
Protagonista di un incidente nella prima puntata dell’Isola dei famosi 7 e anche di una polemica con la casa di produzione del reality show di RaiDue, polemica subito rientrata, è Luca Ward, oggi ospite di TvBlog. Prima che concorrente dell’Isola dei famosi Ward è però uno dei maggiori doppiatori italiani, anzi come ci tiene giustamente a precisare: attore-doppiatore. In questa intervista parleremo dell’Isola dei suoi colleghi naufraghi ma anche e soprattutto del suo lavoro di attore e doppiatore, con una sua diretta e spietata opinione sul cinema e sulla fiction italiana di questi tempi. Buona lettura.
Sei stato protagonista di un brutto incidente proprio alla puntata di apertura dell’Isola ora come stai passata la paura?
Sono ancora convalescente, devo portare un busto ancora per un paio di settimane per far saldare queste due fratture vertebrali, dovrò fare qualche mese di fisioterapia. In linea di massima il peggio è passato.
Ti eri reso conto subito dell’entità del tuo danno fisico?
No a dire il vero no. Ero sicuro di essermi fratturato l’osso sacro, le vertebre per quanto avessi avvertito il colpo non pensavo di averle lesionate.
Come sono state le cure in Nicaragua?
Sul momento sono stato portato in una clinica a Managua dove si sono concentrati molto sulla zona del collo, visto che avevo preso un colpo di frusta. Hanno fatto una risonanza magnetica e dei raggi al bacino che però non avevano evidenziato le fratture. Non riscontrando le fratture, ovviamente non hanno potuto intervenire come avrebbero dovuto.
Ti eri lamentato della scarsa attenzione di Magnolia al tuo caso, ora come stanno le cose fra te e Magnolia e ci vuoi spiegare cosa è successo?
Tra me e Magnolia è ora tutto assolutamente tranquillo. Sono usciti sui media delle cose che io non avevo assolutamente mai detto. Non ho mai detto per esempio che avrei fatto causa a Magnolia. Loro poi si sono resi conto che io mi ero effettivamente fatto molto male.
Quindi loro hanno sottovalutato all’inizio la gravità del tuo incidente?
Quindi loro hanno sottovalutato all’inizio la gravità del tuo incidente?
Loro sono a Milano a diecimila chilometri dall’isola, bisogna vedere cosa gli hanno detto dal Nicaragua.
Questione organizzazione e sicurezza di cui si è parlato molto nei media in questi ultimi tempi, alla luce della tua esperienza cosa ci dici?
Io ho fatto soltanto una prova molto tranquilla e organizzata molto bene, non c’erano grossi pericoli. Io non so quello che è successo dopo. Io per quello che ci sono stato posso dire che prestavano molta attenzione alla sicurezza. Organizzare dal nulla una macchina del genere, in un posto poi come il Nicaragua che detto fra noi di strada ne deve fare ancora tanta, sono stati bravissimi.
Perché hai accettato di fare l’Isola?
Io avevo l’idea di farmi un bel viaggio e andare a vedere un paese che non avrei mai visto, avendo due bimbi piccini che non mi permettono certi viaggi nell’avventura. Volevo portare la mia esperienza di uomo di mare in televisione e magari appassionare il pubblico televisivo al fantastico mondo del mare.
Tu eri un telespettatore dell’Isola negli anni passati?
No, non l’avevo mai guardata. Non sapevo proprio cosa fosse questo programma. Infatti all’inizio faticavo a capire il meccanismo, io mi comportavo come attore, come un uomo di set. Per me era strano per esempio non poter parlare con gli operatori avendo sempre avuto un ottimo rapporto con i tecnici nelle mie esperienze lavorative.
Alla fine dei conti però la vacanza non l’hai fatta, cosa ti rimane di questa esperienza?
Mi rimane un grande rammarico perché sono sicuro che questa esperienza avrebbe potuto essere una figata pazzesca. Anche Simona c’è rimasta molto male, sono anni che mi chiedeva di partecipare all’Isola. Era felicissima che avessi accettato, infatti quando ho detto che mi sarei ritirato ha cercato di convincermi in tutti i modi a rimanere, ma con i dolori forti che avevo era davvero impossibile per me restare sull’isola.
Ci andresti l’anno prossimo?
Come concorrente non credo sia possibile, però come inviato ci andrei molto volentieri.
Il più vero fra i tuoi co-naufraghi
Guarda io vedendoli ora in TV praticamente non li riconosco più. Sono completamente diversi da come li avevo conosciuti io in quei primi giorni. Forse il più vero alla fine in assoluto era Aldo Busi.
