Report 2024, stasera 12 gennaio 2025: il caso Dell’Utri, le lobby nella striscia di Gaza e Caivano
Torna lo storico programma di inchieste di Raitre, giunto alla 28esima edizione, con una novità, Report Lab
Edizione numero 28 per Report, lo storico programma di inchieste di Raitre condotto da Sigfrido Ranucci, che anche in questa stagione promette di far tremare non poche poltrone. Il gruppo di lavoro di Ranucci è pronto a raccontare l’Italia da ogni punto di vista, svelando retroscena pronti a diventare delle notizie di cui si parlerà per giorni. Volete saperne di più sulle inchieste di questa edizione? Proseguite nella lettura!
Report, puntata stasera
12 gennaio 2025
Nuovi retroscena emergono dalla storia recente italiana, rivelando l’intreccio tra politica, crimine e affari che ha segnato il nostro paese. Attraverso le indagini della Procura di Firenze sulle stragi e gli attentati del 1993-1994, emergono nuovi dettagli sul ruolo di Marcello Dell’Utri, ancora sotto inchiesta per strage. Al centro della vicenda anche una “montagna di denaro” che getta nuova luce sulle origini dell’impero del Cavaliere. Una storia densa di misteri, potere e denaro, che ha cambiato per sempre il volto dell’Italia.
Mentre prosegue il massacro di palestinesi nella striscia di Gaza, l’Europa ha assunto una posizione di aperto appoggio a Israele. Il rapporto tra le istituzioni europee e il governo dello Stato ebraico è molto cambiato a partire dagli anni 2000 quando a Bruxelles hanno aperto la propria sede molti gruppi di pressione a favore di Israele che in breve tempo sono riusciti a mettere radici nel Parlamento e nella Commissione europea.
Alla fine di novembre nel Parco Verde di Caivano 36 famiglie vengono sgomberate dalle case che avevano occupato da decenni senza diritto. Costruito negli anni ’80 dopo il terremoto dell’Irpinia, il Parco diventa un caso nazionale solo dopo l’ennesima tragedia che si è consumata poco distante dal quartiere. I genitori di due cuginette di 10 e 12 anni denunciano ai carabinieri che le bimbe sono state violentate per mesi da nove ragazzi del posto, sette dei quali minorenni. Don Patriciello, parroco del Parco verde, lancia un appello a Giorgia Meloni che in breve tempo interviene facendo di Caivano un modello che vorrebbe esportare nelle altre zone degradate dell’Italia. Siamo andati a vedere cosa è stato fatto e se il modello funziona davvero.
5 gennaio 2025
- “Cani bancomat”
Di Giulia Innocenzi.
Ombre di doping, pedigree sospettati di essere falsi, cani ibridati potenzialmente pericolosi. È quello che sembra nascondersi dietro i cani di razza di Enci, l’ente nazionale della cinofilia italiana, unico ente che può rilasciare i pedigree in Italia. Sotto la lente di ingrandimento anche i rapporti con la politica: l’alleata politica principale dell’ente è Michela Vittoria Brambilla, impegnata, nella sua attività da parlamentare animalista, a fare adottare i cani dai canili, ma che, nelle vesti di conduttrice televisiva, promuove i cani di razza.
- “Capolavori clandestini”
Di Manuele Bonaccorsi
Alcune opere d’arte possedute da Gianni Agnelli potrebbero aver lasciato il territorio nazionale senza autorizzazione. Dell’ipotesi sono stati informati anche i carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio culturale, come ha riferito alle telecamere di Report Luigi La Rocca, direttore generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del ministero della Cultura. In particolare, potrebbero essere finiti all’estero senza autorizzazione tre capolavori: “Mistero e malinconia di una strada” di Giorgio De Chirico, la “Scala degli Addii” del futurista Giacomo Balla e il prezioso “Glaçons, effet blanc” di Claude Monet, oltre a due acquerelli di Klee. Ha lasciato il territorio nazionale – con una regolare autorizzazione, invece – uno dei più importanti capolavori della seconda metà del ‘900, il Pope III di Francis Bacon, valore tra i 20 e i 30 milioni di euro. Della preziosa collezione Agnelli appena 9 opere su oltre 600 risultano attualmente sottoposte a tutela. Le opere sono al centro di uno scontro giudiziario tra la figlia dell’Avvocato, Margherita Agnelli, e i suoi tre figli John, Lapo e Ginevra Elkann. I fratelli – secondo le indagini della Procura di Torino – avrebbero inscenato dei finti regali di opere d’arte e gioielli di proprietà della nonna Marella Caracciolo per oltre 170 milioni di euro, in modo da evitare che le opere finissero nell’inventario dei beni della madre. Report è entrato in possesso delle tre versioni di una lettera di Marella ai nipoti che avrebbe accompagnato uno dei presunti regali. Peccato siano state scritte cinque anni dopo la sua morte.
- “La canonica liberata”
Di Danilo Procaccianti.
Si torna a parlare della canonica della chiesa di San Biagio ai Taffettanari, due anni dopo che Report ne aveva scoperto l’occupazione abusiva da parte di una famiglia malavitosa. L’immobile, a due passi dal Duomo di Napoli, è stato liberato e restituito al patrimonio cittadino.
- “La rana che conquistò il lago”
Di Rosamaria Aquino
Punta San Vigilio, sul Lago di Garda, è un sito di interesse artistico, storico e architettonico. Finché una società che sarebbe riconducibile a Giovanni Rana, il re dei tortellini, ha acquistato una porzione di territorio per farne una spiaggia privata, un ristorante stellato, una terrazza sul lago, con previsione di costruire una serie di lussuose suites. Chi vigila sui vincoli che hanno mantenuto quel luogo intatto nei secoli?
- Lab Report – “Gli smemorati”
Di Chiara De Luca. In provincia di Vicenza c’è l’altopiano dei Sette Comuni, è un luogo unico per storia e bellezza. Enego è il comune più orientale che ha solo 1500 abitanti ed è finito al centro di uno scandalo a causa della gestione del fondo concesso per gli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali. Sull’Altopiano c’è anche uno dei monumenti simbolo della Prima guerra mondiale, il Sacrario di Asiago che da giugno 2023 è chiuso al pubblico. Report ha ricostruito a quale ministero appartengono le competenze dei lavori di restauro conservativo di questo monumento.
