Scivolone di De Martino in diretta: “Non possiamo dirlo”. La frase scatena la bufera, perché e cosa “nasconde”
Una battuta, un silenzio improvviso e una rivalità storica: in studio cala l’imbarazzo e il pubblico coglie subito il riferimento
Durante la seconda puntata del 2026 di Affari Tuoi è successo l’impossibile. Anche se non è proprio una novità. La vivacità di Stefano De Martino che travolge pubblico, concorrenti e spettatori a casa, questa volta ha sconfinato in un terreno delicato e molto seguito. In studio qualcuno ride, qualcun altro capisce. E sui social, nel giro di pochi minuti, scatta il tam tam.
Questo perché quando certe parole arrivano dalla bocca giusta — o sbagliata — possono trasformarsi in un caso. Soprattutto se a pronunciarle è un conduttore amatissimo, con un’identità sportiva dichiarata e una tifoseria pronta a notare ogni sfumatura. Ecco perchè, quella che sembrava una puntata come tante si è trasformata in un piccolo terremoto mediatico.
Non possiamo dirlo
La serata del 2 gennaio su Rai 1 si apre con l’arrivo in studio di Orazio, artista di strada di Arzano, accompagnato dalla moglie Gabriella, compagna di vita e di lavoro. Da casa, i figli tifano per loro. Il clima è quello classico di Affari tuoi: familiare, caldo, ritmato da battute e complicità. De Martino ricorda anche l’appuntamento speciale del 6 gennaio, mentre Herbert Ballerina scherza su ospiti improbabili.

La partita scorre bene: molti pacchi blu, un solo rosso importante che esce presto, offerte del Dottore respinte senza esitazioni grazie alla determinazione di Gabriella. “A lei piace il trito, trita, trita tutto” commenta scherzando il conduttore. Orazio ascolta, riflette, osa. Si arriva al finale con tre pacchi rossi pesantissimi ancora in gioco e un’offerta da 120mila euro che fa tremare. La coppia decide di andare fino in fondo.
Ed è lì che accade l’imprevisto. Nel commentare la scelta coraggiosa, De Martino si lascia sfuggire un’espressione iconica del mondo calcistico. Si ferma a metà frase, si corregge subito: “Fino alla fine, anzi no non lo possiamo dirlo” Troppo tardi. Il riferimento è chiaro. Il motivo? De Martino è un tifosissimo del Napoli e quella frase è storicamente associata alla Juventus, acerrima rivale del club partenopeo. Un dettaglio che, per chi vive il calcio come identità culturale, pesa come un macigno. E infatti la rivalità con il Napoli è tra le più antiche e sentite del calcio italiano.
Dagli anni Sessanta di Sivori e Altafini alle tensioni degli Ottanta con Diego Armando Maradona, passando per scudetti contesi, trasferimenti dolorosi come quello di Higuain e intrecci recenti con Antonio Conte, Juventus-Napoli è una sfida che va oltre il campo. È simbolica, identitaria, quasi viscerale. Alla fine Orazio e Gabriella tornano a casa con 75mila euro: una vincita importante, anche se resta il rimpianto per l’assegno rifiutato. Ma a far parlare non è il risultato. È quella frase non detta fino in fondo. Perché in televisione a volte, basta davvero pochissimo per accendere una bufera.