Food Network, intervista a Fabio Esposito: “Spero nel risultato ma non vivo di quello. Io e Sal Da Vinci? C’è tanta alchimia, in tv portiamo noi stessi”
TvBlog incontra Fabio Esposito, uno dei protagonisti più indiscussi di Food Network, prima della messa in onda di Pazzi di Pizza.
Conduttore, stilista e scrittore, Fabio Esposito è uno dei volti più apprezzati di Food Network. In questa intervista a TvBlog, parla delle tappe più importanti della sua carriera e dei suoi futuri progetti, che hanno tutti la forma del buon cibo italiano. Il 4 settembre va infatti in onda la prima puntata della nuova edizione di Pazzi di Pizza, condotta insieme al cantautore napoletano Sal Da Vinci. Questo appuntamento è seguito da Pazzi di Roma e Foodcast, trasmessi rispettivamente nei mesi di ottobre e novembre.
Facciamo un passo indietro. Nel 1999 ha lanciato il suo primo brand di moda Coconuda, di cui oggi è CEO e presidente. Quali lezioni apprese nel mondo della moda – come la creatività, l’attenzione ai dettagli o la gestione di un brand – sono state utili nel suo percorso televisivo e culinario?
La moda mi ha insegnato innanzitutto l’organizzazione. Io credo che chiunque voglia lavorare in tv abbia il diritto di portare sé stesso nelle case degli italiani e di farlo in un modo organizzato. Bisogna in primis avere rispetto di chi è a casa ma anche dei propri collaboratori. La dote imprenditoriale è quella di creare sempre una squadra che possa dare vita a progetti interessanti.
Ad un certo punto c’è stato il passaggio nel piccolo schermo e da allora non si è più fermato. Come descriverebbe questa transizione e quali sono state le sfide maggiori?
Sono ancora nel pieno delle difficoltà, perché ho 24 anni di esperienza nella moda e circa 9 nella tv. Il concetto è molto semplice: ho portato la mia creatività di pari passo alla voglia di scrivere format. In modo del tutto naturale, dato che davanti alla macchina da presa ci sapevo stare, è arrivato questo lunghissimo percorso, anche perché sono una persona di carattere molto tenace. Spero nel risultato ma non vivo di quello: aspetto che arrivino le giuste occasioni, ma sono già felice di tutto quello fatto finora.
Tra l’altro è molto interessante l’unione che ha creato tra l’ambito televisivo e culinario. Come si è avvicinato al mondo del food e quanto le è servito?
Tutto è nato per caso: all’inizio lavoravo per Real Time e conducevo un programma di moda. Un direttore di rete mi disse: “Sei molto bravo ma abbiamo deciso di fermare la moda in tv perché non funziona molto”. Una sera lui si trovò a cena a casa mia e avevo cucinato io, perché io sono un grande appassionato di cucina. Mi propose quindi di creare un programma di cucina, durante il quale invitato gli ospiti a cucinare con me. Da lì è iniziato il mio percorso nel mondo del food e sono stato uno dei primi – per Food Network – a portare delle novità. Pian piano abbiamo creato dei format itineranti e mi sono sempre più legato al food.
Nei prossimi mesi sono in programma infatti tre tv show in onda su Food Network. Anticipazioni da darci? Aspettative?
Pazzi di Pizza ha raggiunto al momento un’importanza maggiore; è iniziato tre anni fa e si sono susseguite edizioni consecutive ambientate in Campania. Siamo stati due volte in Sicilia e ora approdiamo in Lazio. Guardando le prime anteprime uscite quest’anno, l’ho trovato elegante e di grande consistenza. Credo che quest’anno – anche grazie al successo che ha avuto il mio compagno di viaggio Sal Da Vinci – sarà la consacrazione di questo format, che ormai ha i suoi seguaci. Tra uno e due stagioni, probabilmente faremo anche Pazzi di Pizza estero, forse in Spagna. In concomitanza, sta per partire Pazzi di Roma: la gente inizia anche lì ad affezionarsi e la rete si è già sbilanciata sul fatto che ci sposteremo in Toscana o in Puglia.

L’ultimo è invece il primo podcast in tv, Foodcast. Siamo alla seconda edizione e posso dire che ci sono intervistati pazzeschi come Iginio Massari e Francesco Cicchella. Abbiamo ospitato 12 talent di rete ma spiccano 4 o 5 che mi hanno molto colpito per le loro storie. In questo podcast usiamo il mezzo della cucina per farci raccontare la loro vita privata. Dalle scelte dei piatti si può capire la personalità di una persona. Foodcast resta infatti uno di quei programmi in grado di dare grandi soddisfazioni. Io non sono un giornalista, e diventa quindi una chiacchiera con l’amico Fabio.
Ha collaborato con Sal Da Vinci per il programma Pazzi di Pizza, in onda a partire dal 4 settembre. Quanto la sua passione per la musica ha influito nell’organizzazione un progetto dedicato al cibo? C’è una ‘ricetta segreta‘ per unire due stili così diversi?”
Lui è il mio migliore amico da 22 anni. Mi chiesero un nome con cui avrei voluto condurre Pazzi di Pizza, e inizialmente avevo nominato altri due personaggi del teatro napoletano. Loro non potevano sostenere un impegno del genere; c’è da dire che io stimo moltissimo Sal sia come cantante che come uomo di teatro. Lui inizialmente era super scettico perché, prima di Rossetto e Caffé, non appariva mai nel piccolo schermo. Quando registriamo, c’è però una magia e una fusione davanti alla telecamera. Mi piacerebbe dire molte cose, ma la verità è che vedete semplicemente due amici che si divertono insieme. C’è tanta alchimia. Non mi immagino un Pazzi di Pizza senza Sal, ma non nascondo che lui possa fermarsi in futuro per via di varie vicissitudini. Il segreto è portare Fabio e Sal: noi portiamo noi stessi, non i personaggi, ed è quello che cerco di fare tutte le volte in cui vado in tv.
Progetti che sogni di portare a termine in futuro?
Vorrei portare il mio modo di vedere i programmi di cucina nella tv generalista, facendo capire al pubblico che la cucina è convivialità e non solo ricette. Credo che questa vada vista come mezzo e non come fine, e mi piacerebbe molto fare un programma su questo: usare il cibo per essere nelle case degli italiani. Proprio come fa Antonella Clerici, che è diventata “amica” di tutti attraverso la cucina. Vorrei poter fare compagnia a chi è a casa, non lavora, ha problemi, è più anziana e soffre la solitudine.