Una Poltrona per Due, molto più di una tradizione natalizia: i retroscena del film cult con Eddie Murphy e Dan Aykroyd
Una poltrona per due è un cult movie della vigilia di Natale. Gli italiani non possono fare a meno di riguardare l’opera di John Landis con Eddie Murphy e Dan Aykroyd. I retroscena più celebri legati al film.
Una poltrona per due è molto più di un cult natalizio. Da tanti anni ormai la pellicola viene ritrasmessa in chiaro durante la vigilia di Natale in Italia. La “tradizione” è un vero e proprio must che prosegue da tempo immemore. I palinsesti hanno provato ad assecondare altri desiderata, ma nelle rare occasioni in cui è stato trasmesso un altro contenuto – durante la vigilia di Natale – si è scatenata la rivolta del pubblico televisivo.
Il quale non rinuncia a guardare e riguardare l’opera di John Landis, interpretata da Eddie Murphy, Dan Aykroyd e Jamie Lee Curtis. Numeri alla mano, è dal 1998 che l’opera viene trasmessa in televisione il 24 dicembre. A cominciare è stato il direttore di rete di Italia Uno che, nel 1998, ha selezionato l’opera di Landis. Doveva essere un contenuto di riempimento, il film invece è diventato un vero e proprio “rituale” condiviso.
Un cult della vigilia di Natale
Le uniche eccezioni, in cui il lungometraggio non è stato trasmesso, risalgono al 2005 e al 2011. In entrambe le occasioni il pubblico ha reagito male e ha chiesto, tramite i social o i forum dedicati, di tornare alle consuetudini. La vigilia di Natale, in Italia, è scandita da Landis. Senza esitazioni. C’è persino una pagina Instagram che è solita fare il conto alla rovescia, tra una vigilia natalizia e l’altra, rispetto ai giorni che mancano prima che il cult movie venga riproposto.
Ormai John Landis, per gli italiani, equivale a un parente acquisito e lo sarà ancora per molto tempo. Il film, tuttavia, conserva una serie di retroscena più o meno noti che accompagnano la riproposizione annuale dell’opera. Si passa dal ruolo di Eddie Murphy, inizialmente destinato a John Belushi, alla scelta di improvvisare da parte dell’intero cast per quanto riguarda alcune delle scene più iconiche. Il lungometraggio ormai non ha più segreti, o quasi, per gli affezionati.
I retroscena dell’opera di Landis
Un lavoro, nello specifico, diventato grande e largamente apprezzato anche grazie alla mole di “segreti” che si porta dietro. Il progetto iniziale venne concepito per Richard Pryor e Gene Wilder, ma il secondo si infortunò proprio poco prima dell’inizio delle riprese. Allora la Paramount decise di cambiare cast. Subentrarono Eddie Murphy e Dan Aykroyd. La Paramount, inizialmente, aveva pensato a John Belushi – per replicare il successo di Blues Brothers – ma poi questioni economiche legate anche alla condizione di Belushi spostarono gli equilibri in un’altra direzione. James Belushi, invece, fa un cameo all’interno del film.
Jamie Lee Curtis deve proprio a questo film un cambio di approccio e stile scenico. La nota attrice era famosa, principalmente, per i film horror ma Landis l’ha voluta fortemente per il ruolo di Ophelia. Performance che riuscì ad aprirle le porte in altri contesti e ruoli, un vero e proprio salto di qualità nato da un azzardo professionale. Ancora oggi si parla di “scommessa vinta”, con l’interprete che non solo è un punto fermo dello star system americano ma resta un riferimento per la scena cinematografica internazionale. A lei, tra le altre cose, è stato affidato il ruolo di Jessica Fletcher nel remake de “La signora in giallo”. Da un’icona all’altra.
Il sogno americano
L’opera, inoltre, è un riferimento costante al mito del “sogno americano” e le sue incertezze. Le cicatrici di un Paese descritte attraverso la tracotanza degli industriali opposta al pragmatismo di coloro che vivono alla giornata e cercano di rifarsi una vita, anche quando sembra essere già tutto deciso. Per questo la scelta di ambientare il film a Philadelphia non è casuale: ricorrono i luoghi simbolo della Dichiarazione D’Indipendenza. Genesi e sviluppo dell’American dream.
Una poltrona per due, visione dopo visione, diventa una continua scoperta e una perenne rivelazione di indizi e riferimenti nascosti. Trovarli tutti è diventata una vera e propria “tradizione” ulteriore da parte degli italiani. Anche in quest’ultima vigilia di Natale, non è stato possibile fare altrimenti.
La tradizione italiana
L’appuntamento, dunque, è al prossimo anno. Quando l’opera di Landis tornerà in palinsesto. I più temerari e “ribelli”, invece, possono guardarla anche in altri periodi dell’anno. Il film è disponibile ovunque e nelle diverse collezioni tematiche delle numerose PayTv presenti in Italia e non solo. Nello Stivale, però, guardare questo film in un altro momento è paragonabile a un’attività anacronistica, sebbene l’efficacia e l’interesse verso un lavoro stimolante come quello fatto dal regista statunitense restino intatte.