Intervista ad Arisa, leggerezza e verità: “Tornare a The Voice Senior per ascoltare davvero”
Arisa torna da domani sera su Rai 1 con Antonella Clerici e parla del valore dell’ascolto e delle seconde occasioni concesse da The Voice Senior
Arisa tornerà a sedersi sulla poltrona rossa di The Voice Senior da domani sera per sei trasmissioni e per la terza edizione. In un programma che cambia ed evolve con nuovi protagonisti e cambiamenti anche tra i coach, la cantante ha deciso di restare al suo posto.
Arisa e la scelta di restare
Non è solo questione di lavoro o di visibilità. Se nella prima edizione Arisa era sembrata sempre molto attenta al proprio ruolo, ma anche al peso delle telecamere, nella seconda edizione il suo contributo è stato molto più disinvolto. E spensierato.
La vittoria le è sfuggita sia nella quarta edizione con Mario Rossini, che nell’ultima con Maura Susanna, entrambi secondi in finalissima. Ma Arisa non ne fa una questione fondamentale: “Vincere sarebbe stato bello, soprattutto per loro, mi avrebbe dato una enorme soddisfazione per il rapporto che si era creato e per il lavoro davvero eccellente che è stato fatto in poco tempo. Tuttavia posso garantire che per quanto la gara sia una componente importante, vincere non è la cosa fondamentale”.
Storie e canzoni
Per Arisa la terza edizione comporta lo stesso impegno, soprattutto emotivo: “Ogni volta è come la prima – ha raccontato – perché i concorrenti cambiano, le emozioni pure. E noi, ogni anno, impariamo qualcosa in più anche su noi stessi. Devo essere sincera. Non siamo qui per insegnare niente. O meglio, possiamo trasferire parte delle nostre conoscenze su un metodo di lavoro, su come rendere al meglio le qualità dei nostri cantanti. Ma soprattutto quando si lavora con i senior la cosa fondamentale è mettersi al servizio della canzone e dell’interprete. Il tempo è poco e si cerca di avere le idee chiare. L’aspetto che mi pongo in questa esperienza è sempre quello che si lascia. Secondo me è un aspetto fondamentale che dà moltissimo anche a ognuno di noi coach, lavorare per costruire…”

“L’emozione è più importante della perfezione”
Nel format che privilegia la voce, Arisa ha trovato uno spazio in cui sentirsi libera e utile allo stesso tempo: “Con i senior si crea un legame diverso, spesso più profondo. Cantano con la vita, non solo con la voce. Quando una nota non è perfetta ma ti fa piangere, vuol dire che hai centrato l’obiettivo.”
D’altronde questo è l’approccio che Arisa adotta da sempre, anche nel suo percorso artistico: “L’idea che la fragilità sia una forma di forza e che la sensibilità, in musica come nella vita, non debba mai essere un difetto è un valore aggiunto in questo mestiere. Mi dicono che qui sono serena, tranquilla, divertita. È vero. Ma credo che molto dipenda dal fatto che comincio ad avere una età e forse comincio a gestire la mia emotività in modo un pochino meno stressato. E poi il gruppo di lavoro qui è davvero straordinario”
Arisa tra palco e libertà
C’è ancora tempo per pensare a Sanremo, dove è esplosa con Sincerità nel 2009 per poi vincere nel 2014 nella Controvento. La TV per lei non è solo un secondo lavoro. O una parentesi.
Dopo le esperienze a Amici e X Factor, The Voice Senior le ha restituito, un clima al quale è difficile rinunciare: “Una tv certamente più umana, dove la gente canta per condividere e non per apparire. Questo programma è una grande lezione, insegna che non c’è un’età per ricominciare. E che la passione non va mai in pensione. I senior poi cantando con la voce, con il loro talento, ma anche con quello che la vita ha trasmesso loro”.