Aggiornamento: Ho deciso di rispondere come note a margine di questo post a alcuni - la maggior parte se non tutti, credo, eccezion fatta per i soliti facinorosi - dei commenti che sono stati lasciati a questo post. Il motivo di queste note è, evidentemente, necessità di chiarezza. Ma anche piacere e sincero interesse per il confronto dialettico e di opinione. Prendo atto del fatto che il pubblico dei lettori è più o meno spaccato in due nel giudizio di questo festival. In coda al post troverete le note-risposta, che allungano ulteriormente il brodo ma che ritengo, a questo punto, doverose.

Ieri, il Festival di Sanremo è finito, è andato bene ma fra i tre finalisti ha vinto il meno peggio. Resuscitato come evento televisivo, vivacchia nella messa in scena e muore musicalmente.
Ora, quella qui sopra è la frase che riassume questo editoriale postsanremese. Se vorrete, potrete seguirmi nel ragionamento (lungo, lo ammetto) che la genera. Diversamente - come fin troppo spesso accade - potete fermarvi lì e scatenarvi per lo slogan. In fondo, si vive anche di slogan, e quanto segue non è che un lungo chiarimento.
La tv è il mezzo di intrattenimento più pop che esista. E il Festival di Sanremo dovrebbe essere la massima espressione pop della cultura televisiva e musicale italiana. Anche Hollywood e la sua notte degli Oscar, che si consumeranno fra poco, sono pop, per esempio. Il che stabilisce da subito una potente linea di demarcazione fra il pop nostrano e il pop estero.
Eppure, dal punto di vista dell’intrattenimento, Paolo Bonolis - onore al grande merito - ha fatto il suo dovere e ha riportato il Festival a quella parvenza di evento che dovrebbe essere. Perché Paolo Bonolis è pop, e sa come fare il suo mestiere. Sebbene ritengo - confortato dal parere di molti - che la messa in scena televisiva non sia stata spettacolare quanto avrebbe potuto e dovuto.
La spettacolarizzazione è fondamentale, nel pop. Il pop è anche un concetto estetico. E come tale, e com’è noto, ciò che è pop può facilmente sfociare nel trash.
Ma se togli la spettacolarizzazione al pop, gli togli l’anima. Lo fai sopravvivere, vivacchiare.
Pop - lo sapranno bene i nostri lettori - è contrazione di popular (accidentalmente, la contrazione funziona anche in italiano, rendendo tutto più semplice da capire). Il che non dà al termine una connotazione negativa (o positiva). Pop è semplicemente ciò che è popolare, di massa. I Beatles erano pop, i Queen erano pop, e ancora, Michael Jackson, Robbie Williams - cito a caso per rendere l’idea - Madonna sono pop.
Ciò che lascia interdetti è riflettere sul parallelismo che accomuna, inevitabilmente, il pop estero - e badate bene, il sottoscritto è tutto fuorché esterofilo - a quello nostrano.
Tanto per cominciare, il senso dello spettacolo, dell’entertainment che hanno altrove, in Inghilterra e negli States, su tutti - e non cominciamo a tirar fuori la questione dei soldi, per cortesia. Sto parlando di idee - sembra non appartenerci. O forse non appartenerci più.
E poi c’è la questione musicale.
E’ davvero possibile che la massima espressione della cultura pop del nostro paese proponga un terzetto di finalisti come Marco Carta (di matrice televisiva e mediatica), Povia (di matrice bigotta e paraculista. Invito tutti a ricordare il brano Ma tu sei scemo dello stesso Povia, e poi a tornare qui e dissertar sulla sua coerenza), Sal Da Vinci (di matrice melò gigidalessiana).
Carta è figlio del talent show Amici di Maria De Filippi. Le malelingue penseranno a una combine, vista la presenza defilippica ieri sera. Noi non siamo dietrologi.
Povia invita a non prendersi sul serio ma è evidente a tutti come si prenda sul serio e come cerchi, costantemente, di andare a toccare tematiche destinate a suscitar polemiche o pietismo.
