Home La7 Il ciclone Beppe Grillo confonde Ilaria D’Amico: “Non dovevo invitarlo ad Exit. Chiedo scusa a La7 e ai telespettatori”

Il ciclone Beppe Grillo confonde Ilaria D’Amico: “Non dovevo invitarlo ad Exit. Chiedo scusa a La7 e ai telespettatori”

Ilaria D’Amico pentita di aver invitata Beppe Grillo ad “Exit”. Il guru genovese è “accusato” per le intemperanze mostrate durante la sua orazione civica in diretta televisiva, durante la quale ha avuto da ridire, com’è nel suo stile, contro chiunque, anche contro Telecom Italia Media, editore di La7. Puntuale ma, per i miei personalissimi gusti

pubblicato 3 Aprile 2009 aggiornato 6 Settembre 2020 00:48

Ilaria D’Amico pentita di aver invitata Beppe Grillo ad “Exit”. Il guru genovese è “accusato” per le intemperanze mostrate durante la sua orazione civica in diretta televisiva, durante la quale ha avuto da ridire, com’è nel suo stile, contro chiunque, anche contro Telecom Italia Media, editore di La7. Puntuale ma, per i miei personalissimi gusti di cronista, fin troppo aziendalista l’uscita della bella Ilaria.

“Desidero scusarmi con tutti gli spettatori, con La7, con l’Editore Telecom Italia Media, con tutte le persone citate e con gli ospiti in studio per quanto accaduto in diretta con Beppe Grillo nell’ultima puntata di Exit. Non dovevo invitarlo”.

Il problema, secondo la D’amico, sta nel fatto che Grillo avrebbe deviato da quelle che erano le argomentazioni preventivate in scaletta:

“Pensavo che la presenza di Beppe Grillo potesse rappresentare un interessante elemento di dibattito su un tema importante come la privatizzazione dell’acqua: negli accordi presi con Grillo e nella costruzione del panel degli ospiti in studio era l’argomento su cui avevamo concordato la sua presenza in diretta. Il suo intervento invece non solo ha divagato su temi molto diversi, ma non ha lasciato nemmeno spazio al dialogo. La sua assenza dal collegamento prima, il suo repentino abbandono poi, hanno infatti impedito a me qualsiasi interazione e a tutti gli ospiti eventuali repliche. Avevo creduto di poter riportare dopo tanto tempo le posizioni di Grillo all’interno di un confronto televisivo corretto dedicato a tutti i telespettatori, anche a quelli che normalmente non amano la piazza. Evidentemente mi sbagliavo”.

La D’Amico sembra aver perduto su tutti i fronti. Eccessivamente campanilista adesso, ingenua all’eccesso prima. Avallare la presenza in trasmissione di uno come Grillo, la cui incapacità al dibattito e al dialogo è pari a quella dei muti e dei sordi, e le cui tematiche sono ormai legate a filo unico e indissolubile con quelle proposte sul proprio blog, alter ego telematico del guru, senza la minima possibilità di deviare l’argomento verso le esigenze di terzi, equivale a un suicidio. Contenere uno così è complicatissimo: ci vogliono decenni di esperienza televisiva: in più l’ex comico, ad Exit, era presente solo in collegamento, quindi ancora più difficile da “dirigere”. Per discorrere con Grillo, e col “grillismo”, serve necessariamente scendere a quel livello: la D’Amico, in puntata, ha provato invece a imbrigliare lo showman con l’arma della diplomazia e della calma. Battaglia persa, com’è stato riprovato.

Insomma, una figura barbina multipla.
Rinnegare una scelta editoriale, poi, è qualcosa di particolarmente degradante, dal punto di vista professionale. Soprattutto se “Exit”, quella sera, ha ottenuto un ottimo riscontro di pubblico.

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Di seguito la prima parte dell’intervento di Grillo ad “Exit”.

Qui la seconda:

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