Il format-Monti anche a Piazzapulita?

Mario Monti a Piazzapulita

Mentre Paolo Rossi fa il suo show in uno studio-circo, il premier Mario Monti tiene la sua lezione a Piazzapulita.

L'appuntamento con il presidente del Consiglio, al ritorno in televisione, era sicuramente molto atteso, anche perché si voleva verificare come l'avrebbe intervistato Corrado Formigli. Al momento, sembra che non ci si discosti poi molto da quanto si è visto fino ad oggi: sono molto più pungenti le domande che appaiono a lato dello streaming sul sito di La7, per intenderci.

Formigli sembra molto deferente nei confronti del premier (prima della pubblicità, lo ha appena chiamato Professore. Tutte le volte che accade e che questa retorica del Professore si manifesta, mi chiedo fino a che punto si possa ancora immaginare un pensiero critico, nel nostro paese, se quel che viene detto da un Professore è per forza giusto, come se vigesse un principio di auctoritas che non si possa discutere in alcun modo).

In sostanza, il giornalista non affonda: parla dello spettro del default, del rischio Grecia, di tutti quei concetti che sono stati veicolati come un mantra in questi mesi e che, siccome c'è l'emergenza, allora giustificano qualsiasi scelta, anche le più impopolari. Così, Monti ancora una volta può fare quel che sa: ripetere, a sua volta, come un mantra, con la sua dialettica monotòna, il mantra dell'ideologia che rappresenta (perché, d'accordo, la narrazione ci parla di Governo tecnico, ma anche se guardiamo la tivvù lo sappiamo tutti che dietro alla tecnica c'è una visione politica del mondo, giusto?).

Come a sottolineare ulteriormente la differenza fra Monti e il passato, Formigli mostra al premier le immagini della Merkel e di Sarkozy che ridevano della credibilità dell'Italia ai tempi di B. e gli chiede: «Cosa provò, da italiano, vedendo quelle immagini». Monti parla di umiliazione e poi ricorda il senso di responsabilità di Berlusconi, che si dimise per lasciargli spazio.

La frase migliore? «Chiedo agli italiani un po' di comprensione – fino ad ora c'è stata – se qualche volta siamo un po' brutali».

Ce n'è a sufficienza, purtroppo, per togliere il punto interrogativo dal titolo e per confermare che, sì, anche questa volta è andato in onda il format Monti. Ad aggravare la magra figura di Formigli, una domanda sulla Rai. Monti fa scena muta e il conduttore-giornalista dice qualcosa tipo: «Vabbe', ci ho provato». Si arrende così, come se si fosse in un salotto bene.

Meno male che qui ci auguravamo che Formigli fosse pronto ad incalzare il premier e a fare la famosa "seconda domanda". Il problema è che per fare la seconda domanda, tanto per cominciare, bisogna aver fatto la prima. E se per caso l'intervistato non risponde, bisogna incalzarlo. Non cedere e passare oltre.