Sal Da Vinci, con tutto il rispetto, non si sa da dove esca fuori, se non da un’amicizia con D’Alessio che ha smosso i televoti della Campania tutta.
Ora. a meno che non vogliate farmi credere che il terzetto di finalisti sanremesi fosse un terzetto di star (nel qual caso, non vogliatene ma mi costringerete a praticare l’arte dell’isolazionismo), se avete avuto la pazienza di seguirmi fin qui probabilmente converrete con me.
Sul fatto che, fra i tre, scelgo Carta. Che non ha voce, che ha un brano che non è niente - come niente erano gli altri due - se non banalità. Che non è sinonimo di pop.
Lo scelgo forzatamente, come nel gioco della torre: butto giù gli altri due e mi tengo il meno peggio. Anche se, francamente, sono stufo del vittimismo italico, del ridimensionamento italiota, del nostro paesello che - lo so, sembro Marco Masini. E forse a questo punto il suo testo è ancora più condivisibile - non riesce a scegliere star nemmeno nel pop, ma si accontenta del meno peggio.
E il meno peggio non è pop. Ma è trash.
Come è trash - sia ben chiaro - anche lo snobismo intellettuale di chi vota gli Afterhours per fargli vincere il premio della critica senza poter ammettere, semplicemente, che il loro live era penoso. Cosa che in un Festival dove si canta live è quantomeno curiosa.
Come è trash questo matrimonio RAI-Mediaset che ci condurrà non si sa dove e che ieri ha avuto la sua massima espressione. Non tanto nella presenza di Maria De Filippi sul palco - quello è intrattenimento pop - quanto nel passare il figlio di Amici alla vittoria all’Ariston. Quello somiglia molto al trash.
Tutto questo grazie a un mezzo, il televoto, che illude con la sua presunta democraticità. E risparmiatemi, vi prego, la fatica di dover spiegare perché il televoto sia solo fintamente democratico. E quindi, fintamente pop.
Ecco perché mi sento di dire, generosamente, che ieri, il Festival di Sanremo è finito, è andato bene ma fra i tre finalisti ha vinto il meno peggio. Resuscitato come evento televisivo, vivacchia nella messa in scena e muore musicalmente.
Note a margine in risposta a alcuni commenti dei lettori
(1) Cerchiamo di uscire da un enorme equivoco. Se si “critica” qualcosa in senso positivo non lo si fa perché c’è un interesse in merito. Se si “critica” qualcosa in senso negativo non lo si fa per “invidia”. Questo dovrebbe essere un assunto base con il quale leggere tutti i post.
Accolgo dunque con un sorriso - e con sincero dispiacere allo stesso tempo - tutti coloro che accusano di partigianeria e/o rodimento solo quando non si trovano d’accordo con quanto scritto.
(2) Questione Afterhours. Mi piacciono globalmente. Non mi è piaciuta l’esibizione. L’ascolto - con calma - del brano registrato in studio è altra cosa. Ritengo che l’esibizione live, tuttavia, nell’ambito di una manifestazione come il Festival di Sanremo sia fondamentale. Il Paese è reale, anche nella versione da studio, non mi sembra una delle loro migliori canzoni.
(3) Sal Da Vinci. Ovviamente, sulla questione Campania ho generalizzato, e me ne scuso. Obiettivamente, si converrà che era “popolarmente” (pop) sconosciuto al grande pubblico rispetto alla stragrande maggioranza degli altri big in gara. Quanto all’informarsi, è naturale che io abbia letto le biografie ma non posso tracciare una biografia di chiunque :)
(4) Questione Marco Carta. Non lo si massacra aprioristicamente - sarebbe stupido - e non mi pare che lo si sia massacrato gratuitamente. Francamente, non mi pare di averlo nemmeno massacrato. Non più di quanto si siano massacrati gli Afterhours di cui sopra, per la qualità del live. La canzone è, evidentemente, in linea con il gusto di un certo tipo di pubblico: quello che televota. Che, come detto, non è detto sia la maggioranza degli italiani. Ma questo è il regolamento, quindi onore al vincitore.
