Massimo Troisi e la Befana, un legame particolare diventa spunto per la commedia: il celebre siparietto con Pippo Baudo
Massimo Troisi ha trasformato in un atto unico teatrale anche l’Epifania durante una celebre intervista con Pippo Baudo. Il celebre siparietto durante una puntata di Domenica In del 1985.
Pippo Baudo ha scritto pagine importanti della televisione italiana, alcune delle quali hanno come protagonista Massimo Troisi. L’attore e regista ha conosciuto il presentatore di Militello negli anni ’80. In quel periodo l’Italia ha vissuto un’espansione crescente anche dal punto di vista televisivo. Erano i tempi del Varietà, dell’intrattenimento che si stava formando anche sul piccolo schermo. In Rai c’era un trio, dal nome “La smorfia”, che aveva colpito il noto conduttore.
In questo gruppo c’erano Massimo Troisi, Lello Arena ed Enzo Decaro. Insieme hanno fatto cose particolarmente convincenti, veri e propri pezzi di bravura e spunti di teatro che arrivarono in televisione proprio grazie al presentatore di Militello. Baudo li volle con sè in prima serata, ma non c’era – spesso – un copione prestabilito. Arrivavano, provavano e andavano in scena. Esisteva sempre il placet finale del presentatore e padrone di casa, ma Baudo si fidava perché li aveva visti a teatro.
Massimo Troisi e Pippo Baudo
Quindi si lasciava anche trasportare. Arriviamo, quindi, al 1985. Massimo Troisi era già un riferimento: faceva anche cose da solo. Si era “staccato” dal trio, senza mai abbandonarlo, per dimostrare che era in grado di spaziare. Cinema e televisione, secondo le disponibilità. Infatti Troisi andava dove si sentiva a casa, quei palcoscenici (anche sul piccolo schermo) in cui poter essere libero di dire e fare quello che voleva. Sempre con criterio, ma quale criterio doveva deciderlo lui. Non altri.

Questo Baudo glielo permetteva, infatti Massimo Troisi è uno dei pochi ad aver cambiato – se così si può dire – la figura del conduttore siciliano. Solitamente Pippo Baudo è sempre stato al centro della scena, dinnanzi a Troisi però faceva un passo indietro diventando un’ottima spalla per le sue gag.
Da conduttore a spalla comica
Lo ricordiamo a Fantastico, con lo sketch su Andreotti, e durante Domenica In. Un format dove la chiacchierata è sempre stata un punto di forza e Troisi, ospite da Baudo, comincia a raccontare un aneddoto legato all’Epifania. In breve quel racconto si trasforma in una sorta di atto unico teatrale, con il conduttore di Militello principale complice, e riesce a tenere incollati milioni di telespettatori davanti al televisore.
Il rapporto di Massimo Troisi con la Befana, questo ha raccontato a Baudo, è sempre stato ironico e particolarmente schietto: “Ah, Befà, ma allora sei scema?”, ha esclamato il celebre interprete causando una risata generale dopo aver spiegato che la nota anziana che porta i regali ai bambini soleva conservargli sempre e soltanto un trenino elettrico e mai una pistola da cowboy. “Io avevo la Befana delle Ferrovie dello Stato”, sottolinea Troisi, e la gente – in studio e da casa – comincia a ridere in un’armonia che difficilmente sul piccolo schermo si sarebbe ritrovata.
La Befana a Domenica In
Troisi era questo: genio puro, improvvisazione e quella timidezza che lo faceva sempre essere al posto giusto nel momento sbagliato. Una rincorsa (scenica) alla perfezione che non arrivava mai e per questo lo rendeva unico ed effettivamente inimitabile. “Massimo – domanda sempre Baudo – tu piaci a molte donne, come te lo spieghi?”. Questo, che è stato un assist voluto, dà la possibilità al regista e interprete di passare a parlare di sè stesso. Dalla Befana alle donne in generale: “Che significa come te lo spieghi, Pippo? Io è sta cosa che non capisco, se avessi detto tu piaci ai cavalli, allora io potevo pensare ok come me lo spiego. Tu, però, dici che piaccio alle donne con quello stupore…”.
Anche in quel frangente le risate fra il pubblico e gli spettatori a casa si sono sprecate: Troisi regalava sorrisi e riflessioni persino in un giorno di festa come l’Epifania. Dove chiunque preferisce stare senza pensieri, sul divano, in attesa di tornare alla vita di tutti i giorni. Soltanto che la quotidianità con Massimo Troisi e Pippo Baudo aveva un sapore diverso, sembrava di poter accarezzare l’eternità. Una battuta alla volta, un sorriso dopo l’altro.