29 dicembre 2024
- “La posta del cuore”
L’innovazione in medicina ha prodotto dispositivi medici sempre più efficaci, capaci di salvare vite umane e farci vivere meglio. Questi apparecchi sono però anche molto costosi e incidono sul bilancio del Servizio sanitario nazionale. Per questo il loro uso deve essere appropriato e determinato solo da ragioni scientifiche. Cosa succede se gli interessi commerciali indirizzano la pratica medica? Ad esempio, le valvole percutanee per la cura della stenosi aortica, le Tavi, stanno soppiantando la cardiochirurgia. Hanno molti vantaggi sul breve termine ma delle serie controindicazioni sul lungo termine. Eppure, i cardiologi europei intendono abbassare a 70 anni la soglia di impianto consigliata dalle linee guida, laddove oggi è 75 anni. Le Tavi costano circa 17mila euro contro i 3mila delle valvole per chirurgia. Alcuni ricercatori ritengono che le multinazionali del dispositivo abbiano rapporti troppo stretti con i medici e stiano indirizzando questa svolta. Il viaggio di Report comincia a Londra, al più importante congresso di cardiologia del mondo, dove scienza e business si incontrano, e prosegue nelle sale operatorie italiane, passando per primari che chiedono sponsorizzazioni per i loro congressi alle aziende e multinazionali che pagano le tasse all’estero ma chiedono esosi rimborsi alle Regioni italiane. - “Il partigiano Oscar”
Dagli elettrodomestici al cibo, da Slow Food ai grandi marchi delle bevande, dalle campagne di Alba alla periferia di Bologna, dal padre partigiano ai riflettori della Leopolda, qual è il filo rosso che tiene insieme il magico mondo di Oscar Farinetti? - “Il futuro degli Elkann”
Ottanta milioni di euro è il prezzo con cui il 19 maggio 2004 Marella Caracciolo ha venduto ai nipoti John, Lapo e Ginevra Elkann le sue quote della Dicembre, la società cassaforte dell’impero che fu di Gianni Agnelli. Ma manca l’originale dell’atto di compravendita, e il conto della Gabriel Fiduciaria da cui sarebbe dovuto partire il pagamento era stato chiuso due giorni prima, il 17 maggio, come dimostrerebbe il documento inedito, di cui Report è entrato in possesso, che rischia di pesare come un macigno sul processo civile che oppone gli Elkann alla loro madre, Margherita, la figlia di Gianni Agnelli, in merito all’eredità di Marella Caracciolo, la consorte dell’avvocato, deceduta nel 2019. Il documento è stato rintracciato dalle fiamme gialle torinesi all’interno delle indagini penali che vedono i tre Elkann indagati per truffa ai danni dello Stato. Non solo, i magistrati hanno trovato traccia di un pagamento opposto: 100 milioni di euro sarebbero passati dai conti della presunta venditrice (Marella) a quelli degli acquirenti (John, Lapo e Ginevra). Secondo i magistrati torinesi la compravendita potrebbe essere “fittizia e artatamente costruita”. La conseguenza? Se le prove trovate dai pm fossero prese per buone dai giudici civili, tra il 40 e il 50% della Dicembre finirebbe nelle mani di Margherita Agnelli. Potrebbero cioè cambiare gli assetti manageriali di tutte le società controllate tramite la holding Exor. - “Danisinni rinasce”
Il Nido di Danisinni oggi rappresenta il segno che il cambiamento è possibile anche nelle periferie più nascoste del nostro Paese. L’Amministrazione comunale di Palermo ha accolto la sfida lanciata, cinque anni fa, dalla Parrocchia Sant’Agnese insieme alla Comunità Educante territoriale. Report aveva raccontato la resistenza di un territorio che opponendosi all’abbattimento chiedeva la ristrutturazione del Presidio scolastico chiuso da vent’anni. A ottobre grazie alla sinergia tra Pubblica Amministrazione e Territorio il Nido di Danisinni ha riaperto le porte ai primi 20 bambini e a breve diventeranno 60. Grazie all’impegno di fra’ Mauro Billetta. - “Lab Report: mare che avanza”
Ci si occupa di innalzamento del livello dei mari e città che rischiano di venire sommerse. Si chiamerà Nusantara la nuova capitale dell’Indonesia. Iniziata nel 2022, la sua costruzione dovrebbe essere completata nel 2045 e dovrebbe essere una smart city sostenibile. Il progetto è stato pensato anche perché l’attuale capitale, Giacarta, sta sprofondando sotto il suo stesso peso e, secondo le previsioni, nel 2050 gran parte della città potrebbe finire sotto il livello del mare. E se Giacarta è la prima città al mondo ad affrontare l’aumento del livello del mare, in futuro anche Venezia dovrà preoccuparsene. Il Mose permette alla Serenissima di pensare “a piedi asciutti”, ma il cambiamento climatico è già la sfida del futuro.