Il più falso, oppure chi più ti ha deluso nel gruppo?
Non saprei proprio dirti. Io non mi sono molto concentrato sulle persone. Le donne a dire la verità mi hanno deluse un po’ tutte, tranne Sandra. Ma alla fine sono rimasto deluso da un po’ tutti. L’isola è un esperienza prima ancora che un gioco, stanno lì a tramare, non fanno assolutamente niente, tranne che strategie dalla mattina alla sera. Non pescano, non vanno a caccia, non fanno niente. Ma cosa gli hanno insegnato a questi ragazzi di oggi, stanno tutto il giorno davanti ad un computer e basta. Ti cascano davvero le braccia. Aveva pure ragione Aldo quando diceva che questi sono tutti ignoranti, non dico di saper parlare correttamente ma almeno sapere chi è il Presidente della Repubblica italiana credo sia il minimo del minimo sindacale. Io non sono mai stato un secchione ci mancherebbe altro, quelli della mia generazione hanno fatto più occupazione che scuola, ma almeno queste cose le sapevamo. Diciamo che questo è il dato preoccupante dei giovani di oggi e l’isola ne è stata lo specchio.
Chi vincerà l’isola?
Mah, non saprei, mi farebbe piacere che vincesse Sandra Milo.
Preferisci fare il doppiatore o l’attore?
Sono due cose che vanno di pari passo. Un attore per essere tale deve saper doppiare. Il doppiatore non esiste, esiste l’attore che a sua volta per esserlo deve sapersi doppiare.
Ma gli attori italiani sanno doppiare?
Sono assolutamente negati, ed è una cosa abbastanza vergognosa perché in Italia si doppia dal 1921 e quindi avrebbero dovuto impararlo. Per me è inammissibile che un attore non sappia doppiare. Io se fossi un produttore e viene questo in sala che mi fa fare 100 turni invece di 2 per una serie televisiva io lo caccio a pedate. Tu vai al cinema a vedere i film italiani e a malapena fai fatica a capire quello che dicono, però fa comodo a molti che il cinema italiano vada cosi.Gli attori di ieri, parliamo del dopoguerra, lo sapevano fare tutti dal primo all’ultimo. Gassman doppiava senza copione a luci spente.
Quando muovi le tue critiche ti riferisci ad una generazione particolare di attori?
Diciamo la generazione degli anni ottanta/novanta. Intanto hanno prodotto delle facce che non vanno da nessuna parte, è grasso che cola se li vedono fino a Lampedusa. Poi non sono attori, ma dove sono gli attori italiani? Qualcuno riesce ad uscire fuori, ma vorrei capire come ha fatto in una situazione come la nostra.
E di questa situazione a tuo giudizio di chi è la colpa, forse dei produttori che scelgono questi attori per i loro film?
Ma quali produttori, non ci sono più i produttori in Italia, è questo il problema principale nel nostro paese. I produttori che investivano con i loro soldi non amavano sbagliare.
Secondo te al giorno d’oggi vengono scelti gli attori più bravi o quelli più fighi che possono piacere al pubblico?
Prendono quelli più raccomandati, quello più spinti, magari prendessero quelli più fighi che piacciono al pubblico. Non gliene frega niente del pubblico, prendono quello che alza prima il telefono.
Qual è l’ultimo film bello italiano uscito secondo te?
Il nome della rosa del 1986. Io quando guardo i film italiani mi addormento, capisco che non conto molto ma è così.
E l’ultima fiction che ti è piaciuta?
L’ultimo lavoro bello uscito è stato “Elisa di Rivombrosa” la prima serie però e non perché c’ero io.
Tu hai partecipato a Elisa di Rivombrosa ma hai raggiunto una grande celebrità doppiando Russell Crowe nel Gladiatore, quale delle due cose ti ha dato più popolarità?
Senza dubbio doppiare Russell Crowe.
Ritieni che quel doppiaggio sia il più bello fra tutti quelli che hai fatto?
Il film più difficile ma anche il più bello che io ho mai doppiato è stato “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino. Il gladiatore era abbastanza facile come lavoro, ma gli sono molto riconoscente perché mi ha riportato a fare televisione che io non facevo più da anni, perché ero stato catalogato come doppiatore e basta. Sai che in Italia si viaggia a settori: c’è l’attore di teatro, l’attore di televisione, l’attore di doppiaggio, l’attore di radio, mamma mia quanta bestialità in questo paese così ricco di cervelli e di storia che si è ridotto ai minimi termini. All’estero non è così, attore è attore e basta, punto. Qui si va a settori. Ricordo negli anni ottanta e novanta che andavo a fare provini per fiction televisive, e mi sentivo dire “ah no no, lei fa il doppiatore non può fare l’attore, lei è una voce!”, io cercavo di giustificarmi dicendo che avevo fatto vent’anni di teatro, ma non c’era nulla da fare.
