Maurizio Crozza a Ballarò del 6/3/2012 (Video)

Se la prende, come al solito, con i mali dell'Italietta nostra, Maurizio Crozza, nella sua copertina che anticipa il dibattito a Ballarò del 6 marzo 2012.

Ma per cominciare, si scusa con Cuneo (nella scorsa puntata, Crozza aveva paragonato Cuneo a Lione e aveva detto "ma chi ci va a Cuneo". Evidentemente, gli abitanti di Cuneo sono permalosi, come gli utenti di Twitter che pensavano che Crozza avesse copiato le loro battute.

Si parte dalla benzina record a 2 euro al litro, poi il primo bersaglo del monologo sono le banche, con le loro commissioni (quelle sugli affidi) che avrebbero dovuto essere abolite dal decreto-liberalizzazioni. Ma dopo la minaccia di dimissioni dei vertici dell'ABI, pare che rientri tutto. Poi c'è Bossi, con le sue surreali e anacronistiche parole finto-eversive contro Monti. E anche le surreali dichiarazioni del figlio, anche detto il Trota, che, in una giornata di scandali e tangenti al Pirellone, ha parlato del divieto di Facebook e Twitter nelle sale del Consiglio Regionale.

Poi c'è il Pd, rappresentato in studio dal sindaco di Torino, Piero Fassino. E il finale, con la battuta imitando Bersani: «Non è che se tatui la farfallina sulla Camusso, poi la chiamano a presentar Sanremo».

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