Il clan dei camorristi - prima puntata del 25 gennaio: riassunto e foto

Il clan dei camorristi prima puntata del 25 gennaio

Il clan dei camorristi - prima puntata, riassunto e foto: Siamo nel carcere di Poggioreale, dove è in corso una rivolta e una strage di malavitosi, dopo un ordine di Raffaele Cutulo, pronto a vendicarsi dei suoi nemici. Uno degli uomini che rischiano la vita in cella, tale Antonio Ruggero (Carmine Recano), viene salvato da un altro detenuto, Francesco Russo (Giuseppe Zeno) denominato O’Malese.

È il 23 novembre del 1980 e l'Italia viene devastata dal terremoto in Irpinia. Il magistrato Andrea Esposito (Stefano Accorsi), che vive e lavora a Torino, chiede di essere trasferito al Sud, nella sua terra d'origine, dove ora certamente la camorra entrerà in azione per spartirsi i soldi della ricostruzione. E infatti così sta già accadendo.

O’Malese nel frattempo esce di prigione. Vuole svoltare: niente più rapine, piccola criminalità, vuole di più. Don Antonio Vescia (Massimiliano Gallo) gli deve un favore dopo che lui ha salvato la vita, in carcere, ad Antonio, il suo braccio destro. Per questo Russo si presenta dal malavitoso con due amici, chiedendo di poter lavorare per lui. Il boss lo assolda, insieme ai suoi due amici, commissionando subito un omicidio, per vedere se “hanno le palle”. E loro naturalmente eseguono.

Il clan dei camorristi prima puntata del 25 gennaio

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Esposito invece comunica alla moglie Anna (Francesca Beggio) la sua intenzione di trasferirsi al Sud. Lei fa il medico a Torino, le dispiace lasciare il suo lavoro, ma è disposta a seguirlo, se questo è quello che lui vuole. Andrea, insieme ad Anna, torna quindi al suo paese d’origine, proprio mentre O’Malese sposa la sua fidanzata Rosa (Claudia Potenza).

Andrea ritrova suo fratello Marco (Glen Blackhall), che fa il carabiniere proprio a Castello, mentre Anna trova lavoro nell’ospedale di zona, non solo in virtù del suo importante curriculum e dei titoli, ma anche in quanto moglie di un magistrato.

Il clan dei camorristi prima puntata del 25 gennaio

Prossima vittima di O’Malese e dei suoi uomini è il vicesindaco di Castello, e per Andrea, coadiuvato dall’ispettore Notarangelo (Renato Marchetti), è il suo primo incarico. La vittima aveva denunciato l’infiltrazione della camorra negli appalti pubblici, per questo è stato fatto tacere per sempre.

Intanto O’Malese ha un nuovo obiettivo: comprare una fiorente azienda di mozzarelle di bufala, da regalare a sua moglie. Il signor Teduccio, proprietario dell’azienda, non intende però cedere, e si ritrova a fare i conti con le minacce del malavitoso, che ben presto diventano realtà quando le sue stalle vanno a fuoco.

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Le indagini sull’attentato vengono dirette dal tenente Marco Esposito e dal suo collega Labucci (Pio Stellaccio). Il proprietario dell’azienda non vuole denunciare Francesco Russo. A parlare ci pensa però la figlia dell’uomo, Patrizia (Serena Rossi).

Il giudice Esposito, con la collaborazione di Notarangelo e di Mara De Simone (Valeria Bilello), poliziotta esperta in appalti, porta avanti le indagini sull’uccisione del vicesindaco di Castello, scoprendo che dietro il suo omicidio c’è l’appalto truccato di una scuola appena costruita a cui l’uomo si era opposto.

Marco si divide tra il suo impegno nell’Arma e il suo compito di allenatore di calcio dei ragazzini della parrocchia. Intanto inizia a frequentare Patrizia, con la scusa delle indagini sull’incendio alle stalle del padre. Quest’ultimo invece fa visita al boss Vescia, per chiedergli la sua protezione, visto che a dare fuoco alla sua masseria è stato O’Malese. Don Antonio promette di intervenire, ma quando viene a sapere proprio da Russo che la figlia di Teduccio se la fa coi carabinieri si tira indietro.

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La scuola di Castello, costruita con l’appalto truccato, crolla. Muoiono due bidelli. A quel punto Esposito fa arrestare il costruttore, Criscuolo, chiedendogli di parlare e dire quello che sa. L’uomo tira quindi in ballo il boss Vescia, che viene arrestato.

Con l’arresto di Vescia si scatena una guerra tra i malavitosi per il controllo del territorio. Antonio, il braccio destro del boss, rischia la vita in un attentato, opera del clan avversario. Ma ben presto don Antonio Vescia esce dal carcere, quando in un confronto il costruttore si rimangia la precedente dichiarazione d’accusa.

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Gennaro Teduccio non può fare altro che vendere la sua casa e la sua azienda a O’Malese, dopo il voltafaccia di Vescia. Per Patrizia, benché lavori come maestra, è un duro colpo. La ragazza va subito a raccontare tutto a Marco. Quest’ultimo cerca l’aiuto di suo fratello, che però senza prove dice di non poter far nulla. Tra i due fratelli c’è quindi una forte discussione. La mattina seguente, però, Andrea va a parlare con Teduccio, che conosce da quando era bambino, per chiedergli di denunciare chi lo ha costretto a vendere. L’uomo è stanco e non vuole combattere, preferisce arrendersi.

Marco e e il suo collega Adriano sono impegnati in un posto di blocco per strada a cui O’Malese con la sua moto non si ferma. I due carabinieri lo seguono e, di fronte al rifiuto dell’uomo di presentare patente e libretto, lo arrestano. Marco in questo modo si fa un nemico pericoloso, e Andrea lo prega di tenersi lontano dai guai, visto che gli manca solo un mese di ferma per concludere il suo impegno con l’Arma.

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Il Clan di Vescia al gran completo, boss compreso, fa irruzione nella villa di don Lorenzo, il boss rivale, compiendo una strage e uccidendo tutti. Andrea sta col fiato sul collo ai camorristi, ma viene quasi subito minacciato per il suo impegno. Questo non lo ferma, ma anzi lo spinge a indagare più a fondo, scoprendo che Vescia e i suoi vogliono allungare le mani sulla ricostruzione post terremoto.

Il rapporto tra Patrizia e Marco intanto cresce, ma se lui non vede l’ora di andarsene da Castello, lei è decisa a restare nella sua terra. A quel punto il giovane carabiniere prende una decisione: restare nell’Arma e soprattutto a Castello.

Vescia, dopo essersi consultato con gli altri camorristi, decide che il giudice Esposito non si può toccare perché altrimenti rischiano di tirarsi addosso l’attenzione dei media e degli altri magistrati. Decide però che l’uomo merita una lezione, e incarica O’Malese di prendersela con il fratello del giudice, Marco, senza ucciderlo ma in modo che arrivi chiaro il messaggio.

Il clan dei camorristi prima puntata del 25 gennaio

Il giovane carabiniere è felice perché ha un appuntamento con Patrizia, per comunicarle la sua decisione di restare a Castello. Purtroppo non potrà mai dirglielo, perché Russo e uno dei suoi uomini lo raggiungono nel campo da calcio in cui allena i ragazzi, lo picchiano ferocemente e alla fine O’Malese, sebbene le indicazioni di Vescia fossero diverse, lo finisce con un colpo d’arma da fuoco.

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