E se ti offrissero una parte in un cinepanettone?
Ma di corsa ci andrei, è l’unico film che funziona. Tra l’altro dovevo farlo, ma poi non so cosa è successo e la parte è andata a Massimo Ghini.
Questo dei cinepanettoni però è anche cinema italiano, che giudizio ne dai?
E’ l’unico cinema che paga e che funziona. Il cinema interessante è quello che parla un linguaggio che tutti possono capire in qualche modo. Se ho visto dieci minuti di un film di quel genere forse ti dico troppo, però è l’unico cinema che va in italia. Ogni tanto poi se ne esce un Sorrentino che fa “Il Divo” e mi chiedo pure come abbia fatto a farlo.
Cosa hai in progetto prossimamente?
Tanto e niente. Ci sono tanti progetti che sono stati tagliati perché i soldi son sempre meno. Ci sono un paio di progetti cinematografici che potrebbero andare, io faccio un cinema indipendente fuori dai grandi numeri, opere prime. In Tv per ora non ho in programma nulla, anche perché lì è difficile metterci il naso. Io in passato ho fatto Centovetrine e consiglio una soap a tutti i miei colleghi che non ne hanno mai fatte.
Per finire un voto al cinema italiano e alla fiction italiana del giorno d’oggi
N.C. Non classificato tutta la vita. Poi purtroppo io sono malato, faccio il doppiaggio e ne faccio tanto, vedo tutto il cinema mondiale. Io doppio dai tedeschi agli inglesi, francesi, americani, indiani, coreani, giapponesi. Vedo film più o meno belli, ma vedo soprattutto il cinema. Per quello che riguarda il nostro paese già come vedi una battuta capisci che è un film italiano e ti viene voglia di andare via, è noiosissimo. Mancano le sceneggiature, manca la voglia di fare cose interessanti, manca la voglia di sperimentare attori nuovi. Sono in cinque in italia che fanno cinema, sempre gli stessi cinque e sono anche pettinati sempre uguali. Passano dal settecento al duemila e sono sempre uguali, anche pettinati sempre allo stesso modo. Io quando ho saputo che il buon Favino faceva delle cose interessanti mi sono meravigliato, anzi quando lo vedrò vorrò proprio chiederglielo. Il cinema italiano mi demoralizza, eppure di cose belle ne abbiamo fatte molte, siamo passati da Gassman al nulla.
faz1971
15 apr 2010 - 11:44 - #1L’infortunio a Luca Ward e l’abbandono di Busi hanno effettivamente affossato il programma.
Ward in particolare sarebbe stato un protagonista molto interessante. È stato un vero peccato questo incidente.
Ad ogni modo, vorrei sottolineare che le riprese sono troppo poche. È possibile che al pubblico arrivi solo un’ora scarsa al giorno di filmati peraltro già montati? Potendo fruire di così pochi riscontri (e zero controprove) possono passare solo le ricostruzioni create più o meno ad arte in sede di montaggio.
E poi un’altra cosa: il sale di un reality sono anche e soprattutto amorazzi e tresche. Se alla gente si danno da mangiare 40 grammi di riso al giorno (senza contare il disagio in cui vivono: un solo fuoco, un machete, zero stoviglie, piove sempre, ecc…) certe dinamiche non si creano. La gente ha fame, si abbruttisce, è abbattuta, pensa solo e unicamente al cibo come il tossico alla pera. Alla fine si litiga incattiviti per una testa di pesce o una squallida focaccina di farina non lievitata. È logico che venga fuori il peggio, anzi secondo me è già tanto che non siano ancora volati gli schiaffi. Ieri hanno litigato su assurde questioni di principio, hanno tirato in ballo coerenza, falsità, facce e doppie facce (solito vocabolario limitato di persone molto ignoranti: ha ragione Ward), scuse e controscuse.
Anche televisivamente parlando, non è molto divertente.
