
Tra poliziotti, commissari, carabinieri e medici si contano sulle dita di una mano le serie tv italiane che fanno ruotare le proprie vicende attorno ad una famiglia (una tra tutte, ricordiamo “Un medico in famiglia”, seppur contaminato di clima ospedaliero). Forse per paura di sbagliare prospettiva, forse per mancanza di idee, o semplicemente per pigrizia.
Perchè raccontare le vicissitudini di un nucleo famigliare richiede storie verosimili, personaggi forti ma non scontrosi a tutti i costi, ed un clima che sappia diventare leggero e drammatico a seconda delle situazioni da affrontare. Una sfida, che finora abbiamo visto affrontata solo dalla serialità straniera.
Chissà se con “Non pensarci” (da stasera alle 23 su Fox, canale 110 di Sky) cambieranno le cose. Intanto teniamo d’occhio questa serie in 12 episodi, prodotta da Pupkin, ITC Movie e Wilder per Fox Channels Italy e La 7 (che la trasmetterà a gennaio) e che trae ispirazione dall’omonimo film del 2008 di Gianni Zanasi, regista anche della serie tv insieme a Lucio Pellegrini (“I Liceali”), nonchè entrambi sceneggiatori. Stessa direzione, dunque, ma anche stesso cast della pellicola, che ha accettato al volo di far parte del progetto televisivo.
Ci saranno ancora, quindi, Valerio Mastandrea nei panni di Stefano Nardini, secondogenito col sogno di diventare una rockstar che torna a casa dopo la notizia che il padre Walter (Teco Celio) ha avuto un infarto. Ad accoglierlo, il fratello Alberto (Giuseppe Battiston) -l’unico ad aver seguito le orme del padre e che dirige l’azienda familiare di ciliegie sotto spirito-, la sorella Michela (Anita Caprioli), ex studentessa ora addestratrice di delfini e la madre Silvana (Gisella Burinato), costante ipocondriaca tendente alla depressione. Ma non solo.
La situazione dell’azienda non è tra le migliori, anzi: la bancarotta è sempre più vicina ed Alberto ha ormai ipotecato tutto l’ipotecabile pur di salvare la ditta di papà e non dire nulla a sua madre. Invece di tornare alla sua vita, Stefano, un po’ inconsciamente un po’ bisognoso di staccare la spina dai guai della sua vita, decide di restare e cercare di risolvere di problemi di casa.
Questo è l’attacco della serie televisiva, che nel primo episodio (in anteprima online sul sito della Fox e già presentato al Telefilm Festival 2009) risente di un po’ di lentezza narrativa, ma che pone comunque le basi del racconto negli episodi successivi. Un racconto che non risparmierà cattive notizie, faticosi lieto fine, cinici dialoghi e personaggi surreali (oltre ai già citati, ricordiamo anche l’amico di famiglia Paolo Sassanelli e la partecipazione di Luciana Littizzetto nel ruolo di Marta, parrucchiera amica di Silvana).
Ed il luogo d’azione non sarà più un ambulatorio o una caserma, ma l’apparente accoglienza di un focolare domestico. Con “Non pensarci”, insomma, la famiglia disfunzionale alla “Arrested development” arriva anche da noi. Ora non ci resta che vedere quanto ci rimarrà.
Corrado
18 mag 2009 - 11:31 - #1Il dottor Freiss!!!
allucination
18 mag 2009 - 11:36 - #2Vista la puntata… interessante sicuramente…
Nun se ne può più di fitions smielate!
New_AMZ
18 mag 2009 - 11:41 - #3La recitazione mi sembra di bassissima qualità…
New_AMZ
18 mag 2009 - 12:26 - #4Chiunque mi abbia messo il meno si guardi l’episodio sul sito…
gizmo3
18 mag 2009 - 13:50 - #5Il film è stato una piccola sorpresa, delicato e mai banale. Sulla serie ho qualche dubbio, anche perchè mi sembrava che la trama si fosse già esaurita, mah , vedremo…
Threepwood
18 mag 2009 - 13:58 - #6non l’ho ancora vista, ma se dovesse inserirsi sul filone di Boris non può che promettere bene…
kaisersose67
18 mag 2009 - 14:58 - #7Il film è molto bello: straordinario Giuseppe Battiston, fosse stato in America sarebbe un attore di hollywoodiana fama.
L’unico punto incomprensibile è la scelta di Mastandrea: qualcuno può dirgli che la cadenza romana non funziona su un personaggio che dovrebbe essere di origine romagnola?
Certo la scelta su di lui cade un pò per la sua naturale introversione che caratterizza il personaggio, ma sinceramente fa un pò ridere quando lo si ascolta…
E qui vien sempre alla mente il mitico regista Renè di Boris quando ineiva contro gli attori della sua soap e in particolare rivolto alla protagonista: “E’ una cagna!!!!”.
Per il resto la storia è notevole e direi una versione nostrana di AMERICAN BEAUTY.
ella
18 mag 2009 - 22:26 - #8le premesse (figlio che torna per il funerale del padre, poi resta a lavorare nell’azienda di famiglia col fratello, madre nevrotica,ecc) sembrano prese pari-pari da Six feet under