Ciò non toglie che sia acerbo, poco paragonabile a big del pop, e che - a mio personalissimo avviso - il brano avesse ben poco di interessante. Il meno peggio fra i tre finalisti, sempre secondo la mia opinione.
(5) Chi avrei voluto sul podio. Trovo molto interessante la canzone di Francesco Renga, per quanto mi renda conto che sia “difficile”. All’ascolto dei brani “da studio” risultano molto interessanti anche la canzone di Tricarico e quella degli Afterhours - come vedete non ho molta difficoltà a giustificare le mie posizioni. Non mi dispiaceva affatto la canzone di Alexia. Opinioni e gusti, ovviamente.
(6) Gusti. Dei gusti non si discute. E proprio perché non se ne discute, è giusto discuterne, altrimenti non si può parlare di nulla e potremmo starcene tutti a casa.
(7) Sulle nuove proposte e i big che le hanno accompagnate ho già detto bene. Del resto, ho detto bene di quasi tutto il festival. Dedicherò, viste le richieste, un post specifico alle stesse.
(8) Una dedica al commentatore che si firma Felix’: la pregiudizialità, grazie al cielo, non fa parte del mio modo di argomentare. Mi pare anzi di cercare sempre, costantemente - e questa lunga serie di note credo lo dimostri - di giustificare il mio pensiero. Cosa che non è facile, con gli spazi e i tempi di un blog.
(9) Il commento di Laura Pausini alla vittoria mi pare poco interessante, non fosse altro perché Laura è direttamente interessata al progetto di Marco Carta, e non potrebbe certo dirne male. Il sottoscritto, per esempio, non ha alcun legame, né affettivo né personale con chicchessia. Ha - forse questo non è chiaro - un enorme amore per l’evento Festival di Sanremo.
(10) Morto musicalmente. Nonostante le vendite. Questo è il mio pensiero. Non credo alle vendite, non credo all’auditel come parametro qualitativo ma solo come parametro quantitativo. Posso sbagliare, ma è il mio - personale - modo di vedere le cose.
(11) Il paragone Carta-Ramazzotti. Ramazzotti vinse il festival nel 1986 con “Adesso tu”. La ricordo come se fosse stata cantata ieri. Vorrei citare, a guisa di confronto, alcuni brani del testo di “Adesso tu” e alcuni del testo di “La forza mia”, ma temo sarei accusato di selezionare a caso. Quindi, a costo di eccedere nella lunghezza, proporrò i testi di entrambe le canzoni. Se non altro per il testo, mi si concederà che il paragone è quantomeno azzardato. Non entro in altri meriti.
Adesso tu
Nato ai bordi di periferia dove i tram non vanno avanti più dove l’aria è popolare è più facile sognare
che guardare in faccia la realtà quanta gente giovane va via a cercare più di quel che ha forse perché i pugni presi
a nessuno li ha mai resi e dentro fanno male ancor di più
ed ho imparato che nella vita nessuno mai ci da di più ma quanto fiato quanta salita
andare avanti senza voltarsi mai e ci sei adesso tu
a dare un senso ai giorni miei va tutto bene dal momento che ci sei adesso tu
ma non dimentico tutti gli amici miei che sono ancora là
e ci si trova sempre più soli a questa età non sai…non sai ma quante corse ma quanti voli
andare avanti senz’arrivare mai e ci sei adesso tu
al centro dei pensieri miei la parte interna dei respiri tu sarai
la volontà che non si limita tu che per me sei già
una rivincita adesso sai chi è quell’uomo che c’è in me
nato ai bordi di periferia dove non ci torno quasi più resta il vento che ho lasciato
come un treno già passato oggi che mi sei accanto oggi che si sei soltanto
