Home Interviste Barbara Politi, l’intervista alla conduttrice Rai: “Il ritorno di Stranamore? Mi propongo per la conduzione. La tv dovrebbe tornare a raccontare la normalità”

Barbara Politi, l’intervista alla conduttrice Rai: “Il ritorno di Stranamore? Mi propongo per la conduzione. La tv dovrebbe tornare a raccontare la normalità”

TvBlog incontra Barbara Politi, volto televisivo e conduttrice che si sta facendo sempre più spazio in Rai.

7 Novembre 2025 08:31

Barbara Politi è ormai una figura di spicco nel panorama giornalistico italiano, nota soprattutto per la sua competenza nel mondo enogastronomico. Giornalista professionista, volto televisivo e firma autorevole, Politi ha saputo unire la passione per la narrazione a una preparazione rigorosa, passando dalle pagine de La Gazzetta del Mezzogiorno agli schermi televisivi. In questa intervista a TvBlog, racconta le tappe più importanti della sua carriera, affrontando tematiche relative al food e ai nuovi mezzi di comunicazione. E sull’utilizzo dei social, dice: “Da molti colleghi sono stata criticata, perché per loro è come se i social togliessero la dignità a un giornalista“.

Dal giornalismo locale a quello professionale, dalla carta stampata alla tv. Quali skill ha acquisito dalle sue collaborazioni con giornali cartacei, che le sono poi state preziose in video?

Mi è servito avere una formazione generalista: essere nata nei telegiornali e nelle news mi ha aiutata ad avere una poliedricità e ad essere trasversale, riuscendo ad utilizzare diversi registri. Ho imparato a poter raccontare un po’ di tutto e quel tipo di formazione mi ha aiutato a poter sentirmi padrona di casa e a mio agio in programmi che possono essere più culturali o di formazione, ma anche in format leggeri e di intrattenimento. A darmi una mano è anche una predisposizione caratteriale: nella mia quotidianità, mi adatto a tutto. Potrei essere seduta al tavolo con la Regina e dormire in una tenda: mi adatterei allo stesso modo.

Nonostante la sua grande capacità di adattamento, ha una categoria di format in cui si sente più a suo agio? Se dovesse crearne uno tutto suo, cosa proporrebbe in tv?

Mi piacerebbe poter addentrarmi nei programmi che raccontano il territorio in giro per l’Italia, ma anche scavare nelle vite altrui con un format di interviste. Vorrei poter unire il giornalismo all’intrattenimento, con dei programmi in cui si possano scoprire le storie dei personaggi, con un taglio più originale.

Può descriverci la genesi della startup SottoCuoco? Cosa l’ha spinta a trasformare la passione per il food in un progetto imprenditoriale concreto?

C’è stata un’unione di intenti che ha fatto nascere questa startup, che non ha in realtà avuto seguito, perché ad un certo punto mi sono resa conto che l’aspetto imprenditoriale non sarebbe stato molto nelle mie corde. Quella è stata una parentesi aperta e chiusa, ma che mi ha permesso di portare avanti il tema del food in qualità di giornalista.

I programmi culinari stanno tra l’altro diventando sempre più diffusi. A suo parere, perché la gente li ama così tanto?

I pizzaioli e gli chef sono ormai diventati delle star. Ad attirare molto è il “cuoco personaggio televisivo“, tanto che molti chef eccellenti italiani sono anche dei conduttori, come ad esempio Barbieri, Borghese, Bottura, Cracco, Bastianich. Loro sono assolutamente dei personaggi pubblici, e la gente è attirata simpaticamente da questi uomini ai fornelli. La cucina è condivisione e calore, ricorda quella dimensione familiare che ci riporta a una sfera intima.

barbara politi intervista
Intervista a Barbara Politi – tvblog.it

In più riunisce le famiglie, mette insieme le persone ed è una combo di fattori. Non tramonterà mai: anche nei momenti di peggiori crisi, non si rinuncia mai alla pizza del sabato sera o al pranzo domenicale. L’Italia è un Paese che è ancora molto legato a questo concetto.

Tutti elementi che si fanno sempre molto spazio al Sud. Quanto il suo essere meridionale ha influito nella sua formazione professionale?