22 dicembre 2024
- “La grande trasformazione”
L’intelligenza artificiale è diventata accessibile non solo alle grandi aziende tecnologiche, ma anche alle persone comuni. Promette e sta dimostrando di accelerare la produttività industriale creando quindi una maggiore produzione di valore e sta contribuendo a progressi significativi nella sanità e nella ricerca scientifica. Che cosa occorre perché questa trasformazione diventi una opportunità sociale ed economica? Sono mostrati vari casi di studio e i giornalisti stessi diventano caso di studio: portano in Africa un ecografo che, grazie all’intelligenza artificiale con cui è equipaggiato, abilita anche persone non esperte a effettuare ecografie i cui file possono essere inviati in telemedicina ai centri medici. Un test in condizioni estreme per provare gli effetti abilitanti dell’intelligenza artificiale. - “Top of the wines”
La Toscana è l’area d’Italia da cui provengono alcuni dei vini più famosi: Bolgheri, Chianti Classico, Supertuscan. Sono marchi che hanno conquistato il mondo e arrivano a costare diverse migliaia di euro a bottiglia. Chi decide di spendere così tanto per un vino, sa che sta comprando un prodotto esclusivo, la cui produzione pregiata è resa unica dalle caratteristiche irripetibili del terreno, del clima e dell’esposizione dei vigneti dove crescono le uve e dalla sapienza decennale di chi seleziona i grappoli migliori e li fa diventare vino. Questo è quanto trasmettono ai consumatori la pubblicità, le schede tecniche e le etichette dei vini più blasonati. Grazie a una serie di documenti esclusivi, Report svela una realtà ben diversa da quella raccontata da cantine ed enologi. Alcuni nomi del vino toscano acquistano ogni anno enormi partite da commercianti di vino che, a loro volta, acquistano vino sfuso attraverso mediatori e grossisti. Il vino viene migliorato con correttivi che vanno a incidere su colore, gradazione e sapore e poi venduto ai grandissimi marchi che, così, riescono a garantirsi la materia prima per produrre il numero di bottiglie che il mercato richiede loro. Si tratterebbe di vino che, a volte, proviene anche da fuori regione e che poi, con l’aiuto di carte e documenti ad hoc, come rivelano alcuni testimoni, verrebbe trasformato in vino toscano, Chianti o Chianti Classico. - “La poltrona di Malagò”
Il futuro di Giovanni Malagò ormai è diventato un tormentone: il n.1 dello sport italiano, arrivato al termine del terzo mandato previsto dalla legge, a giugno 2025 dovrà lasciare il Comitato olimpico, ma da mesi sta cercando di ottenere una deroga dalla politica. Ma come ha gestito negli ultimi 12 anni il Coni, un ente pubblico? Attraverso storie e testimonianze inedite, Report racconta come Malagò ha costruito il suo sistema di potere e di consenso, attraverso una fitta rete di rapporti personali che si intrecciano con quelli istituzionali, sfiorando spesso il conflitto di interesse. L’inchiesta proverà a rispondere alla domanda che tutti, compreso il governo Meloni, si pongono in questi giorni: merita davvero la riconferma alla guida dello sport italiano? - “La diga della vergogna”
La Basilicata è una regione ricca di sorgenti, ma in 29 comuni della provincia di Potenza si vive da mesi con l’acqua razionata. La diga da cui si attinge la maggior parte della risorsa idrica è a secco e le piogge utili a rifornirla si sono fatte attendere per mesi. Costruita negli anni ‘60, la diga del Camastra non è stata collaudata, quasi dimenticata per le opere di manutenzione di cui era responsabile un ente soppresso e posto in liquidazione da anni. A causa dei ritardi negli interventi di messa in sicurezza dell’invaso, la Direzione dighe del Ministero delle Infrastrutture ha imposto una riduzione dell’acqua accumulabile al suo interno. Per questo motivo, da 5 anni, nei periodi in cui le piogge sono abbondanti, l’acqua accumulata all’interno della diga se supera il limite imposto dev’essere rilasciata. Nonostante il territorio di Potenza sia ricco di acqua, registra anche un record nazionale per le perdite lungo le condutture di distribuzione. E intanto per sopperire all’emergenza idrica si è ricorsi alla captazione del fiume Basento, il più lungo della regione, ma la scelta è osteggiata dalla popolazione lucana a causa dell’inquinamento registrato nel suo passato.
15 dicembre 2024
- “La repubblica della ciofeca”
Di Bernardo Iovene, con la collaborazione di Lidia Galeazzo.
Una ciofeca: è il rischio che si possa trovare, in una tazzina al bar, un caffè rancido, bruciato, che ha perso tutte le caratteristiche positive aromatiche, molto amaro, estratto con acqua sporca, in filtri contaminati da estrazioni precedenti. Il caffè è la seconda merce più commercializzata al mondo dopo il petrolio. Si consuma in tutto il globo, noi italiani pensiamo di esserne grandi esperti e grandi intenditori e di avere anche grandi trasformatori che, nei bar, estraggono una bevanda perfetta a regola d’arte. È davvero così? Ci sono delle regole universali per trattare il chicco di caffè e, prima di approcciarsi alla grande invenzione tutta italiana che è la macchina dell’espresso, sarebbe necessario un piccolo corso di formazione. Invece, girando nei bar da Napoli a Trieste si rileva una mancanza di cultura e rispetto per quello che è ritenuto un rito italiano. L’aggravante è che il gusto forte napoletano, diventato ormai italiano, prevede una tostatura scura che produce oli in superficie che andrebbero trattati e conservati con professionalità. Invece, i baristi ignorano la problematica compromettendo una materia prima anche di qualità. I torrefattori corrono il rischio della tostatura scura per accontentare un gusto e quindi il mercato.
- “La polvere sotto il ventilatore”
Di Giulio Valesini e Cataldo Ciccolella.
Report torna a occuparsi del più grande richiamo di dispositivi medici della storia, ben 15 milioni di respiratori e ventilatori Philips Respironics. L’inchiesta spiegherà qual è lo stato attuale delle class action nei tribunali e come gli enti regolatori stanno gestendo la vicenda. Negli Stati Uniti, l’agenzia statale che si occupa dei dispositivi medici ha obbligato Philips Respironics a sospendere la vendita di gran parte dei suoi prodotti sul territorio americano. Gli stessi prodotti sono però venduti in Italia.
- “Il santo inceneritore”
Di Claudia Di Pasquale, con la collaborazione di Giulia Sabella e Marzia Amico.
Il Giubileo 2025 è ormai alle porte e a Roma si attendono oltre 32 milioni di pellegrini che produrranno ingenti quantità di rifiuti. È così che il commissario per il Giubileo Roberto Gualtieri è stato nominato anche commissario straordinario di governo dei rifiuti di Roma Capitale. Grazie a questi poteri commissariali è stato approvato un nuovo piano rifiuti, che comprende anche la costruzione di un termovalorizzatore. L’impianto però non sarà pronto prima del 2027 e non potrà salvare Roma dai rifiuti dei pellegrini. Ma dove sarà realizzato? E quanto è stato pagato il terreno dove sarà costruito?
- “Che aria tira?”
Di Marco Maisano.