oggi che ci sei adesso tu
La forza mia
Aprire gli occhi e ritrovarti qui
E’ come aprire una finestra al sole
E’ l’emozione del salto nel vuoto che mi porta da te
Aprire gli occhi e ritrovarti qui
E’ risvegliarsi mani nelle mani
E’ un bacio ad acqua salata che ancora più sete di te mi da
Quando tutto sembrava ormai spento
Nel mio mondo cercavo te
Quando tutto sembrava finito guardando il fondo
Invece ho sentito che
Tu sarai la forza mia
La mia strada il mio domani
Il mio sole la pioggia
Il fuoco e l’acqua dove io mi tufferò
Tu sarai la forza mia
Il mio gancio in mezzo al cielo
Il colpo al cuore
All’improvviso dentro me
Dentro me
Aprire gli occhi e ritrovarti qui
Lasciarsi andare sotto il temporale
Sentire come mi manca il respiro
Se i tuoi occhi accendono i miei
Quando tutto sembrava ormai spento
Nel mio mondo volevo te
Quando tutto sembrava sbiadito
Toccando il fondo invece ho sentito che
Tu sarai la forza mia
La mia strada il mio domani
Il mio sole e la pioggia
Il fuoco e la goccia dove io mi tufferò
Tu sarai la forza mia
Il mio gancio in mezzo al cielo
Il colpo al cuore
Il paradiso dentro me
Il mio gancio in mezzo al cielo
Il colpo al cuore
Il paradiso dentro me
Dentro me
Tu sarai la forza mia
Tu sarai la forza mia
Tu sarai la forza mia
Tu sarai la forza mia dentro me
Dentro me
(12) Povia. Il fatto che sia strutturalmente identica - ma contenutisticamente aberrante, dal mio punto di vista - alla canzone di Cristicchi non è un punto di merito. Il motivo per cui la considero aberrante è che la trovo generalizzante e autocompiaciuta, figlia di un’analisi sociologica semplicistica e poco interessante. Mi direte che racconta una storia. Bene. Vi invito a ascoltare Faber: lui, sempre secondo il modo di vedere del sottoscritto, raccontava storie.
(13) Slogan. Il motivo dello slogan era una questione di semplificazione, poi ben sviscerata, credo, considerato il fatto che spesso i commentatori di TvBlog non leggono i post fino alla fine. Per esempio, questo non era un post contro Marco Carta.
E, pensa, Chihuahua, “Il Festival è finito” non era un giudizio. Era una constatazione, nel senso che ieri il Festival di sanremo 2009 è finito… :)
(14) Critica e atteggiamento. Non trovo la mia critica totalizzante e sperticata. Del resto, ho speso anche parole entusiastiche su svariate scelte e situazioni del Festival e ritengo di aver espresso una critica intellettualmente onesta e scevra da pregiudizi. Naturalmente, questo è quel che penso di aver fatto: lo sottoscriverei altre 100 volte in toto, senza vergognarmi di una sola virgola.
(15) Accontentarsi. Quel che più mi spaventa è una generalizzata tendenza all’accontentarsi, e conseguentemente al ribasso. La vedo in giro e la noto al Festival, almeno secondo la mia attitudine alla vita e all’intrattenimento. Accontentarmi non mi piace.
av-taty
23 feb 2009 - 01:14 - #201Ti appoggio e concordo in pieno ( o quasi ):P poche cose ma nel complesso hai totalmente ragione :D
Perchè Sanremo è Sanremo
23 feb 2009 - 01:43 - #202Perchè prendersela con Carta?
Prendiamocela con chi ha scritto quella canzone insulsa.
Prendiamocela con chi l’ha inserito nei BIG
Prendiamocela con chi lo vota
Lui non ha colpe.
Matteo82
23 feb 2009 - 01:46 - #203@alexxio:
Urla e “xké”… Carta è peggio dell’invasione degli ultracorpi per il suo attrarre fans paurosamente simili. Toglimi un dubbio: ascolti anche i Tokyo Hotel e li reputi un gruppone?
