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Maria Latella, intervista a TvBlog: “I libri sono un antidoto all’impoverimento culturale. Un titolo per Meloni e Schlein? Bel-Ami di Maupassant”

Maria Latella torna su Raitre con “La biblioteca dei sentimenti”. Il programma si rinnova, alla quarta edizione, a partire dal suo gruppo di autori. La conduttrice e giornalista in esclusiva a TvBlog svela i segreti di questa stagione.

20 Novembre 2025 13:29

La cultura torna protagonista su Rai3, non solo come puro approfondimento, ma anche sotto forma di analisi e indagine psicosociale. Questo cercherà di fare “La biblioteca dei sentimenti”. Un programma giunto alla quarta edizione che si rinnova in maniera completa senza tradire i propri valori di riferimento.

Il capo progetto è Pietro Galeotti, alla conduzione c’è Maria Latella. Al centro di tutto, i libri. Quelli che accompagnano le persone per una vita intera e in alcuni casi la scandiscono anche. Le pagine di un manoscritto possono identificare momenti ben precisi del vissuto di ciascuno. I protagonisti de “La biblioteca dei sentimenti” cercheranno proprio di ritrovare quelle suggestioni che hanno lasciato in un angolo, all’interno di quelli che vengono definiti i cassetti della memoria, per definire la natura di un sentimento.

Maria Latella torna su Rai3 con “La biblioteca dei sentimenti”

Un’emozione vissuta da loro stessi o che avrebbero voluto suscitare nei lettori di riferimento. Un viaggio costante fra libri e stati d’animo accompagnato dalle parole di Latella che, con l’aiuto e la collaborazione di importanti nomi del mondo editoriale e non solo, cercherà di tratteggiare lo status del nostro Paese in merito all’interesse per la lettura e l’appeal che determinati generi potrebbero (o non potrebbero più) avere rispetto ad altri.

Insieme alla conduttrice e giornalista ci saranno Saverio Raimondo e Sveva Sagramola con momenti fondamentali quali la lettura in modo sarcastico della classifica di gradimento librario settimanale e il racconto in tre volumi di un ospite noto e curioso. TvBlog ha intervistato la conduttrice del programma, Maria Latella, per cercare di capire come inizierà questo percorso all’insegna dei libri più e meno noti che caratterizzano la storia recente dell’Italia e non solo. La cronista, nella fattispecie, ci porta all’interno de “La biblioteca dei sentimenti” che torna da venerdì 21 novembre alle 15.15 su Rai3.

Il programma si rinnova

“La biblioteca dei sentimenti” si rinnova, c’è un cambio autorale con Pietro Galeotti capo progetto: ci parla, se possibile, della nuova progettazione delle puntate e di come cambia un programma così rodato (ormai siamo alla quarta edizione) senza snaturarsi?

“Il titolo racconta il filo conduttore del programma. I libri e i sentimenti seguiranno uno stesso sentiero attraverso ospiti che abbiano comunque a che fare con i libri, sia perchè ne hanno scritto uno pur non essendo scrittori di professione, ma anche perchè sono scrittori di professione e fanno quello per vivere. I libri hanno un’importanza fondamentale nella vita di ciascuno, tutti noi leghiamo una svolta, una presa di coscienza, un momento particolare dei nostri anni giovanili o anche non giovanili alla lettura di un libro. In questa formazione del nostro “copione” teniamo presente proprio questo: chi ha scritto un libro ce lo viene a raccontare, magari raccontandoci anche suggestioni e momenti della propria vita”.

“Una finestra sull’attualità”

“Un tema di attualità che vede coinvolti due scrittori o un esperto e uno scrittore, dipenderà dalle situazioni, e i libri che hanno scandito la vita di un attore o un’attrice. O personaggi più diversi dello spettacolo, del costume e della società moderna. Ci sarà, poi, sempre la classifica che è un indice indicato da TuttoLibri – che compie 50 anni quest’anno, ci piaceva cominciare con loro – e poi man mano vedremo quali dettagli e indicatori di gradimento andare a scegliere. E poi, siccome io credo che nel pomeriggio del venerdì i telespettatori abbiano voglia di sorridere un po’, ci sarà un aspetto più divertente legato alle presentazioni dei libri anche in particolare rispetto al mix di tartine e prosecco legato a questo tipo di eventi (ride ndr)”.

