Buttafuori compie 20 anni: la serie con Marco Giallini e Valerio Mastandrea che ha modernizzato il piano sequenza
Buttafuori potrebbe tornare con un nuovo capitolo dopo vent’anni. Mastandrea è pronto ad affiancare Ciarrapico e Vendruscolo alla regia. Sergio Fabi lancia un’indiscrezione che mescola attesa, aspettative e malinconia.
In principio era Buttafuori, subito dopo è arrivato Boris. La comicità in serie ha un nome, anzi tre: Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo. Una garanzia che vedeva tre teste e altrettante idee prendere vita. Loro, insieme, sapevano rappresentare la scena italiana e la quotidianità in maniera chirurgica. Riuscire a raccontare la vita vissuta con credibilità non è semplice, il rischio è quello di cadere nell’iperbole o peggio ancora finire nel banale.
Torre, Ciarrapico e Vendruscolo lo hanno sempre saputo, per questo davano sfogo e facevano sfoggio esclusivamente di quel che sentivano o vivevano. Senza alterazioni, ma con tanta capacità di tradurre fatti realmente accaduti in spunti comici pregevolissimi. Una sana follia che aiutava, loro stessi e il pubblico, ad andare avanti nonostante tutto. Torre, per intenderci, è quello de La Linea Verticale e Figli. Gli altri due, sempre per capirci, hanno dato luogo, lustro e collocazione all’altra fuoriserie italiana – per citare il claim più famoso – dal titolo Boris.
Buttafuori e Boris
Se quest’ultimo prodotto, dal 2007 al 2010 con un’appendice del 2022, ha messo a nudo vizi, virtù e contraddizioni del mondo dello spettacolo, Buttafuori era una sorta di scanner fenotipico che passava in rassegna la tipologia di persone più disparata. Una sorta di indagine costante sul genere umano, partendo da una discoteca. La UFO. In questa sorta di universo parallelo stazionavano Cianca e Sergej, due Buttafuori che avevano il compito di decidere chi avesse le carte in regola per entrare e chi no. Nel corso di una simile selezione naturale, emergevano sketch al limite dell’assurdo che favorivano una satira pungente e una dialettica sferzante.

Peculiarità importanti di fronte a una scrittura avanguardista per il tempo in cui il prodotto veniva trasmesso. Correva, infatti, l’anno 2006. L’Italia vinceva i Mondiali e si divertiva anche a lanciare sperimentazioni catodiche di vario genere. Raitre ha deciso di credere, con congruo anticipo, in un trio di professionisti che ha avuto l’ardire e la capacità di mettere insieme Marco Giallini e Valerio Mastandrea. Una coppia di cavalli di razza della recitazione e della comicità che, se messa in condizione di osare, può diventare deflagrante. Infatti Buttafuori, inizialmente, non è stata capita appieno.
Una meteora televisiva
Il favore del tempo, tuttavia, ha portato la serie ad essere rivalutata e citata come uno dei massimi esempi di satira televisiva vigente. Un prodotto che nessuno, negli anni, 20 dall’ultima messa in onda, ha più toccato per paura di intaccare una piccola gemma. 8 episodi da circa 30 minuti l’uno. Poi è arrivato Boris, il successo della premiata ditta Torre, Ciarrapico, Vendruscolo e Buttafuori è rimasta negli annali come un grande progetto non eccessivamente capito e valorizzato. Uno di quei prodotti che vengono guardati distrattamente su YouTube ripensando a quanto di bello e innovativo abbia fatto la televisione pubblica in tempi non sospetti.
Oggi, dopo due decadi, la malinconia lascia il posto alla concretezza: Buttafuori può tornare con una nuova stagione. Il motivo di questa “pazza idea” è da ricondurre a Mattia Torre: Boris 4 è stato messo a punto per tributare il compianto autore cinematografico e televisivo. Oggi Ciarrapico e Vendruscolo possono fare lo stesso con un altro titolo di pregevole fattura. Buttafuori, come afferma il giornalista Sergio Fabi attraverso il portale Cinemotore, può avere una crescita esponenziale con un’altra stagione da raccontare e vivere.
Il ritorno dopo 20 anni
A 20 anni di distanza con Valerio Mastandrea in veste di co-regista. In prima battuta ci saranno Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo. Mastandrea, quindi, andrà a sostituire Mattia Torre cercando di tenere fede ai valori dell’amico autore e regista che ha già avuto modo di omaggiare moltissime volte. La serie, naturalmente, vedrà anche il ritorno di Marco Giallini come attore principale al fianco del collega romano. Ancora massimo riserbo sulla piattaforma o l’emittente che accoglierà il progetto. La forza di Buttafuori era anche la modalità con cui veniva girata: tutto in piano sequenza.
Rappresentava una novità e un azzardo per la comicità di quegli anni che ricorreva spesso a un montaggio frenetico, per agevolare le battute e determinate narrazioni specifiche, in particolare rispetto allo sviluppo delle sit-com a tema. Il piano sequenza, invece, impone una maggiore intensità negli scambi narrativi e un’elaborazione della singola scena senza tagli. Una sorta di flusso di coscienza catodico applicato alla vis umoristica.
Dissacrante, cinica, brillante
Buttafuori ha caratterizzato i primi anni Duemila e anticipato l’approccio che successivamente avremmo visto in Boris, con un montaggio specifico, ma ritrovare un prodotto del genere – attraverso la stessa composizione comica solo più aggiornato – potrebbe essere davvero l’occasione per riprendere in mano un determinato modo di fare commedia. Dissacrante e cinico, meno composto e scontato, come insegna la tradizione dei lavori a firma di quello che ormai è considerato un trio di sceneggiatori e registi sempre più riconoscibile. Il tributo a Mattia Torre sarà un’ulteriore occasione per dimostrare che la commedia brillante in Italia si può ancora mettere in scena senza accontentarsi dei fasti del passato. Il futuro del settore passa anche attraverso l’entrata di una discoteca immaginaria che, a modo suo, ha fatto la storia.