Lo studio sociale sul popolo k-cioè continua…
Meravigliao@
23 feb 2009 - 01:56 - #204Malaparte ma che ti meravigli a fare, l’arroganza del MAESTRO JURMAN sta facendo scuola a quanto pare
belleballe
23 feb 2009 - 02:58 - #205ragazzi italiani !! diciamo la verità !! siete un popolo di 1/2 seghe !! non avete altro da pensare !!??
belleballe
23 feb 2009 - 02:59 - #206tutti a sbavare addietro a sto fighetto !!
tenebre
23 feb 2009 - 03:18 - #207aiutoooooooo !!!!mi si sono ristretti i ragazzi!!!!
tenebre
23 feb 2009 - 03:20 - #208ohhh che bello marco mamma mia sbrotttolooo !!!
tenebre
23 feb 2009 - 03:23 - #209ma neanche mia nonna 90enne inferma con la cataratta segue sta minkionata !!! ma svegliarsi un pò che arriva la primavera!!!
abby16
23 feb 2009 - 11:17 - #210Malaparte hai ragione su tutto, ti ho sentito anche ieri mattina in radio e già condividevo.
Ormai il concetto che quantità equivalga sempre a qualità è così radicato in alcuni cervelli, che non si può pensare di azzardare una letturà diversa.
E non vale solo per la vendita dei dischi, ma per la “vendita” di molte altre cose.
cristina lucca
23 feb 2009 - 11:19 - #211QUOTO IN TUTTO…. solo che non bisogna nemmeno sparare a zero su marco carta. ha vinto perchè qualcuno lo ha votato. punto e basta….
come karima non ha vinto (purtroppo) e ha vinto invece quella filastrocca insulsa cantata dal manga
cristina lucca
23 feb 2009 - 11:20 - #212abby16 su quale radio era malaparte???
Zoro!
23 feb 2009 - 12:38 - #213il festival è più vivo che mai, WWWWWWWWW sanremo, e aspettiamoa desso il 2010, sperando in un altro grande e di sucecsso festival di sanremo!!!!
ilciakka
23 feb 2009 - 12:44 - #214Un tuffo nella realta’ televisiva (e gia’ questo e’ un ossimoro) italiana contemporanea: Sanremo l’ha vinto tale Carta Marco, nato a Canale 5 da padre in certo e mamma De Filippi.
Si celebra cosi’ un trionfo mediatico, si consuma una faida, si tenta il colpo gobbo.
Il trionfo mediatico e’ quello della De Filippi e della sua fucina di fenomeni da baraccone. E’ il trionfo di questa TV che partorisce personaggi nella maniera piu’ laida e cheap possibile, mediante spaccati di vita recitata che ci spacciano per vissuta, e speriamo non sia vera. Mediante la messa in scena di dinamiche viziate, sceneggiate terra-terra, spettacoli che semplificano fino a banalizzare e rendere masticabili anche alle larve la quotidianita’ di sentimenti e situazioni.
Una volta c’erano i fotoromanzi su Grand Hotel, adesso c’e’ il saponificio di Amici, Uomini&Donne e via dicendo, con l’aggravante (ma e’ solo la conseguenza della modernita’) che ora il laidume non termina in dieci pagine di foto patinate ma straborda nei tempi e nei media nel tentativo di farlo trasmutare in cultura pop.
Ma e’ solo marketing pop per ragazzini opportunamente educati ed ammaestrati.
La faida e’ con X-Factor, reo di aver piazzato (sempre per marketing, non per talento) una numero uno in classifica dal basso dei suoi minori ascolti. Reo di aver fallito la’ dove Amici non aveva mai avuto successo. Reo di essersi guadagnato l’etichetta di talent-show autentico, di qualita’, per un pubblico colto; contrapposto ad Amici: pecoreccio, per masse idiote, trash. E alle provocazioni si risponde, e una lobby di potere come quella della De Filippi reagisce sparando grosso, col Festival della Canzone Italiana.
Vale la pena notare come ieri, almeno per quel che ho visto io, l’antagonista Ventura sia riuscita a parlare di Sanremo per un bel po’, senza mai nominare il vincitore.
Il colpo gobbo, infine, e’ quello di imporre sul mercato (perche’ questo e’: un mercato) il marchio di Amici, la faccetta pulita di Carta Marco, l’immagine di una De Filippi talent-scout, un po’ mamma un po’ manager di una gioventu’ bella e pulita.
Di sdoganare tutto il pacchetto, cambiargli le luci, rifargli il trucco. Scartavetrare la patinatura da soap opera e spennellare il tutto per farlo rassomigliare a quell’entertainment maturo, deciso, d’alto bordo dei salotti buoni.