L’importanza del dibattito

Ogni puntata partirà da un sentimento che verrà sviscerato attraverso il contributo di uno scrittore o una personalità dello spettacolo che ha scritto un libro: è ancora possibile restituire le emozioni appieno attraverso la letteratura? I libri arrivano ancora al cuore di tutti con le storie o serve necessariamente un incentivo ulteriore come può essere il testimonial famoso?

“Noi avremo tutto, sia il personaggio noto che non è uno scrittore di professione che ha scritto un libro nel quale si racconta, sia i temi di attualità che saranno oggetto di un dibattito fra due scrittori. Nella prima puntata ad esempio avremo Walter Siti (giornalista e scrittore) e Matteo Lancini, uno psicologo che ha scritto un libro sulla difficoltà dell’adolescenza – il prodotto si chiama, appunto, “Chiamami adulto” –, e parleremo con loro di quanto sia complicata la giovinezza attualmente e difficile oggi essere genitori di adolescenti. Quindi il nostro è un progetto che parlerà di libri. L’importante è che in casa, ogni tanto ne entri uno, a prescindere se l’abbia scritto un personaggio famoso o un romanziere sconosciuto. Quello che conta è leggere. Il Paese oggi è in uno stato di fragilità in cui avanza l’analfabetismo di ritorno, solo la lettura può arricchire ognuno con un bagaglio preciso, evitando di restare in una condizione in cui moltissimi lèggono meno di un libro l’anno”.

“I libri non sono un bene elitario, devono essere a disposizione di tutti”

Lei ha parlato di libri come antidoto all’ impoverimento culturale che stiamo vivendo: se ci sono sempre meno persone, secondo le statistiche, che leggono più di due libri all’anno, quale può essere un piano nazionale per rilanciare l’importanza della letteratura?

“Io mi trovo d’accordo con quello che ha ipotizzato per esempio Galli Della Loggia, cioè, una grande campagna nazionale che metta i libri a disposizione di tutti. Nelle stazioni, nei supermercati. Spesso, oggi, si preferisce comprare l’ultimo gadget piuttosto che investire 20 euro in un libro. Ecco l’acceso alla lettura dovrebbe essere a disposizione di tutti. Se cominci a essere preso dal fascino dei personaggi delle storie, poi i libri te li compri. I lettori devono essere onnivori, senza privarsi di nulla. Io conosco bene persone che arrivano a leggere anche 50 libri al mese e non sono intellettuali come crediamo, anche i romanzi cosiddetti rosa possono aprire la mente degli appassionati concedendo emozioni e un pizzico di approfondimento. I libri non devono essere concepiti come qualcosa di elitario”.

La digitalizzazione dei manoscritti è un valore aggiunto?

La digitalizzazione dei manoscritti non è vista come una diminutio: lei legge ancora i romanzi e i giornali alla vecchia maniera o si è convertita al digitale?

“I romanzi li leggo in tutti e due i modi. I giornali, invece, li leggo solo elettronicamente. Mi sento di nutrirmi dei giornali, come se fosse una sorta di religione dell’uomo moderno. Lo faccio sul tablet perchè è così da anni. Ogni tanto, però, il sabato e la domenica, mi concedo il lusso della carta stampata. Giusto per non rinunciare a questa coccola, non potrei vivere senza, e a quel pizzico di romanticismo che ha accompagnato e accompagna anche la mia professione”.

Maria Latella, UnoMattina
Maria Latella si racconta a TvBlog (Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Come cambia la lettura con i dispositivi

Questo distacco dalla lettura non può dipendere anche dal fatto che c’è un mutamento di paradigma e le notizie, così come alcune storie, non si leggono sfogliando le pagine ma scrollando sul display di un tablet con più distrazioni al seguito?

