio ABC via etere in modalita’ digitale. Sul satellite pero’ trovano posto circa il doppio (130 circa) dei canali in HD visibili via cavo. Lo sport e’ sempre incluso con i canali ESPN, ma se un appassionato vuole essere sicuro di non perdere quasi nessun incontro delle proprie League preferite, deve aggiungere l’opzione “sport” che ha un costo di 12$/mese: sono inclusi anche gli incontri locali (es. universita’, college ecc.). Per complessi motivi legati a contratti delle Leagues con i canali generalisti, alcuni incontri potrebbero NON essere visibili (blackout) in certe aree del paese via satellite. L’installazione della parabola/impianto e’ sempre gratuita cosi’ come solitamente il decoder in comodato d’uso, purche’ l’abbonamento venga mantenuto per almeno un anno.

E’ disponibile un servizio di Video on Demand ai soli clienti che possiedono un DVR e che sfrutta la connessione internet di casa del cliente. Da una libreria di circa 4.500 titoli, lo spettatore puo’ scegliere di vedere molti titoli gratuiti e altri a pagamento e scaricarli sul proprio Hard Disk. Il costo di un titolo in definizione standard va dai 3,99 ai 4,99 dollari. Un titolo in alta definizione puo’ arrivare a circa 7,99$. Il costo per un biglietto intero del cinema qui negli Stati Uniti e’ raramente inferiore agli 11$. I ricavi per gli operatori via satellite si basano sugli abbonamenti e la vendita dei servizi aggiuntivi e una percentuale delle sottoscrizioni viene ceduta ai network facenti parte del pacchetto di distribuzione. Inoltre gli operatori tentano sempre di negoziare con i network slot pubblicitari in cambio di un impegno di comunicazione che metta in evidenza i brand dei canali.

Personalmente qui a Los Angeles ho la tv via satellite con DirecTv che costa (molto) meno della tv via cavo e il servizio DVR con dual-tuner integrato e’ assolutamente perfetto. C’e’ da dire anche che i programmi televisivi di qualunque canale hanno inizio con una puntualita’ che spacca il secondo (letteralmente).

Nella puntata precedente abbiamo parlato di Cable Tv.
Nella prossima puntata, sabato 22 novembre, finalmente cominciamo a parlare della Misurazione degli Ascolti TV (Parte1) negli Stati Uniti.