La vera storia di Sissi. Chi era: le diete, la malattia, la morte dei figli. Dove rivedere tutte le puntate
La serie televisiva “Sissi” ha riacceso i riflettori sulla vita tormentata dell’imperatrice ribelle. Ma quanto c’è di vero dietro la leggenda?
Elisabetta d’Austria da sempre è avvolta in un’aura di fascino e mistero. A 127 anni dalla sua morte non solo si parla ancora di lei, ma continua a catturare l’immaginario collettivo attraverso i romanzi, i film, i documentari e, negli ultimi anni, anche di serie tv come Sissi – Atto finale, che giovedì 6 agosto 2025 arriva al suo epilogo su Canale 5.
Ribelle, romantica, fragile, moderna e anticonformista, Sissi è stata molto più di una principessa delle fiabe. Dietro la figura di grazia e bellezza, c’è la storia di una donna segnata da lutti profondi, disturbi alimentari, conflitti familiari e una costante fuga da se stessa e dalle rigide regole della corte viennese. Una donna moderna che si è trovata in un’epoca ostile, forse lontana da se stessa.
Ma cosa c’è di vero nei racconti che la riguardano? E quanto la narrativa popolare ha contribuito a costruire – e distorcere – il suo mito? Per capirlo davvero bisogna andare oltre i vestiti sontuosi e le corone d’oro, per incontrare Elisabetta: madre ferita, viaggiatrice solitaria, poeta malinconica, donna tormentata.
Un amore nato per caso: l’incontro con Franz Joseph
Elisabetta di Wittelsbach nasce il 24 dicembre 1837 a Monaco di Baviera, quarta di dieci figli. Cresce libera e spensierata nella campagna bavarese, lontana dai doveri della nobiltà. Quando ha solo 15 anni, accompagna la madre Ludovica e la sorella Elena a un incontro di corte con l’imperatore d’Austria Franz Joseph. Ma succede l’imprevisto: l’imperatore si innamora perdutamente di lei e decide di sposarla, ignorando i piani familiari che volevano sua moglie già scelta, la sorella maggiore.

È così che, a soli 16 anni, Sissi si ritrova imperatrice. Da subito la vita a corte si rivela una gabbia dorata: controllata dalla suocera, esclusa dalle decisioni familiari, privata del suo ruolo di madre. L’unico suo figlio maschio, Rodolfo, sarà cresciuto dalla corte, come impone la tradizione. La giovane imperatrice si trova presto sola, spaesata, e inizia un lento declino interiore.
La prima grande ferita arriva nel 1857: durante un viaggio in Ungheria, la primogenita Sofia muore di malattia a soli due anni. È solo l’inizio. Trent’anni dopo, nel 1889, il figlio Rodolfo – erede al trono – viene ritrovato morto con l’amante Mary Vetsera nel padiglione di caccia di Mayerling. Si parla di suicidio, ma le dinamiche non saranno mai del tutto chiarite.
Queste tragedie lacerano il cuore di Sissi, già fragile e malinconico. La morte di Rodolfo segna il punto di non ritorno: da quel momento, l’imperatrice si chiude in se stessa, smette di vivere a corte, si allontana da Vienna e inizia a viaggiare senza sosta, alla ricerca di un sollievo che non troverà mai.
Attraversa l’Europa in incognito, sotto falsi nomi, cercando rifugio nei luoghi più remoti. Il suo angolo di paradiso sarà Corfù, in Grecia, dove fa costruire l’Achilleion, una residenza immersa tra arte e natura, dedicata all’eroe omerico Achille, simbolo del suo desiderio di forza e libertà. Scrive poesie, molte delle quali cariche di malinconia e desiderio di solitudine. In una di esse si legge: “Solitaria vago in questo mondo, alla gioia, alla vita da tempo ho voltato le spalle; con nessuno condivido la mia vita, mai vi fu alcuno che mi abbia capito. Sono circondata dai parenti, ma soltanto al corpo e al sangue sono vicini; dieci volte è sprangata la mia interiorità e ben chiuso è ogni accesso” È una confessione cruda di un dolore profondo, che nemmeno i privilegi di corte riescono a curare.
Nel tentativo di controllare la propria immagine e forse anche il proprio destino, Sissi sviluppa un’ossessione per il corpo: diete estreme, abiti cuciti addosso, busti strettissimi, bagni nell’olio d’oliva, capelli lunghi fino ai piedi che cura per ore. Viaggia con le sue mucche per avere latte fresco, beve albumi crudi con sale. La sua figura, oggi, sarebbe probabilmente associata a un disturbo alimentare e a una sofferenza psichica. Nonostante il distacco dalla corte austriaca, Sissi non rinuncia del tutto al suo ruolo politico. Sente una forte affinità con il popolo ungherese, che percepisce come fiero e indipendente, e ne abbraccia la causa. Grazie a lei, nel 1867 nasce l’Impero Austro-Ungarico, e insieme al marito Franz Joseph viene incoronata anche regina d’Ungheria.
Si lega sentimentalmente al conte Gyula Andrássy, politico ungherese, contribuendo a rafforzare l’alleanza tra Vienna e Budapest. È un momento di riscatto personale, l’unico periodo in cui riesce a esercitare un’influenza reale sulla politica europea.
Il 10 settembre 1898, a Ginevra, Elisabetta viene pugnalata al cuore dall’anarchico italiano Luigi Lucheni. L’imperatrice non viene subito soccorsa: indossa un busto stretto che nasconde la ferita, e solo più tardi, ormai troppo tardi, ci si accorge della gravità dell’attacco. Sissi muore poche ore dopo, a 60 anni. Avrebbe voluto essere sepolta a Corfù, ma il protocollo imperiale la riporta a Vienna, nella Cripta dei Cappuccini.
Dove rivedere tutte le puntate della serie “Sissi – Atto finale”
Per chi volesse approfondire la figura dell’imperatrice attraverso il racconto televisivo, Sissi – Atto finale, giunta alla quarta stagione, è disponibile in streaming sulla piattaforma Mediaset Infinity. La serie, con protagonisti Dominique Devenport e Jannik Schümann, offre una versione romanzata ma emozionante della vita dell’imperatrice, attraversando amori, drammi, viaggi e ribellioni.
L’ultima puntata è andata in onda giovedì 6 agosto 2025 in prima serata su Canale 5, ma tutte le stagioni precedenti possono essere riviste gratuitamente online. Per accedere basta registrarsi alla piattaforma e cercare “Sissi”.