Tantissimo. Chi è del Sud viene subito riconosciuto per uno spirito di accoglienza che è nel DNA, per la capacità di abbattere i muri in pochi secondi, per un’elasticità e per l’abilità di trovare una soluzione rapidamente. C’è inoltre una grande voglia di riscatto, dettata dal fatto di vivere in una terra in cui è tutto più faticoso. Questa fatica ci allena ad essere più aperta alle possibilità della vita: si nasce e si cresce con la voglia di dimostrare di essere come gli altri.

È tornata in Rai anche per il programma Energia in movimento. Qual è il messaggio principale che si prefigge di trasmettere quando si affrontano temi come l’energia e il movimento, in una chiave accessibile al pubblico generalista?

C’è sicuramente un’attenzione all’ambiente, che viene sia dalle istituzioni che da noi stessi. Abbiamo raccontato di due città – Bologna e Bolzano – che si sono distinte per essere state capofila di un progetto importante. Loro hanno riconvertito tutto il sistema di trasporto pubblico a biometano: sono degli esempi che fanno capire come a volte delle comunità siano in grado di fare azioni concrete per salvaguardare il territorio e dare un servizio ai cittadini.

Com’è stata invece l’esperienza di Love Game?

Mi sono divertita a fare qualcosa di diverso rispetto ad altri programmi, in cui ho sempre avuto un ruolo più impegnato. Mi sono messa anche io in gioco e mi sono scoperta padrona di casa di questa villa in cui possono nascere degli amori. Mi ha fatto tornare la nostalgia di Stranamore e, dato che stanno tornando tanti programmi degli anni ’80 – ’90 come La Ruota della Fortuna e Ok! Il prezzo è giusto, ho pensato che mi vedrei bene in quegli scenari.

Pensa che possa realmente tornare Stranamore in tv?

Alberto Castagna è insostituibile ma sì, Stranamore potrebbe tornare in una chiave più moderna. Mi propongo per la conduzione, magari la Rai potrebbe investire su questo format.

Basta VIP ovunque“: è diventata virale la sua critica verso una tv incentrata troppo sui personaggi famosi. Qual è il rischio maggiore, secondo lei, quando la televisione smette di raccontare la “normalità” a favore dell’eccessivo sensazionalismo?

La televisione si trova, secondo me, in un periodo particolare. Ci sono dei programmi in cui, per farli funzionare, vengono fatti dei casting con personaggi già conosciuti; ce ne sono invece altri che sono tornati un po’ alle origini, come nel caso del Grande Fratello. Entrare negli interessi della gente che ti guarda da casa, non è semplicissimo.

barbara politi intervista
Intervista a Barbara Politi – tvblog.it

Ci sono le piattaforme alternative come Amazon Prime, Netflix, Sky. Le persone possono scegliere di guardare un film uscito al cinema qualche mese prima e non guardare una prima serata. Si sta quindi provando a capire cosa funzioni e cosa meno. Credo quindi che, quando si racconta la normalità, si vince sempre. Anche nelle interviste ai Vip, quando si va a scavare nelle loro storie di vita, il pubblico ne è più attirato. La tv dovrebbe quindi tornare a raccontare quell’aspetto di normalità, che negli ultimi anni si è persa per via dell’avvento dei reality che hanno coinvolto personaggi noti.

Cosa pensa invece dei content creator e influencer che dominano sempre più la narrazione, specialmente nel food? Li vede come alleati o come una sfida per il giornalismo tradizionale?

Li vedo sicuramente come degli alleati, proprio perché io ho sposato i social e ho capito le loro potenzialità. Ci sono molti miei colleghi che sono più “vecchio stampo” e che sono rimasti arroccati nel loro ruolo di giornalisti, anche se in realtà i social servono a tutti, anche a coloro che scrivono nelle redazioni. Bisogna ovviamente riconoscere una fonte vera da una non vera, ma parlando di racconto e storytelling, i blogger sono una categoria di persone che fanno il loro lavoro. Da molti colleghi meno social di me, sono stata criticata, perché per loro è come se i social togliessero la dignità a un giornalista. Se si utilizzati bene, non sono per niente lesivi ma diventano senz’altro un valore aggiunto.

Futuri progetti da raccontarci?

Ci sono almeno un paio di progetti che, da qui a qualche settimana, potrebbero essere già lanciati. Continua insomma la mia collaborazione con la Rai.