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What about Bova?

Pubblicato: 16 giu 2006 da Debora Marighetti

Povero Raul Bova. Non abbiamo fatto in tempo a vederlo nella prima stagione di What about Brian? - in onda da noi dal prossimo settembre su Fox Life - che già si parla della sua uscita di scena.
La serie creata da JJ Abrams ha avuto un ottimo successo nelle prime puntate, ma è andata in calando, terminando la prima stagione con ascolti insoddisfacenti. E’ probabile che il “licenziamento” di Bova sia dovuto proprio a questo bisogno di cambiamento, di nuovi personaggi. Nuovo in arrivo, vecchio in partenza.

Un vero peccato che questa esperienza non sia durata. Non tanto per Bova che non credo fatichi a trovare altri progetti a cui dedicarsi, quanto per gli attori italiani in generale, che raramente riescono a ritagliarsi un fazzoletto di popolarità nel mercato americano.

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18 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di zeppo

    zeppo

    16 giu 2006 - 11:13 - #1
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    bova ha chiaramente preferito il mercato americano a quello italiano, ha avuto quello che si merita, in italia è stato sempre trattato bene, troppo bene a mio parere. ha avuto una bella lezione, per quel progetto ha rifiutato, disprezzato parecchie proposte italiane un anno fa… adesso dove lavorerai raoul?? in tanzania??

  • Andrea

    16 giu 2006 - 11:25 - #2
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    Quanta acidità…
    Chi non vorrebbe partecipare ad una serie id livello “mondiale”?

  • Avanguard

    16 giu 2006 - 12:11 - #3
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    A me dispiace perchè un attore italiano è stato messo in panchina ma non mi dispiace per Bova nello specifico, assolutamente inadeguato a rappresentarci in America.

  • giulia

    16 giu 2006 - 12:18 - #4
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    ha fatto bene a tentare…qua al massimo gli propongono sempre i soliti ruoli.peccato però!gli americani sono sempre un po’ restii ad accettare celebrità straniere…anche robbie williams ha dovuto faticare!figuriamoci roul bova!

  • Profilo di Ale

    Ale

    16 giu 2006 - 12:59 - #5
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    Raul Bova non sa recitare. Raul Bova NON rappresenta gli italiani in America.
    Non sono d’accordo sul fatto che gli americani siano restii ad accettare attori/artisti stranieri: Cary Grant era inglese, Ingrid Bergman svedese, eccetera eccetera.
    Forse l’unico problema è che lui (o il suo personaggio) non funziona, e magari questo non c’entra niente con gli americani.

  • Avanguard

    16 giu 2006 - 13:19 - #6
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    No, Ale su Raol Bova sono d’accordo con te ma sul fatto che gli americani accettino con tanta facilità gli stranieri, e nella fattispecie gli italiani non posso esserlo. Non a caso ci sono pochissimi attori/cantanti/artisti italiani che riescono a sfondare lì. Si contano sulle dita di una mano.

  • Profilo di Ale

    Ale

    16 giu 2006 - 14:36 - #7
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    Mhm ok, sono pochi gli italiani a sfondare o aver sfondato lì. Però il commento precedente al mio parlava di stranieri in generale, e su quello non ero d’accordo. Forse gli italiani sono purtroppo ancora collegati al solito stereotipo “folkloristico” oppure non parlano decentemente l’inglese e quindi sono pochi i ruoli che possono recitare…

  • Avanguard

    16 giu 2006 - 14:51 - #8
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    Sì, sì hai ragione, molti non riescono a recitare in inglese, altri sono vittime di pregiudizio e altri ancora, vedasi Bellucci, sono decisamente soppravalutati.

  • FasH

    16 giu 2006 - 15:48 - #9
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    Beh, non è che gli Italiani non vengono accettati in America, è che non sanno farsi accettare dagli Americani!

    Ed una volta era tutto molto diverso..
    Personaggi come Anna Magnani, Sophie Loren, Vittorio DeSica, Toto’, Macario, Silvana Pampanini etc riuscirono a sfondare in America, e in maniera strepitosa.
    Ora invece credono che tutto gli sia dovuto, solo perche’ hanno fatto un film ad Hollywood, credono di essere star di fama internazionale..

    Cioe’, ma avete visto i film che ha fatto Bova in America?
    Under the Toscan Sun era anche passabile, ma Alien vs Predator era proprio una ciofeca di quelle..
    E la Bellucci? E’ stata zitta 5 minuti nel secondo Matrix e cosa pretende? Di essere consacrata con un premio Oscar?

    Ma che andassero tutti a lavorare, e si guardassero i VERI film, con i VERI attori, a partire dalla Rosa Tatuata per finire con gli ultimi Altman.

    PS: in realta’ Bova ha detto che ha lasciato la sit-com perche’ c’era troppo arrivismo..
    Eh beh, ad una star di cosi’ grande caratura come lui, tutto è dovuto, no?

  • Profilo di marco

    marco

    16 giu 2006 - 16:38 - #10
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    Raoul Bova è una brava persona, ma un attore pieno di limiti . Sinceramente sono contento non l’abbiano riconfermato in “What about Brian”. Prima che questo accadesse , avevo letto interviste di Bova in cui, di fondo, faceva il moralista e criticava lo stile di vita degli Americani e i meccanismi di Hollywood . Questo, sui giornali italiani . Mentre a L.A. ,probabilmente, era impegnato a sgomitare per ritagliarsi un ruolo nel sistema che tanto dice di disprezzare . Che ipocrita !