- “Milano è la terza città più inquinata del mondo”
: questa è l’affermazione, errata, pubblicata qualche mese fa da molti media italiani. Un’affermazione basata su una classifica che mette in gara i livelli di inquinamento delle principali città del mondo. Ma chi stila questa classifica? Una società svizzera che si chiama IQAir e il cui business, nessuno si è accorto, è la produzione di purificatori d’aria. Nonostante l’affermazione errata, però, l’Italia si ritrova comunque nel bel mezzo di un’emergenza sanitaria. Milano non è la terza città più inquinata, ma i suoi livelli di inquinamento atmosferico, assieme a quelli di molte altre regioni italiane, supera, e non di poco, i limiti imposti dall’OMS e dall’Unione Europea. Il risultato? Migliaia di persone muoiono prematuramente a causa delle polveri sottili in atmosfera. La politica italiana però, nonostante le sanzioni in arrivo, sta già chiedendo deroghe al raggiungimento degli obiettivi di risanamento. Un fatto – avverte la comunità scientifica – che causerà centinaia di migliaia di morti entro il 2035.
8 dicembre 2024
- “Travolti da un insolito destino nel mese di agosto”
Di Luca Bertazzoni, con la collaborazione di Marzia Amico.
La puntata propone La ricostruzione della vicenda della mancata nomina di Maria Rosaria Boccia a consigliera per l’organizzazione dei grandi eventi del Ministero della cultura, allora presieduto dal ministro Gennaro Sangiuliano, attraverso audio e testimonianze inedite.
“Il faraone e il rigassificatore”
Di Luca Chianca, con la collaborazione di Alessia Marzi.
Si torna sul voto per la Regione Liguria alla fine dello scorso ottobre dopo lo scandalo giudiziario che ha coinvolto l’ex presidente Giovanni Toti. A vincere di misura è stato l’allora sindaco di Genova Marco Bucci con soli 8424 voti di scarto grazie alla provincia di Imperia, guidata da Claudio Scajola. Oltre 6mila voti arrivano proprio da suo nipote Marco, ex “totiano” assessore all’Urbanistica, rientrato in Forza Italia dopo l’inchiesta che ha travolto la giunta precedente. Scajola così riesce a portare 8 uomini in Regione e ben 3 assessori su 7. Ma la provincia di Imperia è davvero quel modello di Liguria che ha spinto Bucci a diventare presidente e chi sono i neoeletti consiglieri? Report mostra in esclusiva le immagini del funerale del boss di ‘ndrangheta Peppino Marcianò nel 2017 a cui parteciparono diversi politici locali, tra i quali un neoeletto consigliere regionale. Si parlerà anche del sistema Toti e di come è nata l’inchiesta che ha terremotato la Liguria, partendo da La Spezia per arrivare in provincia di Savona dove la vecchia giunta voleva mettere il rigassificatore.
- “Niente è come sembra”
Di Danilo Procaccianti con la collaborazione di Goffredo De Pascale ed Enrica Riera.
Obiettivo sulla vicenda della società che acquistava brevetti avveniristici per affidare a un batterio “mangia zucchero” la produzione della plastica, una sostanza integralmente biodegradabile destinata a rivoluzionare il mercato mondiale. Tutto inizia come se fosse una start up, ma presto questa società italiana viene quotata in borsa e raccoglie un capitale da capogiro che supera il miliardo di euro. È l’italiana “Bio-on”, con la sua storia di un sogno che stava diventando realtà e si è poi tramutato in un incubo, un vero e proprio thriller industriale con tanto di fallimento, condanne penali, agenti segreti e personaggi svelati per la prima volta nell’inchiesta
- “Che aria tira?”
Di Marco Maisano.
“Milano è la terza città più inquinata del mondo”. Questa è l’affermazione, errata, pubblicata qualche mese fa da molti media italiani. Un’affermazione basata su una classifica che mette in gara i livelli di inquinamento delle principali città del mondo. Ma chi stila questa classifica? Una società svizzera che si chiama IQAir e il cui business, anche se nessuno se n’è accorto, è la produzione di purificatori d’aria. Nonostante l’affermazione errata, però, l’Italia si ritrova comunque nel bel mezzo di un’emergenza sanitaria. Milano non è la terza città più inquinata, ma i suoi livelli di inquinamento atmosferico, assieme a quelli di molte altre regioni italiane, superano, e non di poco, i limiti imposti dall’Oms e dall’Unione Europea. Il risultato? Migliaia di persone muoiono prematuramente a causa delle polveri sottili in atmosfera. Ma la politica italiana, nonostante le sanzioni in arrivo, sta già chiedendo deroghe al raggiungimento degli obiettivi di risanamento: un fatto, avverte la comunità scientifica, che causerà centinaia di migliaia di morti entro il 2035.
1° dicembre 2024
“La palude di Venezia”,
Di Walter Molino e Andrea Tornago.
La Laguna di Venezia si è trasformata in una “palude”. Conflitti di interessi, accuse di corruzione, commistione tra affari pubblici e privati, trust americani ritenuti “fittizi”: secondo la Procura di Venezia c’è il sospetto che in città “operi stabilmente un’associazione a delinquere dedita alla commissione di reati contro la Pubblica Amministrazione”. Sotto i riflettori dei magistrati sono finiti il sindaco Brugnaro e i suoi più stretti collaboratori che provengono da quelle aziende che, secondo i pubblici ministeri, Brugnaro continua a controllare nonostante l’affidamento delle sue quote al blind trust newyorkese. Il sindaco-imprenditore, che ha preso per mano la città dopo lo scandalo Mose, ha mentito ai veneziani?
“I sommersi e i salvati”
Di Giorgio Mottola, con la collaborazione di Greta Orsi.
Per la prima volta parla il figlio di Luca Ruffino, l’imprenditore milanese che lo scorso anno si è tolto la vita dopo aver rilevato le quote di maggioranza di Visibilia. Alle telecamere di Report rivela le difficoltà riscontrate dal padre nella gestione di Visibilia poco prima del suicidio e le pressioni ricevute da alte cariche istituzionali per acquisire la società fino a poco tempo fa riferibile alla ministra. Report ha poi scoperto una possibile nuova truffa all’Inps di cui, come documentano alcuni audio esclusivi, Daniela Santanchè era direttamente a conoscenza e un inedito schema di finanziamento attraverso i suoi giornali. Nel corso dell’inchiesta sarà inoltre svelato il ruolo di Flavio Briatore, e come si incrociano gli interessi di Daniela Santanchè e di un oligarca russo, amico di Vladimir Putin.
