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Stefano De Martino, oltre Affari Tuoi: cosa gli manca per essere un riferimento del piccolo schermo

Stefano De Martino osservato speciale in Rai: è il volto di punta, ma gli ascolti sono in calo. Cosa fare per rispondere adeguatamente alle esigenze del piccolo schermo.

4 Ottobre 2025 16:30

In principio era un ballerino, poi la De Filippi (e non solo) l’ha fatto diventare un intrattenitore. Quella di Stefano De Martino sembra una favola, come ha raccontato lui stesso nel suo quasi-one-man-show Meglio Stasera, che cerca ancora il lieto fine. Lui è un uomo realizzato, ormai è volto di punta della Rai e non viene più ricordato esclusivamente per la cronaca rosa.

I colori, ora, li ha tutti e occupa il piccolo schermo attivamente. Serve però quel qualcosa in più che possa dare la definitiva investitura. È entrato su Raiuno in punta di piedi, sostituendo Amadeus prima a STEP (Stasera Tutto È Possibile) poi con Affari Tuoi, ma non è ancora chiaro quale sia davvero il suo panorama.

Stefano De Martino, croce e delizia della Rai

Qualcosa ha provato a mostrare con l’esperimento riuscito Bar Stella: il format è andato in onda su Raidue dimostrando che il late night show può essere anche italianizzato con ottimi risultati. Infatti, dopo quelle stagioni di gloria, Stefano De Martino venne paragonato a Enzo Arbore con il suo Indietro Tutta. Il paragone, ancora oggi, è un po’ azzardato. Per non dire fuori luogo. De Martino si ispira a quel tipo di televisione, ma di Arbore non ha nemmeno la r moscia.

Si evince dal fatto che, al primo problema, televisivamente parlando, diventa bersaglio. Affari Tuoi, quest’anno, ha perso molti punti di Share. Il successo de La Ruota della Fortuna ha messo in crisi De Martino e la Rai, la critica – così come lo aveva lodato inizialmente – inizia a notare qualche scricchiolio e non esita a farlo presente. De Martino era soltanto un fuoco di paglia? Se lo chiedono in molti. La risposta è no: Stefano De Martino è bravo, non è preparato. E questo va detto senza esitazione.

Cos’è cambiato in un anno

L’ex allievo di Amici è nato come un ballerino, il mestiere del presentatore – così come quello del one man show – è un’altra cosa. De Martino ancora non la conosce, la sta imparando, ma se rende parzialmente rispetto a quello che gli viene chiesto è per un motivo semplice: non possiede ancora le basi del mestiere di conduzione. Gli anni scorsi questo gap rispetto ai colleghi si vedeva meno perchè, fondamentalmente, non aveva concorrenza e inoltre i programmi che conduceva (e conduce) sono macchine che possono andare avanti anche da sole: a livello di scrittura sono già consolidate. Occorre soltanto interpretare il tono e il tipo di pubblico a cui ci si vuol riferire. Il resto lo fanno incastri già prestabiliti.

Allora perchè Affari Tuoi funziona meno? La risposta, anche in questo caso, è semplice: Gerry Scotti non è Ezio Greggio con Striscia La Notizia, ma l’argomentazione – per comprenderla al meglio – va sviluppata. Le stagioni precedenti Piersilvio Berlusconi e Mediaset puntavano su un format (come quello del tg satirico) già in fase di stanca. Le persone cambiavano canale in cerca di alternative. L’unica soluzione opposta al format di Ricci era il gioco dei pacchi. Rinnovato precedentemente da Amadeus.

La concorrenza di Gerry Scotti

De Martino, a quel punto, non doveva far altro che prendere i delusi da Canale 5 e fidelizzarli sul primo canale. Così ha fatto, con qualche sorriso e la sua verve. Ecco come sono arrivati punti e telespettatori: 28-30% di Share, rassicurazioni e tanta voglia di continuare su questa strada. L’addio di Amadeus non è stato un problema. Anzi: è diventato un trampolino di lancio per il nuovo volto della Rai. I problemi sono arrivati dopo. Non appena Mediaset, stufa di subire percentuali irrisorie nel preserale, ha chiamato Gerry Scotti – in stile Mister Wolf di Pulp Fiction – e gli ha chiesto di risolvere problemi.