  • Profilo di Nick84

    Nick84

    16 giu 2006 - 17:05 - #11
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    Ma guardate che negli ultimi 2 anni gli è andata benissimo , ha fatto un film americano , un telefilm americano poi un film italiano e una fiction italiana meglio di così non si può.
    E poi stiamo parlando di telefilm americani e non di film quindi non è richiesta una recitazione da oscar ma aspetto decente e recitazione normale.

    Non è il miglior attore italiano però non lo biasimo se lascia un cinema che a livello economico è a pezzi dato che si fanno solo film d’autore poco pubblicizzati o porcate con i soliti personaggi comici.

    Non ci sono i soldi per la pubblicità figuriamoci per girare il film ne tantomeno per distribuire il film in un numero di copie decenti dato che le sale sono occupate in modo MAFIOSO dai film americani.

  • pierluigi

    16 giu 2006 - 17:11 - #12
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    Io questa serie l’ho vista e devo confermare che, purtroppo, il personaggio di Bova era davvero un pesce fuor d’acqua. Si vedeva chiaramente la difficoltà ad inserirsi nella narrazione e veniva trattato come una macchietta….certo, è stata anche colpa degli autori che l’hanno fatto sembrare un coglione, stereotipi inclusi.

  • Profilo di Ale

    Ale

    16 giu 2006 - 17:11 - #13
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    In America ci sono talmente tanti attori che non credo sentano il bisogno di Raul Bova né delle sue bacchettate sul “troppo arrivismo”. Che stupidaggine, come se lui non volesse avere lo stesso successo degli altri.
    Ecco, gli attori citati da Fash sì che erano professionisti.
    Una Francesca Neri che va a girare quel film inutile con Schwarzenegger (Danni Collaterali, mi pare), ma chi vuoi che la consideri?

  • Jena Plisskin

    16 giu 2006 - 17:19 - #14
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    @Fash: scusa ma io sapevo che all’estero Totò non lo capivano, percui era famoso perchè in Italia lo era ma non riuscivano a capire il perchè. Se parli degli italo americano allora sono d’accordo.

    PS E purtroppo per loro si sono persi il meglio :-)))

  • veronica

    20 giu 2006 - 14:54 - #15
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    Sono daccordo con quello che avete scritto e concordo con voi l’opinione su Raul Bova. Di Raul Bova spicca la bellezza però lo trovo meno espressivo di tantissimi altri attori del nostro paese che potrebbero farci fare bella figura all’estero (Morante, Accorsi, Mezzogiorno, Santamaria… ). Per questo motivo non mi stupisce che abbiano deciso di sostituirlo. Poi da quando è andato in America è diventato un po’ troppo presuntuoso. Ho letto alcune sue interviste in cui si lamentava di non essere stato scelto per la parte da protagonista in “Italian Job”!..beh! in America… la concorrenza è spietata e anche chi ha vinto l’oscar deve sostenere i provini come tutti gli altri attori…a maggior ragione un attore che non è americano, e che quindi deve dimostrare di saper recitare in un’altra lingua, deve dimostrare di essere all’altezza della situazione.

  • Avanguard

    20 giu 2006 - 15:22 - #16
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    Bova in “The Italian Job”. Si dovrebbe nascondere per aver anche solo pensato di poter prendere parte a quel film come comparsa, figuriamoci come protagonista o magari di fianco a mostri di bravura come Edward Norton.

  • tvblog

    06 gen 2007 - 05:17 - #17
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    Up Down

    […] […]

  • […] Difficile capire da che parte sia la ragione. Raoul puntualizza che la lussazione di una spalla durante le riprese lo aveva provato fisicamente e costretto a imbottirsi di antidolorifici. Però va detto, pur manifestando un grande rispetto per la buona fede di Bova, che un gruppo serio come la Rizzoli Audiovisivi avrà avuto i suoi buoni motivi per diffidare. D’altronde, non è nemmeno la prima volta che recede da un contratto… PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Qualche mese fa, l’attore raccontava a Vanity Fair che, quando si è trattato di onorare un impegno di sei anni con la sitcom What about Brian, ha fatto le valigie per accettare l’ingaggio in Nassiryia. Motivo: il suo personaggio era poco più che una comparsa e non sarebbe mai cresciuto. Anche in quell’occasione, confessò a suo tempo, non è stato danneggiato troppo dalla sua drastica decisione, considerato quant’è difficile uscire indenni da un forfait contrattuale con le grandi major americane, ma all’indomani del divorzioil suo agente americano gli ha letteralmente voltato le spalle, anche per gli impegni promozionali previsti. Gli States, in compenso, non gli hanno chiuso definitivamente le porte e Raoul ha potuto girare The Company, una serie tv sulla resistenza cubana anticastrista, prodotta da Ridley Scott. A suo dire la cosa migliore che abbia fatto in America (altro che Alien Vs Predator). Ora, non sarà che la facilità di passare incolume a certi ripensamenti ha un po’ viziato il buon Raoul? Sarà che ogni volta c’è un motivo diverso, ma il rischio è che le sue reiterate defezioni si tramutino nelle classiche giustificazioni da marinaio. In fondo, un vero professionista dovrebbe sempre tener fede ai propri impegni, soprattutto se consapevolmente riavvicinati (e non si può dire che Raoul, dopo “lo strappo”, si sia preso un anno sabbatico)… (nessun voto) 0 Commenti […]

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