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Falco, su Premium Crime il remake di Last Cop (più drama che comedy)

Su Premium Crime di Mediaset Premium Falco, remake francese di Last Cop, con protagonista un ispettore che, dopo essere stato colpito negli anni Novanta, finisce in coma e si risveglia in un mondo quasi tutto nuovo, dovendo affrontare le novità tecnologiche e della vita privata

pubblicato 29 Gennaio 2015 aggiornato 2 Settembre 2020 19:17

Un poliziotto tutto d’un pezzo, abituato a lavorare con fermezza e senza il supporto dei sistemi tecnologici, si ritrova improvvisamente catapultato in un mondo del tutto diverso: Falco, la serie tv in onda da questa sera alle 21:15 su Premium Crime di Mediaset Premium, segue proprio le vicende di un agente di polizia alle prese con le novità che il mondo moderno gli mette davanti agli occhi ogni giorno.

Se la trama non vi sembra nuova, è perchè Falco è il remake francese di Last Cop-L’ultimo sbirro, la serie tv tedesca in onda d’estate su Raiuno. Protagonista è Alexandre Falco (Sagamore Stévenin), ispettore di polizia che nel 1991 (nella versione tedesca siamo negli anni Ottanta) vive tra il lavoro e la famiglia: sposato con Carole Sarda (Mathilde Lebrequier), ha avuto da poco una figlia, Pauline.

Durante un inseguimento con il suo collega ed amico Jean-Paul Ménard (Arno Chevrier), però, Falco resta ferito da un colpo di pistola, che lo porta in coma. Ventidue anni dopo, si risveglia, inconsapevole che sia passato così tempo, ma determinato a lasciare l’ospedale il prima possibile (come dimostra la bella sequenza in cui Falco fa la riabilitazione e si allena sulle note dei Queen).

Ma per lui il vero ostacolo non sarà fisico: scopre, infatti, che Carole ha sposato un altro uomo, e che Pauline (Marie Béraud) è cresciuta. Falco però non si arrende ed aiutato da Jean-Paul, che intanto è diventato Commissario, torna al lavoro, affiancato dal preciso tenente Romain Chevalier (Clément Manuel) e dalla brigadiera Eva Blum (Alexia Barlier). Ma il modo di lavorare della Polizia è cambiato, così come sono cambiate alcune regole nella società: non si fuma nei luoghi pubblici, si usano i cellulari, e la tecnologia è un’alleata nelle indagini delle forze dell’ordine. Falco dovrà riuscire ad abituarsi al nuovo mondo, ma al tempo stesso non vuole rinunciare al suo modo di lavorare, cosa che metterà in difficoltà il Commissariato ma che darà i suoi frutti, dimostrando che non sempre chi lavora secondo alcune regole ritenute superate sia nel torto.

Rispetto alla versione tedesca, Falco predilige la parte drama a quella comedy: il protagonista soffre di fronte al dramma di sentirsi estraneo ad un tempo che non gli appartiene, ed adeguarsi sarà una delle sfide che dovrà affrontare. La serie, che in Francia con la prima stagione -trasmessa da Tf1– è stata vista da una media superiore ai 5,5 milioni di telespettatori, riesce a seguire da un lato le regole del poliziesco vecchio stampo, con un protagonista che non si arrende di fronte agli ostacoli ed è disposto a superare i limiti pur di trovare i colpevoli, mentre dall’altro racconta le difficoltà di un uomo che vorrebbe essere sè stesso in un mondo diverso da quello che ricordava. Stévenin si dimostra da questo punto di vista bravissimo nell’interpretare un personaggio attaccato alle proprie idee ma non fastidioso, determinato ma capace di piangere, forte ma fragile.

Falco non copiando The Last Cop permette al format di essere adattato e di trovare nuove ispirazioni, correndo sul binario del poliziesco che garantisce una trama verticale ma soddisfando anche il pubblico più esigente con una trama orizzontale che permette alla serie di non essere uguale agli altri crime.


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