Claudia Mori si aspettava un comunicato complimentoso da parte dei vertici Magnolia, come quello che ha fatto rinsavire Paola Perego dopo la maretta con Mediaset? Giorgio Gori, intervistato dal nostro Hit prima che scoppiasse il caso, non è il tipo da “ricatti”. E, anziché scusarsi con la signora Celentano, si mostra lui stesso “risentito”, facendole sottilmente notare di aver nutrito grandi aspettative in lei in quanto first lady. A lanciare la sua provocazione in piena regola è un’agenzia Ansa:
“E’ possibile che a Claudia Mori sia stata usata una indelicatezza, trattandosi di una signora, ma la sua reazione è del tutto fuori misura. Per una piccola cosa su cui avrebbe fatto bene a sorridere ha ricevuto abbondanti scuse. Ora da lei ci aspettiamo che sia meno ‘lenta’ e un po’ più rock”.
Una provocazione che, al di là dei risvolti musicali, richiama chiaramente il tormentone “lento-rock”, coniato dal Molleggiato Adriano nel programma Rockpolitik. Insomma, non solo la Mori non viene pregata di restare, ma dovrà essere lei a “concedersi” al format con maggior entusiasmo, se vorrà onorare la fiducia ripostale. E questo suona come uno smacco decisamente meno innocuo della “gag” di ieri, visto che viene dal patron Magnolia. Avrebbero così ragione le malelingue, secondo cui la produzione di X Factor sarebbe delusa dalla scelta di Claudia Mori come giudice e le imputerebbe il crollo di appeal del programma (spingendola così a lasciare?).
Il 29 Novembre prossimo, quando Roberto Benigni esordirà su Raiuno con il suo programma, la rete di Del Noce avrà con tutta probabilità già piazzato un grande colpo dal punto di vista degli ascolti con un evento del tutto unico: un access prime time tutto particolare affidato ad Adriano Celentano.
Raiuno è oggettivamente in difficoltà: dall’inizio del periodo di garanzia le sue trasmissioni non hanno ottenuto risultati brillanti, spesso hanno perso la sfida con Canale 5 e durante la settimana alcune serate in Prime Time sono ormai regolarmente appannaggio delle altre reti.
Il costosissimo show di Benigni, che non pare intenzionato a proporre nessuna particolare novità bensì uno schema già collaudato in teatro e nell’evento tv del 23 Dicembre 2002, con la lettura della Divina Commedia messa in parallelo con eventi legati all’attualità, è la punta di diamante del palinsesto autunnale di Raiuno, il ricco antipasto delle 13 seconde serate riservate al comico toscano.
I maligni potranno facilmente leggere la decisione di far precedere Benigni da un’estemporanea unica serata diretta e condotta dal molleggiato come “una mossa disperata” di Del Noce. In realtà il Direttore di rete e Celentano, dimenticando le polemiche e gli scontri dovuti ai contenuti dell’ultima apparizione del cantante con Rockpolitik, sembrano volersi fare un favore reciproco.
Appena tre giorni prima, infatti, arriverà nei negozi di dischi Dormi amore - La situazione non è buona l’atteso ritorno di Celentano a due anni di distanza da C’è Sempre un motivo e la serata speciale è l’occasione ideale per fare una straordinaria promozione al cd venendo (e ci sorprenderebbe molto il contrario) profumatamente retribuiti dalla Rai. La Musica di Celentano è sicuramente lenta (almeno come genere), le marchette evidentemente sono Rock.
Tanto per rinfrescarci la memoria dopo il continua vi proponiamo il video della performance di Roberto Benigni proprio a Rockpolitik con Celentano come spalla…
Continua a leggere: Raiuno: Show Celentano prima del Benigni Dantesco
Maurizio Crozza è stato insignito del premio “Arancia d’Oro“, assegnato dal Festival dell’umorismo “Cabaret amore mio 2007“. Il comico genovese, in costante ascesa dopo l’esperienza di qualche anno fa a Mai Dire Gol con la Gialappa’s, arriva decisamente da lontano. Nel 1989 fonda insieme a Marcello Cesena (Jean Claude negli ultimi Mai Dire Lunedì), Ugo Dighero, Mauro Pirovano e Carla Signoris (che diventerà sua moglie) lo storico gruppo comico dei Broncoviz, che partecipa alle prime edizione di Avanzi su Raitre.
I Broncoviz hanno un buon successo, arrivano a condurre un programma tutto loro nel 1996, il titolo, Hollywood Party, è un omaggio al film di Peter Sellers.
Il gruppo si è disgregato subito dopo e ognuno prende la sua strada. Crozza partecipa al nuovo Quelli che il Calcio, ma prima di arrivare a condurre il suo “one man show” su La7, Crozza, Italia, si fa conoscere al grande pubblico partecipando a Rockpolitik, scelto e voluto da Celentano in persona.
Lì regala alcune delle sue migliori performance iniziando una saga di maccheroniche cover nelle quali sfrutta le sue doti canore, con testi stravolti per prendersi gioco della politica.
Qui vi proponiamo quella di Bamboleo dei Gypsy King, che in occasione delle scontatissime primarie del centro sinistra diventa “Zapatero”.