E siccome all’italiano piacciono le storie a lieto fine, quelle epopee un po’ tragiche un po’ eroiche in cui il debole trionfa all’ultimo secondo, e’ facile fargli bere tutto questo. E nessuno nota la fatalita’ con cui la cerimoniera della vittoria di Carta e’ proprio la sua mamma televisiva, nessuno nota come il trio dei finalisti sia stato cucito apposta per rendere fatale (e digeribile) il trionfo di Carta. Nessuno si pone il dubbio che questa consacrazione di Carta sia stata, per l’appunto, scritta sulla carta, mesi fa.
fatina 2
23 feb 2009 - 13:47 - #215Non riesco a capire perchè si debba sempre polemizzare sul successo di una persona. Questa è una cosa tutta italiana. Chi arriva primo in una gara non merita la vittoria, chi arriva ultimo è sempre il migliore. Complimenti a Marco è un ragazzo con una voce davvero bella e poi buca il video e fa tanta tenerezza. Il pubblico lo ama, questa è la cosa che conta di più. I critici hanno stroncato all’ epoca la Pausini, Luzzato fegiz stroncò Ramazzotti e Renato Zero. Marco fregatene e vai avanti, come vedi anche i più grandi sono stati criticati.
PLR
23 feb 2009 - 13:58 - #216Mi piace soffiare sulle polemiche, se sono innocue come Sanremo. Allora ecco una piccola chicca fattami notare da Luzzatto Fegiz. Proprio come avveniva anni fa, nella compilation di Sanremo le canzoni sono in ordine alfabetico tranne quella di Marco Carta, che è la prima!
Faccio notare che la compilation è uscita venerdì 20… XD
luna caprese
23 feb 2009 - 14:00 - #217Scusate tuttoi a criticare Marco, ma perchè Arisa non è così brava , non ha sta gran voce e nessuno dice niente. All’ Ariston c’è stata addirittura la standing ovation manco avesse cantato Mina. Marco paga lo scotto di aver partecipato ad Amici. La De Filippi avrebbe fatto meglio a non andare, così ha solo danneggiato Marco.
PLR
23 feb 2009 - 14:04 - #218Mi correggo immediatamente. Ho visto la playlist su internet ed ho notato che i pezzi sono in ordine alfabetico eccetto le prime 3: Marco Carta, Renga e Patty Pravo.
Che abbiano tirato ad indovinare sul risultato finale? Oppure sono saltati alcuni accordi?? ;)
sol85
23 feb 2009 - 14:16 - #219per dapink: le solite falsità per screditare la vittoria di marco carta. marco ha fan in tutta italia nn solo in sardegna.
Mary83
23 feb 2009 - 14:33 - #220Il festival quest’anno mi è piaciuto molto, tranne la finale. Per 2 motivi:
1) La serata di sabato è sta quella televisivamente - bella, con un Bonolis logorroico più del solito, una Maria De Filippi improbabile su quel palco (spero del Noce e anche Bonolis abbiano scherzato quando hanno detto che la vedrebbero benissimo a Sanremo….), un Luca Laurenti meno presente rispetto alle altre sere.
2) E poi per il vincitore, sia chiaro: mi sta molto simpatico e mi piace anche la sua voce, ma per Marco Carta, vincere Sanremo, è stato troppo, canzone carina ma non la pù bella, ed inoltre era già tanto averlo messo nei big. Lo dico sinceramente per lui: sarebbe convenuto allo stesso Carta non vincere, perchè ora in poi avrà i fucili puntati e qualche sospetto che già qualcuno ha insinuato.
tenebre
23 feb 2009 - 14:57 - #221mary 83 :la serata di sabato è sta quella televisivamente !!! ma povera cara -sei fuggita da casa giurato?
cavoletto
23 feb 2009 - 15:23 - #222caro malqaparte 1000000000 parole buttate al vento…sei un rosicone, punto!che dice invece share dopo l ennesima sconfitta della SUA mediaset nei confronti della rai???