“Questo è un rischio, infatti noi che siamo nati con la carta stampata alcune cose proseguiamo a leggerle alla vecchia maniera. Ad esempio io i saggi li leggo prevalentemente su carta. Mi piace sottolineare e prendere appunti. D’altra parte, però, questo della lettura in digitale è già il presente. Non è che si possa fermare. La cosa bella è che ci sia però un rinnovato interesse a caldeggiare la lettura. In Gran Bretagna, ad esempio, il Governo sta lanciando una grande campagna per il 2026. Invita i genitori a leggere delle fiabe, a leggere dei racconti, ai figli perchè così facendo – questa campagna sostiene – si educano esseri umani più felici. Questo è un notevole spunto su cui riflettere. Nelle librerie io ci vado spesso e sto notando che c’è sempre un bel flusso di giovani. L’importante è parlarne ed è quello che faremo noi a “La biblioteca dei sentimenti”.

“Con la cultura si mangia”: l’altra faccia delle presentazioni di libri

Andrete anche dentro le presentazioni di nuove pubblicazioni attraverso rubriche come “Con la cultura si mangia”, cercando di cogliere scrittori ed editori sul fatto quando ci sono tartine e spumante. Ci dica la verità: anche le grandi firme si accalcano al buffet come i comuni mortali o mostrano un aplomb da intellettuali?

“Basta guardare la prima puntata per capirlo (ride ndr). Il primo tour di Michele Masneri chiarirà tutto. Va anche detto, però, che non sempre dopo la presentazione troviamo tartine e prosecco. Noi racconteremo le presentazioni anche laddove non si mangia, senza alcun tipo di esitazione (ride ndr)”.

“Il potere delle idee”, dal format al libro

Lei, per restare in tema, prossimamente, porterà sugli scaffali un nuovo libro ispirato al Potere delle idee che ha condotto su Rai5: cosa le ha lasciato quella trasmissione e che emozione le ha dato riaprire il cassetto dei ricordi e riordinare le per arricchire la pagina scritta?

“Sono ricordi recenti perchè “Il potere delle idee” è un programma che è andato in onda fino a luglio scorso. Ho avuto la grande gioia di poter incontrare personaggi straordinari da Martin Wolf del Financial Times al Direttore di Le Monde. Ciascuno di loro ha dato un contributo molto importante al tema che volevamo sviluppare e cioè quali idee hanno veramente potere. Sono molto contenta del risultato rielaborando quello che questi personaggi ci hanno detto rispetto a un libro che, spero, sarà pubblicato in primavera. È stata un’esperienza molto arricchente”.

Libri e politica: una lettura consigliata a Meloni e Schlein

Ha detto che la politica non entrerà nella nuova trasmissione, ma l’attualità sì. I politici sono (o dovrebbero essere) lettori assidui. Meloni – lo scorso 9 gennaio – ha detto che sono circa due anni che non riesce a terminare un libro a causa degli impegni di Governo… se potesse consigliare un titolo sia a lei che a Elly Schlein per par condicio quale sarebbe e perché?

“Consiglierei un romanzo perchè hanno già talmente tante prove complicate sulle quali concentrarsi. Un romanzo per le vacanze di Natale. Niente rende più leggeri e riposati del potersi immergere in una bella storia lasciandosi trasportare dalle emozioni. Se dovessi consigliar loro un titolo specifico direi Bel-Ami di Maupassant, perchè racconta gli sgambetti del potere nella Parigi dell’800 che sono assolutamente attuali”.

“Daremo spazio ai giovani autori”

Citando le sue parole, in risposta all’UsigRai: “Nel mio mondo conta la competenza. L’amichettismo è altra cosa, per quel che ne so praticata da chi, non potendo contare su qualità professionali, cerca altre strade”, c’è ancora spazio per le effettive competenze nel mondo dell’editoria oppure emergere come autore è sempre più difficile perché la giungla del mercato fagocita anche le qualità quando ci sono?

“Sicuramente è un mondo complicato quello dell’editoria, personalmente posso dire che noi daremo spazio – all’interno delle 30 puntate stagionali – anche ai giovani autori per offrire una vetrina importante cercando di scardinare anche tanti stereotipi legati a questo tipo di lavoro che per moltissimi coincide con una passione personale e un’esigenza”.