Smallville, un tuffo nel passato tra luci e ombre: la gioventù di Clark Kent è un viaggio pieno di sorprese
Smallville, la serie sull’universo DC Comics e la storia di Clark Kent da giovane è disponibile su Netflix. Un’epopea di oltre 200 episodi che racconta l’evoluzione di un super eroe gettando le basi dello spin-off a livello internazionale.
Smallville è una serie televisiva durata 10 anni che testimonia come e quanto gli spin-off non siano necessariamente una tendenza moderna. Nella contemporaneità televisiva, occuparsi di quel che è successo in precedenza all’affermazione di un determinato personaggio o evento è prassi, per una questione di racconto e profondità scenica. Gli sceneggiatori attuali, tuttavia, non si sono inventati nulla di inedito perchè – nello specifico – la DC Comics lo faceva già agli albori del nuovo millennio. Nel Duemila, agli inizi, infatti Warner Bros e DC decisero di mettersi idealmente seduti attorno a un tavolo per creare qualcosa di inedito e particolarmente coinvolgente. Termini che richiamano personalità altrettanto polarizzanti e disposte a spostare l’interesse anche in termini televisivi e cinematografici: Superman, nella fattispecie, fa parte del giro illustre di intoccabili.
Quei tipi di super eroe che vanno presi con le pinze, qualsiasi cosa si voglia fare dev’essere vagliato al 100% sotto tutti i punti di vista. L’idea di partenza, che ha dato la stura a Smallville, era quella di sviluppare una serie lunga che potesse accompagnare gli estimatori per moltissimo tempo. Un prodotto che generasse fidelizzazione ulteriore e potesse lasciare di stucco coloro che non avevano mai avuto modo di avvicinarsi all’universo DC. Nel caso particolare a Superman.
Smallville, la giovinezza di Clark Kent in una serie
Qualcosa che accontentasse i veterani e soddisfacesse il pubblico occasionale. Il giusto compromesso era un progetto che nessuno avrebbe avuto il coraggio di proporre. Tranne, appunto, DC Comics e Warner Bros. Chi era Clark Kent da giovane? È stato sempre super oppure ha avuto qualche difficoltà ad accettarsi e a convivere con i grandi poteri di cui dispone? Questi interrogativi sono diventati immediatamente la base per qualcosa di più solido. Il pilota di Smallville, vale a dire l’episodio di partenza, comincia proprio con la pioggia di meteoriti in città che ha portato alla genesi di Kent e alla trasformazione di Lex Luthor.

I genitori adottivi di Clark trovano questo bambino in un campo e lo crescono come se fosse figlio loro, ma è arrivato da un altro pianeta. Come se fosse un segno del destino, da cogliere al volo. Nascondendo, magari, la navicella spaziale in cantina. Da questo prologo inizia una vera e propria epopea che attraversa le fasi di maturazione emotiva e fisica di Clark Kent: la crescita, lo sviluppo della forza e dei poteri, i traumi legati alla gestione di determinate capacità fino alla lenta metamorfosi in Superman.
Uno spin-off ante litteram
Prima del noto super eroe, Kent è stato un ragazzo con le sue ambizioni e aspettative dettate da un forte desiderio di normalità. Non vedeva i poteri come un vanto, ma come un fardello da portare. La capacità di accettarsi malgrado la propria diversità resta uno dei maggiori insegnamenti della serie che, grazie a determinate sfumature, ha fatto breccia nel pubblico. Un cammino di 217 episodi da 22 minuti circa, attualmente sono visibili tutti su Netflix.

La possibilità di rivedere un prodotto simile consente anche di concentrarsi su sfumature passate inosservate nel tempo: a partire dalla crescita dei singoli interpreti, da Tom Welling a Sam Jones III, che ha permesso di scoprire e apprezzare giovani talenti in grado di costruirsi un futuro all’interno della settima arte e non solo. Pareri positivi in merito sono arrivati anche da l’ex star di Superman Christopher Reeve che, prima di passare a miglior vita, fece anche due apparizioni nella serie. Uno dei camei d’eccezione che Smallville può vantare, utile anche ad accrescere la credibilità di un prodotto nato come un azzardo e diventato nel tempo una scommessa vinta.
Il retroscena su Bruce Wayne: la serie lasciata in sospeso
Basti pensare che inizialmente Warner Bros e DC Comics avrebbero dovuto lavorare su altro: Bruce Wayne era il primo progetto in cantiere. La storia di Batman prima che diventasse l’uomo pipistrello. Quel prodotto è rimasto in freezer, successivamente avrebbe portato alla nascita di Gotham (altra serie di successo), per dare la precedenza a Smallville. La storia ha dato ragione a quel team creativo che, ancora oggi, si gode i frutti dell’ennesimo rewatch da parte degli utenti.
Dopo il 2011, con l’ultimo capitolo della serie televisiva, la storia di Clark Kent è andata avanti con i fumetti e gli albi illustrati. Smallville, tuttavia, resta ancora un riferimento impossibile da accantonare. Un precedente che ha sdoganato un filone seriale ben preciso perfettamente spendibile dopo 15 anni.