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Stefano De Martino risponde a Gerry Scotti sugli ascolti (Foto Raiplayb.it/Mediasetinfinity.it) – Tvblog.it

È nata La Ruota della Fortuna: un remake solido del classico gioco proposto da Bongiorno, con un cavallo di razza alla conduzione. Significa che De Martino è passato dall’avere una concorrenza fiacca a possedere un nemico televisivo difficile da arginare. Gerry Scotti è un fiume in piena, senza contare che incarna il concetto di familiarità e irriverenza che è quello che l’italiano medio cerca quando sceglie di guardare la televisione. Quello che, fra le altre cose, De Martino sembrava avere fino allo scorso anno.

Come superare questo gap

Cos’è successo in 365 giorni? De Martino non ha perso il talento, per citare Space Jam, semplicemente non ha mai avuto tempo e modo di sviluppare una propria cifra stilistica: mostra una conduzione standard, anche ripetitiva talvolta, che pecca di eccessiva normalità. Sempre inappuntabile, con quella camicia stirata da fare invidia a uno spot, capelli impeccabili, sorriso stampato e movimenti coordinati. Chiama i pacchi come fosse un vigile urbano intento a dirigere il traffico. Un rigore che certamente sarà istituzionale, ma non fa la differenza.

stefano de martino via da mediaset
Stefano De Martino, cambiare in meglio per fare la differenza (foto ig @stefanodemartino) tvblog.it

Soprattutto se devi, per esigenze di palinsesto, scontrarti con un purosangue che fa il tuo stesso mestiere da più anni e conosce ogni tipo di espediente per diventare una certezza e creare quello che gli americani definiscono appeal. De Martino, alla conduzione, non ce l’ha. Come risolvere questo gap? Con gli autori. Stefano De Martino collabora con Riccardo Cassini, uno dei maggiori riferimenti in termini autoriali non solo a Viale Mazzini. Colui che ha portato, fra gli altri, al successo Panariello grazie a Torno Sabato e che ha scritto – insieme a De Martino – Bar Stella. Occorre una sferzata, una nuova idea, anche all’interno di uno stesso format. In definitiva: è necessario un nuovo vestito televisivo per De Martino.

Un cambio di rotta

I duelli televisivi si possono vincere o perdere, ma è importante – anche e soprattutto – come vengono combattuti: le armi a disposizione di De Martino sono tutte troppo prevedibili. Senza contare, e questo è un altro aspetto su cui il conduttore partenopeo deve lavorare, il ricorso perenne ai compagni di giochi: ormai la presenza di Luigi Luciano – in arte Herbert Ballerina – nei momenti difficili di De Martino è diventata una certezza. Ogni volta che il presentatore non ingrana chiama gli amici a difenderlo per riproporre sempre le stesse gag e i medesimi sketch.

gerry scotti stefano de martino
Gerry Scotti vs Stefano De Martino: i nuovi duellanti nell’eterna lotta tra RAI e Mediaset

Se vuole diventare davvero un riferimento del piccolo schermo, Stefano De Martino deve togliersi di dosso l’etichetta di gestore della compagnia di giro e cominciare a proporre qualcosa di suo. In grado di farlo emergere per le potenzialità che possiede. Questo tipo di lavoro, che in alcuni casi prevede anche un cambio parziale di immagine, va fatto con la collaborazione di autori ed esperti. È necessario cominciare a farlo prima che sia troppo tardi: prendere coscienza di tutto ciò potrebbe essere il primo passo per animare una concorrenza che sembra andare a senso unico.

Non dipende esclusivamente dalla lungimiranza altrui, quanto più da un certo lassismo – derivante dalla facile rendita degli anni scorsi – attorno alla figura di De Martino. Una risorsa, perchè questo è l’ex ballerino di Amici, che oltre a essere considerata va fatta evolvere. Altrimenti il rischio è quello di una sovraesposizione che potrebbe, addirittura, diventare controproducente.