“Onorevoli clienti”
Di Chiara De Luca e Carlo Tecce, con la collaborazione di Eva Georganopoulou. All’interno della Camera dei deputati c’è uno degli sportelli bancari più ambiti d’Italia che dal 1926 è gestito dal Banco di Napoli, poi inglobato da Banca Intesa. La prima banca d’Italia si è aggiudicata la convenzione anche nell’ultimo bando. Ma la concorrenza questa volta è stata spietata e quindi per aggiudicarsi la convenzione ha offerto condizioni imperdibili: un tasso sulla liquidità del 5,625%, un’offerta unica. Report ha scoperto che Intesa San Paolo non è l’unica banca a fare delle condizioni agevolate ai parlamentari.
“I resilienti”
Di Alessandro Spinnato con la collaborazione di Tiziana Battisti. Dalle rovine del terremoto del 1887 a un villaggio d’artisti conosciuto in tutto il mondo: Bussana Vecchia, piccolo borgo situato nell’entroterra di Sanremo, rappresenta oggi un simbolo di rinascita e creatività. Dopo essere stato distrutto parzialmente da un terremoto nel 1887, la popolazione fu costretta ad abbandonarlo dall’amministrazione dell’epoca. Il paese rimase disabitato per decenni fino agli anni ‘60, quando una comunità di artisti internazionali decise di ripopolarlo. Oggi, dopo più di un secolo dal sisma, la politica vorrebbe mandare via coloro che il borgo lo hanno ricostruito e fatto diventare una delle mete più visitate del Ponente ligure.
24 novembre 2024
“Ora et labora”
Di Claudia Di Pasquale, con la collaborazione di Giulia Sabella e Marzia Amico.
Il Giubileo 2025 è alle porte e Roma si sta preparando ad accogliere oltre 32 milioni di pellegrini. 322 gli interventi previsti, di cui 204 essenziali e indifferibili. Più altri 500 interventi del programma Caput Mundi per la rigenerazione del patrimonio storico culturale. Il risultato è che la capitale da più di un anno è un cantiere a cielo aperto, i monumenti sono impacchettati, il traffico è in tilt, e i cittadini e i turisti sono costretti a fare lo slalom tra passerelle e strettoie a loro dedicate. Disagi che saranno compensati dalla riqualificazione di piazze, strade, parchi urbani, fontane e stazioni. Insomma, grazie al Giubileo Roma dovrebbe tornare a splendere più che mai. Ma si è davvero pronti per l’apertura della Porta Santa?.
“Fake suini”
Di Giulia Innocenzi, con la collaborazione di Greta Orsi e Giulia Sabella.
Il presidente di Assosuini Elio Martinelli attacca il programma, che nella puntata precedente ha mostrato numerose criticità presenti in tre dei suoi allevamenti, dall’infestazione di topi, alle carcasse sbranate, fino all’amianto sbriciolato, sostenendo che sono immagini vecchie di anni e registrate dagli stessi allevatori. Report risponderà alle critiche e mostrerà nuove irregolarità.
“Il pieno di voti”
Di Luca Bertazzoni, con la collaborazione Marzia Amico e Norma Ferrara.
Pochi giorni prima del voto delle scorse elezioni regionali in Piemonte, la candidata di Fratelli d’Italia Elisa Tarasco ha consegnato a una donna di origini indiane una busta contenente il suo programma elettorale, i suoi “santini” elettorali e due buoni benzina da 50 euro l’uno. L’inchiesta ripercorre questa vicenda con interviste a tutti i protagonisti della storia.
“Tutti i boss del Presidente”
Di Sacha Biazzo.
Dietro l’elezione di Donald Trump si cela anche il supporto attivo e dichiarato di ex boss della mafia italo-americana. Oggi trasformati in star dei social media, questi personaggi hanno mobilitato milioni di follower per sostenere l’ex presidente. L’inchiesta si concentra su due figure di spicco come Joey Merlino, ex capo della mafia di Philadelphia, che ha operato nello stato chiave della Pennsylvania, e Salvatore “Sammy The Bull” Gravano, ex sottocapo della famiglia Gambino, protagonista in un altro stato decisivo, l’Arizona.
“L’ultimo inchino”
Di Rosamaria Aquino, con la collaborazione di Marzia Amico e Norma Ferrara.
Sono passati 12 anni dal naufragio di Costa Concordia. Tra i 32 morti, alcuni sono tra coloro che non riuscendo a scendere dalle scialuppe poste sul lato sinistro della nave, hanno dovuto attraversarla per intero, in pendenza e per giunta al buio. Lo stesso percorso che ha fatto un naufrago, il quale ha denunciato con una causa civile armatore, costruttore e certificatore della nave, per la sua esperienza da incubo di quella notte. Pur senza mai negare la responsabilità del comandante Schettino, che per aver causato l’incidente sta scontando la sua pena di 16 anni, Report ripercorre le tappe di quel naufragio. Cosa è successo quella notte? Quali sistemi esistono oggi per controllare le rotte delle navi in quel tratto di mare? E che danni ha subito l’Isola del Giglio?
17 novembre 2024
“Olio di ricino”
Di Daniele Autieri, con la collaborazione di Andrea Tornago.