Malaparte
23 feb 2009 - 15:35 - #223Cavoletto, grazie, il tuo commento a chiusura è MERAVIGLIOSO.
Cristina Lucca, su Radio DeeJay, come tutte le domeniche.
near
23 feb 2009 - 15:48 - #224alla fine “IL” De Filippi (perchè è uomo) c’è l’ha fatta a consacrare ALMENO UNO dei suoi sfigati (quanto ha speso Mediaset?)
francesca c.
23 feb 2009 - 16:15 - #225Non trovo nulla di trash in Sal Da Vinci, anzi lui è davvero l’essenza della musica italiana… neo-tradizionale quanto vogliamo, come i rigurgiti “neocon” dei fans di questo Povia, ma non trash né negativo. Melodia, passione, testi corretti, la linea d’alessiana è tra il meglio della musica italiana d’oggi.
sarà Heinz…ma questo folk napoletano dancereccio é proprio orribile!
Personalmente, sono stata delusa dai Big e positivamente colpita dalle nuove proposte.
F.
robbadag
25 feb 2009 - 13:05 - #226Vogliamo parlare di maria de filippi?
Il commento Marco Serra l’avrebbe dovuto inviare alla finale!
Quella donna (donna poi!!!) è la causa (insieme alla Endemol) della FINE della tv italiana e della diffusione di massa dell’idiozia pura!Infatti quella non fa nemmeno pop tv,quella fa il più trash del trash…mette scimmie in gabbia e prende per i fondelli (ma non lo dà a vedere) tutti quelli che pensano che lei gli dia una “possibilità per emergere!” E poi se non erro Bonolis è stato il direttore artistico del festival….Non capisco con che criterio abbia invitato Benigni,letto le lettere di Serra e Dacia Maraini…e poi in finale abbia invitato MARIA DE FILIPPI!E ci credo che sei suo amico bonolis…pure te,che hai condotto alcuni programmi di intrattenimento pessimi,hai dato contributo per far si che gli italiani preferiscano guardare le serie tv americane sottotitolate italiano sul pc,invece che accendere la tv!!!
Insomma a Bonolis va il merito di avermi fatto accendere la TV,a maria de filippi la colpa di avermi fatto cambiare canale (magicamente così come l’ho vista,il mio dito è andato in automatico sul telecomando!).
Paliamo delle canzoni adesso…
Patty Pravo?Il mio ragazzo ha esclamato :”Era così tirata che non riusciva nemmeno a tirare gli angoli della bocca per cantare!”…. il che la dice tutta…
Iva Zanicchi? …Torna a fare OK il prezzo è giusto,che da piccola lo vedevo e mi piaceva!!!…INNO ALLA SPREGIUDICATEZZA…poveri noi….sempre più senza valori!
Altre canzoni d altri artisti poi non se ne capiva proprio il senso!
Arisa?Ho paura che le abbiano cucito addosso un’identità non sua,con la strategia (giusta) di vincere…in uno degli zoom sui suoi occhi bellissimi,ho visto che kg di trucco coprivano il buco al naso che ha….forse mi saro’ flashata…
Sal Da Vinci?Sono NAPOLETANISSIMA e NON HO ANCORA LA MINIMA IDEA DI CHI EGLI SIA!Gigi D’Alessio poi….dovrebbe seguirlo lui il consiglio di BEGNIGNI…MITIZZIAMOLO!
Carta….raccomandatissimo….ma penso che vada premiata la decenza di non averlo nascosto,era più che palese,e almeno la canzone aveva un senso,nonchè fosse anche orecchiabile.IL MENO PEGGIO,ma figlio della nostra cultura ed è megli che non ci lamentiamo!!!E poi mi è simpatico: carina interpretazione live ven sera,ma si è giocato la voce per la finale!Ha sbagliato un sacco di attacchi…pero’ almeno è REALE!
Che dire ancora?Commento extralungo per un post molto lungo…
UN GRANDE APPLAUSO PER IL MAESTRO FEDERICA!!!Che donna…femminile,bella,brava…I maestri d’orchestra hanno davvero vinto loro il festival!
Voto al Festival di Sanremo 2009 : 7