Pat_
15 apr 2010 - 11:55 - #2Quanto è spocchioso sto Ward, l’ultima bella fiction italiana bella è stata Elisa di rivombrosa ????? ma in quella universo parallelo ? Poi l’ ultimo bel film italiano per lui è stato il nome della rosa ma andrebbe di corsa a fare un cinepanettone, un bel po’ contraddittorio.
phen75
15 apr 2010 - 12:17 - #3Quanti soldi avrà scucito (giustamente) a Magnolia per passare dalla minaccia di denuncia alla difesa a spada tratta?
marco.
15 apr 2010 - 12:27 - #4onestissimo e pop. lo conosco poco ma sono risposte intelligenti, mostrano forse un po’ di egoismo ma in fondo… chi non lo è?
caruli
15 apr 2010 - 12:27 - #5Avesse detto qualcosa di positivo sul cinema italiano e sulle fiction.
La risposta interessata su Elisa di rivombrosa se la poteva risparmiare.
caruli
15 apr 2010 - 12:28 - #6Ma come doppiatore è un grande!!
ValeFiore
15 apr 2010 - 13:13 - #7Un grandissimo, forse mi piace più come doppiatore che attore, anche perchè non è fisicamente affascinante, ma che voce, wow!
lothlorien
15 apr 2010 - 13:17 - #8Potrà essere spocchioso, ma non mi toccate Ward.
E’ IL doppiatore per eccellenza, e le cose che dice sugli attori italiani totalmente inascoltabili sono verità SACROSANTE.
Sulla qualità del cinema italiano mi trova del resto alquanto concorde, con le dovute eccezioni naturalmente (vedi recentemente “la prima cosa bella”).
Ma non ricordo quale è l’ultimo film italiano che mi ha fatto venire davvero i brividi come, ad esempio, “Il concerto” di Mihaileanu.
E ho citato apposta un film straniero dal budget ridotto e dagli attori poco noti, per far capire la qualità non fa rima necessariamente col badget (vedi gli americani).
Ma noi italiani produciamo delle emerite schifezze, è la verità
kooiee
15 apr 2010 - 13:27 - #9Tre film italiani veramente belli per ora mi vengono in mente Ladri di biciclette, il buono il brutto il cattivo e c’era una volta in america. Effettivamente di film recenti non mi viene in mente niente, quindi forse c’ha pure ragione.
shinichi93
15 apr 2010 - 13:29 - #10già x ammettere che pulp fiction è il film migliore che ha doppiato (e nn il gladiatore megasopravvalutatto) merita un applauso!
white
15 apr 2010 - 13:50 - #11sarà bravo e tutto il resto ma è spocchioso della madonna :)
per quel poco che ho visto, lui sull’isola sembrava recitasse di continuo boh.
nina
15 apr 2010 - 14:29 - #12Su cinema e attori italiani dice parole sacrosante.
E anche sull’ignoranza.
andra
15 apr 2010 - 15:13 - #13sante verità…ma non mi piace che nega di aver detto di fare causa alla Magnolia..
l’ho sentito io con le mie orecchie alla radio. a meno che non fosse un suo imitatore….
Greenpeas
15 apr 2010 - 15:34 - #14Cosa possono i soldi…
keenan84
15 apr 2010 - 15:52 - #15Parole dure (durissime) quelle di Ward sul cinema italiano, ma amaramente e drammaticamente vere.
s-cassy
15 apr 2010 - 16:55 - #16La parte in cui lo preferisco è quella in cui doppia Russel Crowe!!!
zoro
15 apr 2010 - 17:31 - #17un vero peccato il suo incidente, all’isola credo che sarebbe stato un grande personaggio, cmq sul cinema italiano è stato proprio duro!
Iraconda
15 apr 2010 - 21:08 - #18E’ un brontolone, ha un ego smisurato ed è sicuramente poco spontaneo…ma all’Isola sarebbe stato un grande concorrente. Ed è innegabile che possegga una delle voci più ipnotiche che abbia mai udito.
ella
15 apr 2010 - 22:20 - #19Parole sante quelle sul cinema italiano finchè dice che gli attori nun se possono sentì e che le sceneggiature sono ridicole. Se poi però dice che la fiction migliore è la rivombrosa e che andrebbe di corsa a fare il cinepanettone…
modhekna23
16 apr 2010 - 01:05 - #20Da incazzato nero a “sono tutti bravissimi” nell’organizzare le prove.
Questo mi sa che ha preso una bella vagonata di milioncini
freethinker
16 apr 2010 - 13:50 - #21Si fa fatica a considerare “Il nome della rosa” un film italiano, dal momento che è un film italo/tedesco/francese.
Regista francese, cast internazionale, titolo originale “Der Name der Rose”….