Nell’ultimo mese sul banco dei testimoni del processo contro i quattro egiziani accusati di aver rapito, torturato e ucciso Giulio Regeni, si è seduto lo Stato: l’ex-presidente del Consiglio Matteo Renzi, l’ex-ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e i vertici dei servizi segreti italiani. Le rivelazioni delle massime cariche dello Stato sulla chiusura del governo egiziano nei confronti delle richieste di trasparenza e verità sul caso Regeni raccontano un’altra storia che si collega al tema della ragion di Stato e coinvolge anche l’Eni, la più grande e strategica delle aziende controllate dal governo italiano. Secondo queste testimonianze, nei giorni del sequestro, l’Eni non ha interloquito con il governo egiziano. Ma Report svela documenti riservati che dimostrerebbero il contrario. Perché alle spalle della ricerca di verità sulla morte del ricercatore italiano si è innescato uno scontro geopolitico che ha coinvolto non solo l’Italia e l’Egitto ma anche il Kenya, dove si trova il testimone eccellente del processo Regeni, l’uomo che può inchiodare alle sue responsabilità il Maggiore Magdi Sharif, uno dei quattro egiziani accusati dell’omicidio. Report è riuscito a scoprire l’identità di questo testimone e ha raccolto la sua storia. Ma i rapporti di forza sbilanciati tra il nostro governo e gli autocrati africani promettono adesso di essere riscritti dal Piano Mattei, il maxi stanziamento da 5,5 miliardi di euro lanciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per sostenere lo sviluppo di alcuni paesi africani con il sostegno delle aziende italiane. Il primo e più importante progetto del Piano parte proprio dal Kenya.
“Made in virus”
Di Giulia Innocenzi, con la collaborazione di Greta Orsi e Giulia Sabella.
Perché l’Italia è uno dei Paesi europei più colpiti dalla peste suina africana? La strategia del governo per frenare il virus ha fallito? Report può rivelare in esclusiva che l’Ausl di Modena ha fatto partire l’attività di ritiro e rintraccio di alcune partite di carne di maiale finite nei supermercati perché potenzialmente affette dal virus della peste suina. E perché, nonostante le criticità sollevate dagli esperti, anche quest’anno per gli abbattimenti è stato utilizzato il metodo dell’elettrocuzione? “Report” mostrerà in esclusiva le immagini di abbattimenti di cui ha chiesto conto al ministro Francesco Lollobrigida. La peste suina africana sta mettendo inoltre in difficoltà il comparto delle produzioni DOP. Il Prosciutto di Parma ha adottato un nuovo disciplinare, che prevede che i mangimi provengano almeno al 50% dalla zona di origine limitata. Gli enti controllori preposti verificano che questi criteri vengano rispettati? E qual è lo stato degli allevamenti italiani, dove l’igiene e la biosicurezza sono criteri essenziali per evitare la diffusione del virus?
“Tutti gli uomini del generale”
Di Luca Chianca, con la collaborazione di Alessia Marzi.
Dopo aver scritto “Il Mondo al Contrario” il generale Roberto Vannacci è stato eletto al parlamento europeo con oltre 500mila voti. In poco tempo è diventato la star del raduno di Pontida, grazie al successo di un libro che in pochi mesi ha venduto oltre 250mila copie fruttando al generale, per il solo 2023, ben 800mila euro. Ma visto che a distribuirlo è Amazon quante tasse ha pagato Roberto Vannacci? Tra una settimana, il comitato culturale che si è ispirato al suo libro diventerà un movimento politico e le preoccupazioni tra i militanti e i dirigenti della Lega già si fanno sentire perché nel comitato, con sede a Lamezia Terme e ramificazioni in tutta Italia, convivono ex militari paracadutisti della Folgore e incursori del “Col Moschin”. Ma chi ruota intorno al generale, tanto da spingerlo così in alto nei sondaggi? Per capirlo “Report” è volato fino a Bucarest per incontrare il Gran Maestro della Grande Loggia Massonica Nazionale Romena, il generale Savoiu, che si considera l’erede spirituale di Licio Gelli. In Italia, invece, c’è il faccendiere Gianmario Ferramonti che con Savoiu ha fondato la P3. Entrambi, come ha scoperto Report, nelle passate elezioni europee, si sono messi a disposizione per dare una mano al generale per la sua campagna elettorale.
“L’aggiunta delle elezioni”
Di Giulia Presutti, con la collaborazione di Madi Ferrucci.
In Parlamento da oltre un anno si sta giocando una partita silenziosa. La posta in gioco è un seggio della Camera, l’uninominale della provincia di Cosenza: alle scorse elezioni politiche era stato vinto dalla deputata Cinque Stelle Anna Laura Orrico, ma il secondo classificato ha fatto ricorso. Si tratta di Andrea Gentile, ex deputato di Forza Italia e rampollo di una famiglia cosentina da sempre in politica: per contestare il risultato elettorale si è rivolto alla stessa Camera dei Deputati, dove la Giunta delle Elezioni ha riaperto e contato tutte le schede nulle e bianche. Gentile è passato in vantaggio di 240 voti, ma c’è un mistero: perché 440 schede che i verbali di sezione hanno indicato come bianche, risultano ora contrassegnate da una x? I presidenti di seggio dicono che lo spoglio è stato svolto sotto il controllo di più occhi e che solo quando non era presente alcun segno, le schede venivano dichiarate bianche.
10 novembre 2024
“Tartufo-gate”
Di Luca Bertazzoni, in collaborazione con Marzia Amico. Nel 2021 la Regione Umbria ha deliberato uno stanziamento di fondi per la filiera del tartufo. Quasi la metà dei 10,7 milioni di euro è finita alla Urbani Tartufi, il cui amministratore delegato è Gianmarco Urbani, marito dell’Assessora al bilancio della Regione Umbria Paola Agabiti. Nel periodo in cui veniva predisposto il bando, il figlio della Presidente Donatella Tesei è stato assunto a tempo indeterminato dalla Urbani Tartufi. Per queste vicende la Procura di Perugia ha indagato per abuso d’ufficio Donatella Tesei e la sua Assessora Agabiti. L’inchiesta è stata poi archiviata per l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio.
“La conversione”
Di Luca Bertazzoni in collaborazione con Marzia Amico. Si parla della riforma della giustizia, entrata in vigore il 25 agosto scorso, che ha decretato l’abolizione del reato d’abuso d’ufficio e un depotenziamento del reato di traffico di influenze illecite. Una riforma che porta il nome del ministro che l’ha fortemente voluta, Carlo Nordio. Entrato in magistratura nel 1977, Nordio ha costruito la sua carriera in una sola Procura, quella di Venezia. L’inchiesta ricostruisce il passato di Nordio come pubblico ministero e analizza quali saranno i cambiamenti dopo le modifiche apportate dalla riforma sulla giustizia. Si racconta anche il caso di Rosanna Natoli, ex consigliera laica del Csm in quota Fratelli d’Italia, sospesa dal Consiglio Superiore della Magistratura dopo la diffusione della registrazione di un incontro con la giudice Fascetto Sivillo. Infine, si occupa della presunta indagine su Arianna Meloni sollevata quest’estate dal direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti. Che fine ha fatto il complotto?
