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Sanremo 2026, se ne parlano solo gli esperti è un problema: la kermesse canora ha perso appeal, cosa dicono i numeri

Il Festival di Sanremo è sempre più vicino ma attorno a quest’edizione della kermesse c’è una calma piatta che non fa bene all’Auditel e alle aspettative del pubblico.

15 Dicembre 2025 14:10

Il Festival di Sanremo arriva a febbraio ma si comincia a discutere molto prima: non stiamo parlando delle trattative o degli impegni del Direttore Artistico (quelli iniziano già da luglio), bensì delle polemiche, dei retroscena e dei dibattiti che accompagnano la kermesse canora. Sanremo non è solo Sanremo, come soleva dire Baudo, ma anche tutto quello che lo accompagna. Un cicaleccio fra chiacchiere, dubbi, strategie e mezze verità che anticipano l’inizio della manifestazione.

Gli esperti lo hanno definito una sorta di Capodanno secondario: esiste un prima e un dopo Sanremo. Quest’anno, per la prima volta nel passato recente, forse no. Carlo Conti ha rivoluzionato il Festival: lo aveva detto che avrebbe puntato su nomi diversi dal solito. La priorità ce l’hanno, per il conduttore, le canzoni. A prescindere da chi le esegue. Questo è un ragionamento che, secondo i maligni, deriva dalla consapevolezza che tanti nomi – in questa edizione – hanno detto di no al conduttore e Direttore Artistico toscano.

Sanremo 2026, le nuove proposte non rendono in tv

Elodie, Annalisa, Alfa per fare alcuni riferimenti attesi che invece hanno pensato bene di declinare l’opportunità. Questa moria, che sul Messaggero è stata definita la “grande fuga”, può ricondursi a due fattori. Il primo deriva dalle incomprensioni, soprattutto sul piano dei rimborsi, con le major: ci sono meno soldi a disposizione e le case discografiche mandano meno artisti di grido nella Città dei Fiori. Il secondo potrebbe riguardare la presenza di un’edizione più incentrata sull’evoluzione musicale che sull’intrattenimento.

Lo scorso anno abbiamo assistito a una manifestazione molto rapida, non si è trattato soltanto dell’immediatezza di Carlo Conti nell’annunciare e disannunciare le canzoni, che sul piano dello spettacolo televisivo ha fatto trionfare la sobrietà. Niente stupore, tutto come previsto. Senza il minimo picco. Tutto molto piatto, tranne gli ascolti.

Cercasi appeal

La kermesse canora è stata seguita da moltissimi, che per le strade e nei bar, però, hanno cominciato a fare paragoni con il recente passato. Carlo Conti non è Amadeus (che aveva al suo fianco Fiorello) e grazie, ma oltre alle polemiche c’è di più. La platea televisiva si aspettava comunque uno spettacolo più stimolante.

Questa delusione generale doveva essere riscattata quest’anno, ma la platea tv già dai social è sembrata disamorata. I big annunciati non hanno soddisfatto (in larga parte perché ci sono sempre le eccezioni che confermano la regola) gli utenti. Carlo Conti ha detto che è comprensibile non piacere a tutti, ma stavolta il problema è un altro: il dibattito sul cast c’è sempre stato anche in passato. Accontentare il pubblico non è mai facile. La platea, però, nei recenti trascorsi, poi si metteva davanti alla televisione per cercare di capire cosa avrebbe visto a febbraio.

Il dibattito è “assente”

Il 14 dicembre 2025 c’è stata la finale delle nuove proposte: i vincitori si esibiranno con i big in gara a Sanremo, a febbraio prossimo. L’appuntamento con i più giovani, lo scorso anno, è stato seguitissimo. All’interno della manifestazione solitamente il Direttore Artistico annuncia i titoli delle canzoni dei big in gara. Conti l’ha fatto anche quest’anno, con la differenza che però a guardarlo erano in “pochissimi”. Realizzare il 12,3% di Share sulla rete ammiraglia della Rai è un problema. La scorsa edizione i numeri della finale delle nuove proposte erano ben altri. Quindi non significa che il programma è inadeguato, vuol dire che ai telespettatori già non interessa capire che tipo di Sanremo sarà.

Sono (quasi) tutti già rassegnati anche sui social. Basta guardare le interazioni. Non ci sono gli stessi riferimenti degli altri anni. Anche rispetto all’annuncio delle conduttrici del PrimaFestival non c’è stato nessun movimento, dentro e fuori i social, da parte degli utenti. C’è una calma apparente che non è un buon segno. Lo dice la storia di Sanremo.

Un silenzio assordante

Le polemiche devono condire, in qualche maniera, il Festival: il teorema l’ha portato alla ribalta Baudo. Quando non c’è più nemmeno quel vociare e quel dibattito comune, quando persino le chat Whatsapp dei gruppi d’ascolto sono sempre alla stessa maniera, allora forse la direzione dell’appeal sta andando verso una possibile deriva che sarebbe meglio evitare.

C’è ancora tempo, a febbraio manca ancora qualche mese, magari l’annuncio dei co-conduttori e delle co-conduttrici potrebbe riportare l’euforia attorno alla kermesse. Stesso discorso per i super ospiti, ancora non resi noti da Carlo Conti. Insomma parlare di flop adesso è sicuramente prematuro e ingeneroso, ma – per citare il compianto Francesco Nuti – amico e riferimento di Carlo Conti e non solo: “Madonna, che silenzio c’è stasera”.

Una kermesse elitaria

Intorno a Sanremo si è spento il dibattito, almeno sui social, ancora prima di cominciare e gli ascolti televisivi sembrano essere al ribasso. Sanremo è Sanremo, anche se si parla di nuove proposte, e chiudere al 12,3% rappresenta un possibile argomento di riflessione. Se la kermesse torna a essere elitaria e ne parlano soltanto gli esperti, senza il minimo stimolo verso i telespettatori, diventa un problema non solo per la Rai.