Brigitte Bardot, il retroscena sulla famosa canzone che anima i party da mezzo secolo: com’è nata l’idea
Brigitte Bardot è al centro di uno dei ritornelli più celebri nei giorni di festa e non solo: com’è nata l’idea della canzone diventata anche inno della causa animalista.
Brigitte Bardot è stata e resta una donna simbolo per il cinema francese e per la settima arte a livello internazionale. La sua bellezza, oltre all’indiscutibile bravura e competenza, ha sdoganato anche diversi fenomeni di costume e società. Come l’uso definitivo del bikini, oppure la capacità di ballare in maniera provocatoria dentro e fuori le piste da ballo.
Sì, perchè Bardot non voleva dire soltanto cinema ma anche e soprattutto arte a 360 gradi. Compresa quella di mettersi in gioco. Essere al centro di tutto, persino delle canzoni. Ce n’è una, infatti, che porta il suo nome ed è un caposaldo della Dance che anima i party da mezzo secolo. A Capodanno, oppure in estate a Ferragosto, durante un evento speciale, parte soltanto quella: bastano tre parole. “Brigitte Bardot Bardot” e comincia a formarsi un trenino improvvisato a qualsiasi latitudine del mondo.
Brigitte Bardot, da attrice simbolo a tormentone musicale
Com’è cominciato tutto questo? A dare il via alla “tradizione”, divenuta successivamente fenomeno di costume, ci ha pensato il giornalista Miguel Gustavo nel 1960. Il cronista e compositore dà vita a un pezzo dedicato a quella che il favore del tempo aveva trasformato in una diva riconoscibile. Il testo era chiaro: “Brigitte Bardot Bardot, Brigitte beijou beijou, no fundo do cinema todo o mundo se afogou”. Letteralmente: “Sul fondo del cinema tutto il mondo è annegato, dopo che Brigitte Bardot ha baciato, ha baciato”.

Una licenza poetica, riarrangiata da Jorge Veiga, che diviene tormentone grazie al trio belga Two Man Sound: correva l’anno 1978 e la band inserisce l’inciso all’interno di un medley samba disco che prende il nome di Disco Samba. La fantasia nella scelta di marketing non è il massimo, ma le vendite le fa un ritornello destinato a diventare senza tempo. Quel remix, infatti, è lo stesso che conosciamo ancora oggi a ogni festa comandata: Brigitte Bardot, anche in ambito musicale, scala le hit parade. Il pezzo, nello specifico, vanta un numero di remake e cover sempre maggiore.
Miguel Gustavo, il remix e la causa animalista
Quel brano composto nel ’60 è diventato un vero e proprio must, anche grazie al campionamento del nome. Basti pensare che, proprio il ritornello con la Bardot protagonista, oltre alle celebri feste, ha contraddistinto per anni anche la causa ambientalista e animalista. La donna interprete ha accompagnato numerose battaglie sul tema, in segno di riconoscimento le comunità animaliste solevano celebrarla con quella canzone.
Non solo semplice tormentone, quindi, ma anche un vero e proprio inno ai diritti e alla condivisione. Una rivoluzione può essere fatta anche attraverso le canzoni: Brigitte Bardot lo ha dimostrato, infatti la “sua” canzone continuerà a risuonare nell’eternità. Quasi come un monito per le generazioni future, intente a ballare sì ma anche a chiedersi – tra una strofa e l’altra – cos’abbia reso quell’attrice di Parigi così intramontabile. E per spiegare questo non basta una canzone, ma si può cominciare – volendo – attraverso il tasto del Rewind.