“Il conto dei disastri”
Di Bernardo Iovene, con la collaborazione di Lidia Galeazzo Si torna sulla vicenda dei fratelli Pellini di Acerra condannati per il disastro ambientale avvenuto nella zona di Acerra nei primi anni 2000. Per un problema formale i loro beni sono stati dissequestrati ad aprile di quest’anno, ma grazie alle proteste dei cittadini e su indicazione della procura di Napoli è stato emesso un nuovo decreto di sequestro. Report ha intervistato i 3 fratelli che si difendono e negano tutte le accuse per le quali sono stati condannati a 7 anni, mai scontati, grazie ai benefici e all’indulto. A fine ottobre è iniziato il nuovo processo che potrebbe portare il sequestro di 200 milioni di euro del loro patrimonio alla definitiva confisca. Con le immagini, si cerca di ricostruire il disastro sia ambientale che quello legato alla salute, Acerra è al primo posto per incidenza delle malattie tumorali, un dato ormai dimostrato e legato all’inquinamento avvenuto negli ultimi trent’anni. Si torna poi a documentare la fine dei 212 containers di rifiuti italiani rientrati dalla Tunisia. Nel 2022, contro la volontà popolare, furono stoccati dalla Regione Campania nell’area militare di Persano nel comune di Serre, si temeva quello che poi è accaduto a luglio di quest’anno, sono stati incendiati, e secondo la procura di Salerno si tratterebbe di un incendio doloso.
“Opere rubate in mostra”
Di Manuele Bonaccorsi, in collaborazione con Thomas Mackinson. Ci si occupa del sequestro effettuato dai Carabinieri a Ferrara, di una importante opera di proprietà di Vittorio Sgarbi il 9 ottobre 2024: una copia seicentesca di Ortolano, dal titolo “Compianto sul Cristo Morto”. Il sequestro, secondo quanto ricostruito da Report e dal Fatto Quotidiano, è avvenuto a Palazzo dei Diamanti, a Ferrara, tre giorni prima dell’inaugurazione dell’esposizione Il Cinquecento a Ferrara, curata da Vittorio Sgarbi. L’opera, annunciata nel catalogo dell’esposizione, non è attualmente presente in mostra. Ma un’immagine recuperata dimostra che prima del sequestro si trovava nella sala 9 della prestigiosa sede espositiva. L’Ortolano risultava rubato nel 1984 in un palazzo nobiliare e Bevagna (Pg), ed era di proprietà del signor Paganello Spetia. L’ex sottosegretario alla Cultura, dopo le sue dimissioni dall’incarico di governo in seguito allo scandalo del Manetti rubato, ha mantenuto l’incarico di presidente della fondazione Ferrara Arte, controllata dal Comune di Ferrara. L’indagine ha permesso di ricostruire la probabile presenza di un’altra opera rubata nella collezione privata di Sgarbi, anche questa apparsa nel 2022 in una esposizione.
“Lab Report: dove girano le pale?”
Di Antonella Cignarale in collaborazione con Enrica Riera. Ogni regione deve aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2030. La Sardegna, che deve dismettere anche le due centrali elettriche a carbone, gode oltre che di sole di una disponibilità di vento invidiabile a livello europeo, motivo per cui le richieste per installare impianti eolici sono arrivate in prossimità di complessi archeologici di assoluto pregio, ma anche a mare. I progetti degli impianti eolici flottanti presentati di fronte alle coste della Sardegna prevedono dalle 20 alle 80 turbine eoliche galleggianti sul mare, capaci di soddisfare il fabbisogno energetico dell’isola e non solo. Il timore, però, è che possano penalizzare il paesaggio naturale dell’isola, che ha un valore. I comitati cittadini e gli enti locali che Report ha incontrato sono favorevoli alla produzione di energia con impianti a fonti rinnovabili, ma denunciano il mancato coinvolgimento in questo importante processo di transizione energetica. E mentre si alza il vento della protesta, la partita normativa si gioca tra il Ministero dell’Ambiente che valuta le richieste di installazione degli impianti eolici industriali e la legge della Regione al vaglio dell’aula.
3 novembre 2024
“Il laboratorio”
Dopo l’attacco terroristico di Hamas contro postazioni militari e insediamenti civili israeliani il 7 ottobre dello scorso anno, in cui sono morte circa 2000 persone, il governo di Benjamin Netanyahu ha lanciato una campagna a tappeto per colpire Hamas nella Striscia di Gaza. A pagare sono stati soprattutto i civili: secondo le fonti sanitarie di Gaza i morti al momento sono oltre 43.000, almeno 17.000 sarebbero minori. La Corte internazionale di giustizia ha avviato un procedimento in cui lo Stato di Israele è accusato di genocidio. Report ha ricostruito come negli ultimi vent’anni Israele si sia trasformato nel laboratorio politico dell’estrema destra internazionale mentre a Gaza le industrie belliche e della cybersecurity israeliane testano le loro armi e i loro prodotti, che vengono poi rivenduti all’estero e anche in Italia.
“Make America Italian Again”
Report ha rintracciato una serie di possibili e mai esplorati collegamenti tra Donald Trump e la mafia italo-americana, attraverso nuove testimonianze di ex boss della mafia, investigatori, legali, e alcuni strettissimi collaboratori che in passato lavoravano con l’attuale candidato alla Casa Bianca. L’inchiesta svela come, dai tempi della costruzione della Trump Tower ad oggi, Trump non avrebbe mai smesso di dialogare, direttamente o indirettamente, con boss ed ex killer della mafia italo americana.
