Home Retroscena Sergio Mattarella, il discorso di fine anno è una tradizione condivisa: le differenze con gli altri Paesi europei tra liturgia televisiva ed esigenze politiche

Sergio Mattarella, il discorso di fine anno è una tradizione condivisa: le differenze con gli altri Paesi europei tra liturgia televisiva ed esigenze politiche

Il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica è una tradizione condivisa persino sul piano mediatico: regole, accorgimenti e curiosità istituzionali di quello che è diventato (anche) un rito televisivo.

27 Dicembre 2025 18:40

Sergio Mattarella è uno dei Presidenti della Repubblica più accettati della storia d’Italia. Mette d’accordo tutti, non è scontato ma diventa possibile secondo gli ultimi sondaggi. I cittadini, stando alle percentuali ISTAT, si rispecchiano maggiormente in Mattarella che negli altri rappresentanti della politica italiana.

Il bacino di utenza si allarga ulteriormente se consideriamo anche i Presidenti della Repubblica precedenti. Pertini resta il più amato, poi c’è Mattarella. Al terzo posto, per gradimento, c’è Carlo Azeglio Ciampi e quarto – considerando il passato recente – Giorgio Napolitano. Questa statistica dimostra che il Presidente della Repubblica, chiunque esso sia, non è soltanto una figura di richiamo. Chi rappresenta la Repubblica Italiana, oltre ad avere una responsabilità istituzionale che prevede oneri e onori, ha anche ripercussioni sulla quotidianità degli italiani. Un Presidente rispecchia l’interesse di un popolo per la politica, più ampiamente per la cosa pubblica.

Il discorso di fine anno

Quindi, tornando alla stretta attualità, il fatto che Sergio Mattarella sia molto considerato da parte degli italiani (quasi più degli altri politici dei partiti) indica non solo che i cittadini vogliono interessarsi alle vicende di politica interna, ma anche che probabilmente – se lo fanno in maniera relativa quando si parla di partiti e strategie – vige uno scetticismo o addirittura mancanza di fiducia per quanto riguarda le altre figure del potere. Coloro che appartengono a schieramenti, fazioni e proporzioni.

La politica, nello specifico, è l’arte del possibile: è più che probabile, quindi, che Mattarella goda di tanto consenso generalizzato perché riesce ancora a parlare una lingua comprensibile da tutti. Non si tratta dell’Italiano, quello dovrebbe conoscerlo chiunque, ma di una dialettica in grado di esprimere concetti chiave privi del “politichese” che rende tutto più complicato e meno fruibile. Mattarella, nei suoi discorsi di fine anno, ha sempre parlato chiaro – apparentemente senza sovrastrutture- ragionando per temi chiave.

Da Luigi Einaudi a Sergio Mattarella

Argomenti che dovrebbero riassumere l’anno che sta per terminare, ma la tradizione del discorso a reti unificate non inizia oggi. Precisamente risale, per quel che riguarda l’Italia, al 1949. Alla Presidenza della Repubblica, quell’anno, c’era Luigi Einaudi. Da allora, il discorso di fine anno viene trasmesso a reti unificate senza interruzioni. Inizialmente solo via radio, quando poi le televisioni hanno cominciato a popolare le città anche il piccolo schermo ha detto la propria in questa fondamentale liturgia che mescola politica e mass media.

Binomio quasi sempre legato alla propaganda, ma la politica è fatta anche di aggiornamenti e comunicazioni istituzionali. In questo il piccolo schermo diventa rilevante. Il discorso di fine anno si tiene il 31 dicembre alle 20.30, in diretta dal Quirinale. È sempre andata così, tranne in un caso: correva l’anno 1984 e l’allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, tramise da Selva di Val Gardena. Il collegamento dura all’incirca 20 minuti, massimo 25, ma i tempi restano ugualmente stringati.

Reti unificate e concorrenza

La trasmissione in simulcast è altrettanto chiara: il discorso di fine anno, televisivamente parlando, è prodotto da Rai Quirinale che lo trasmette sulle reti della televisione di Stato (Raiuno, Raidue e Raitre) in alta definizione. Disponibile anche la versione in lingua LIS, senza contare – con l’avvento delle piattaforme digitali – la riproposizione integrale del messaggio o di alcune delle parti maggiormente importanti. I temi da toccare sono molteplici, ma alcuni aspetti necessariamente diventano più rilevanti di altri.

In merito alle reti della concorrenza, il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica viene trasmesso anche su Mediaset. Prevalentemente su Canale 5. Dal 2014, però, anche Rete4 garantisce la trasmissione del discorso. Non è stato, invece, mai trasmesso su Italia Uno. La7, invece, lo veicola attraverso un collegamento speciale del TgLa7. Allo stesso modo opera Sky, grazie a SkyTg24. Dal 2020 anche SanMarino TV offre la possibilità di vedere in chiaro il messaggio del Presidente della Repubblica Italiana.

La Repubblica d’Irlanda cambia giorno

Lo stesso iter televisivo viene riproposto anche nei principali Paesi dell’Unione Europea, dove ogni 31 dicembre i Presidenti della Repubblica parlano ai cittadini. L’unica eccezione è l’Irlanda, dove il discorso viene pronunciato sia in Inglese che in Gaelico, ma oltre la linguistica cambia anche la data sul calendario.

Il messaggio di fine anno ai cittadini, nella Repubblica d’Irlanda, viene comunicato – sempre a reti unificate – il 20 dicembre. Giornata scelta per convenzione dato che può essere trasmesso fra il 15 e il 22 dicembre. Negli ultimi 3 anni, però, la decisione è ricaduta sempre sul giorno 20. L’Europa, dunque, è unita anche televisivamente parlando attraverso quella che si conferma essere una liturgia mediatica condivisa.