“Meta-Politica”
Di Lucina Paternesi con la collaborazione di Roberto Persia. Da febbraio di quest’anno Meta ha deciso di implementare una nuova limitazione sui contenuti di tipo politico su Instagram e Threads, l’ultimo social nato in casa Zuckerberg. Dopo lo scandalo Cambridge Analytica e l’assalto a Capitol Hill fomentato dalle fake news che circolavano su Facebook, Meta ha deciso di tagliare la politica dai propri social network. Ma chi decide cosa è politica? E quali sono le voci che rischiano di sparire dal dibattito pubblico? Viaggio in un’America spaccata in due che si appresta a scegliere il nuovo Presidente tra attivisti, influencer e giovani che reclamano spazi fisici e digitali per esprimere il proprio dissenso.
27 ottobre 2024
“Da Boccia a Boccioni”
Di Giorgio Mottola, con la collaborazione di Greta Orsi.
Si parte dalla gestione del Maxxi di Roma durante la presidenza dell’attuale ministro della Cultura Alessandro Giuli e del suo ex capo di gabinetto Francesco Spano. In particolare si parlerà dei finanziamenti pubblici ottenuti dal Maxxi e della gestione della mostra sul futurismo.
“Liguria nostra”
Di Luca Chianca, in collaborazione con Alessia Marzi.
Si torna sull’arresto dell’ex presidente della Regione Giovanni Toti, dell’ex presidente dell’autorità portuale Emilio Signorini e di uno dei più importanti terminalisti del porto, Aldo Spinelli. Un terremoto giudiziario che ha portato la Regione Liguria a nuove elezioni. L’inchiesta punta a comprendere i nuovi equilibri politici e i nuovi candidati, ripartendo dalle ultime regionali del 2020.
“Rimetta a posto la candela”
Di Manuele Bonaccorsi, con Thomas Mackinson e Madi Ferrucci.
La procura di Macerata ha chiuso le indagini su Vittorio Sgarbi, ex sottosegretario alla Cultura del governo Meloni, accusato di aver esposto in mostra e contraffatto un’opera del Seicento su cui pendeva una denuncia di furto. Si tratta della Cattura di San Pietro, del caravaggista Rutilio Manetti, che risultava rubata nel 2013 al castello di Buriasco, in provincia di Torino. Sgarbi aveva esposto a Lucca nel 2021 un dipinto del tutto identico, tranne che per un particolare: una fiaccola in alto a sinistra. L’inchiesta giudiziaria era nata a partire da un’inchiesta realizzata da Report e dal Fatto Quotidiano nel dicembre del 2023. Nella puntata in onda il 27 ottobre Report rivela gli ultimi aspetti ancora sconosciuti della vicenda, emersi dalle indagini condotte del Nucleo di Tutela dei Beni Culturali dei Carabinieri. L’opera rubata a Buriasco e quella di proprietà di Sgarbi sono due diverse copie dello stesso soggetto – come sosteneva Sgarbi – o sono la stessa opera? Qualcuno ha aggiunto la candela? E su ordine di chi?
“La strage nascosta”
Di Rosamaria Aquino, con Norma Ferrara ed Enrica Riera.
È la notte tra il 16 e il 17 giugno 2024. Una barca a vela di turisti francesi soccorre un’altra barca a vela, quasi affondata, a 120 miglia dalle coste calabresi. A bordo c’erano 12 migranti, solo una piccola parte di un gruppo di 76 persone, un terzo dei quali bambini, imbarcatosi una settimana prima da Bodrum, in Turchia. È il naufragio di Roccella Jonica, dal porto dove i superstiti verranno trasportati dalla Guardia Costiera. Report, con testimonianze inedite, ripercorre tutte le fasi di quel naufragio, dal primo allarme lanciato da Alarm Phone alla gestione dei superstiti e dei rimpatri.
“Vasto. Esempio di solidarietà”
Di Chiara De Luca, in collaborazione con Greta Orsi.
La riserva di Punta Aderci è la vetrina del litorale abruzzese: istituita nel 1988 dalla Regione Abruzzo, a gestirla dal 2006, per conto del Comune di Vasto, è la cooperativa Cogcstre che riceve ogni anno da Regione e Comune circa 40mila euro. La riserva e tutti gli habitat presenti sono sottoposti a tutela, e lo scenario unico che la contraddistingue è lo sfondo di una storia di altruismo e solidarietà i cui protagonisti sono i cittadini di Vasto che hanno unito tutte le loro forze per soccorrere sette capodogli spiaggiati sulla costa di Punta Penna. Una testimonianza di quello che è in grado di fare una comunità quando è unita.
Report 2024, quando va in onda?
Il programma va in onda da domenica 27 ottobre 2024, alle 21:30, su Raitre.
Report 2024 su RaiPlay
Oltre che durante la messa in onda su Raitre, è possibile vedere Report su RaiPlay e sull’app per smart tv, tablet e smartphone. A questo link la pagina ufficiale del programma, da cui è possibile rivedere le puntate precedenti.
Report Lab
Novità di questa edizione è un segmento, Report Lab, in onda dalle 20:30: un laboratorio aperto ai giovani giornalisti, con trenta minuti di inchieste con storie e indagini dai territori d’Italia, in difesa dei diritti umani, dei più fragili, dell’ambiente. Un nuovo punto di vista, proposto da Sigfrido Ranucci, nell’anteprima di ogni puntata, per dar vita a un progetto ideato insieme al compianto Franco Di Mare, venuto a mancare nella primavera scorsa.
Chi conduce Report?
Il programma è condotto dal marzo 2017 da Sigfrido Ranucci, giornalista ed autore televisivo. Dopo la laurea, è approdato al Tg3, ma anche lavorato per Rai International. Approda a Report nel 2006, come co-autore, a fianco di Milena Gabanelli, storica conduttrice del programma. Nel corso della sua carriera, Ranucci ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Ilaria Alpi (per due volte).
Report va in onda in diretta?
Sì, il programma va in onda in diretta.
Dove viene registrato Report?
Il programma va in onda dagli Studi del Centro di Produzione Tv Raffaella Carrà di Roma.
Come contattare Report?
Per contattare la redazione del programma, si può scrivere a report@rai.it.
Report su Facebook, X e Instagram
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