Dopo il salto altri tre video che ripercorrono la carriera di Crozza: uno sketch dei Broncoviz che prende spunto dallo storico spot dell’Antica Gelateria del Corso, la parodia di Blade Runner sempre con i Broncoviz e la sua esilarante imitazione del fisico nucleare Antonino Zichici.

Domani, come da annuncio, il Molleggiato sarà ospite a Che tempo che fa, il programma di Fabio Fazio. Celentano, si sa, è una bomba televisiva e come tale è stato annunciato. Il fatto è che potrebbe anche non presentarsi nel programma, tanto ormai il meccanismo ad orologeria è già stato attivato (quando mai un ospite è stato atteso con il cronometro?) e tutti non aspettano altro che di sentirlo o comunque di vederlo. Nulla di strano: il fenomeno è culto e come tale va trattato. In questi giorni in libreria è arrivato il volume curato da Mariuccia Ciotta de Il Manifesto sul programma più controverso degli ultimi anni “Rockpolitik”. Del libro ne hanno parlato bene tutti, anche Il Giornale e infatti merita di essere letto per tanti motivi. Uno fra tanti è che di una trasmissione complessa si comprendono anche i passaggi più difficili e tutti i meccanismi che ci sono dietro. In una pagina si legge una frase di Freccero sull’uso che in un programma si fa degli inviti ai personaggi famosi. Si vociferava, infatti, che a Rockpolitik erano stati invitati tra gli altri Benedetto XVI e Bush e che tutto concorreva a fare pubblicità. Un meccanismo che a quanto pare ha funzionato molto bene. Avrà lo stesso effetto su Che tempo che fa?
All’indomani dell’ennesima puntata-evento di Viva Radio Due, che ha rivisto Fiorello in grande spolvero, mi sembra opportuno proporvi uno spunto davvero interessante dalla rubrica I Telepatici di Paolo Martini.
Il giornalista de La Stampa sottolinea la ventata di cambiamento a Raiuno, a partire dalla voglia di puntare, anche se in una veste atipica e “sregolata”, su un fuoriclasse come Fiorello. Ma non solo, visto che il Pierino nazionale sta affilando gli artigli in vista del gran ritorno a mamma Rai (in qualità di mattatore del Dopofestival) e Simona Ventura è vicina al sabato sera con un format fatto su misura per lei.
Insomma, finalmente una stagione densa di sorprese per l’ammiraglia della tv di stato, che ci tiene a rivendicare il proprio ruolo di primato.
Era l’ora che Raiuno non restasse a guardare, tenendo in serbo per i telespettatori un assetto primaverile meno ovvio, rispetto ai soliti Raccomandati o alle Notti sul Ghiaccio di turno. Mentre qualcuno teme che a farne le spese, in quest’aria di rinnovamento di pubblico, sia Raidue, con la sua vocazione di rete giovanile (mancata?), dietro la svolta cattivista della tv di Nel Noce c’è una sola grande mente: Diego Cugia.
Continua a leggere: La svolta "cattivista" di Raiuno... parte da Diego Cugia
Emerge così la notizia, fra le righe di una piccola intervista su Repubblica. Piccola quanto è piccolo lo spazio che viene dedicato alla cosa, rispetto alla sproporzione di pagina 55, dove campeggia una foto-poster di Guzzanti S. - Celentano.
Ma in quel piccolo spazio si capiscono molte cose. Beldì - che abbiamo apprezzato come regista di Quelli che… ma più volte maltrattato per Rockpolitik, dove (e anche adesso ci fa fatica accettarlo) si è fatto accreditare non come regista ma come staccacamere che garantiva la sua amichevole collaborazione al regista Celentano. E dove ha sfoggiato una regia che non so definire in altro modo se non brutta - sarà il regista di Sanremo.
Lo scrive così, Silvia Fiumarola, nell’ultima riga di un trafiletto defilato, come se niente fosse, che Beldì si farà il suo terzo - se la memoria non ci inganna - Festival di Sanremo.
Ma se fosse vero - e non abbiamo motivo per dubitarne - allora si spiega perché uno dei più bravi registi televisivi italiani in attività si sia prestato a un’amichevole collaborazione.
Nessuno fa nulla per nulla.
Gli ascolti di Rockpolitik si chiudono con un ottimo 46,4%. Sono 10 milioni e 800 mila spettatori.
Certo, solo la presenza di Benigni può far lievitare un numero già prodigioso di telespettatori al record dei record [il 49,41%]. Rimane un fatto che ascolti del genere anche un super-reality come L’Isola dei Famosi stenta a raggiungerli.
Ascolti da 1984 di orwelliana memoria.
Verrà un giorno in cui tutti guarderemo un solo magnifico unico spettacolo totale?
Non so chi abbia avuto il fegato (per gli ospiti) e la tempra (per l’orario) di seguire, ieri sera, il Porta a Porta dedicato all’ultima puntata di RockPolitik.
Già sui titoli di coda della trasmissione di Celentano si andava a sovrapporre un piccato Bruno Vespa che, con quel modo tanto democristiano di fare informazione, introduceva il tema della serata sottolineando (digrignando i denti quel tanto che bastava, dietro al sorriso ruffiano, come accade sempre nei casi di lesa maestà) che lo share maggiore era già stato raggiunto tempo prima, con la presenza-rissa in studio di Alessandra Mussolini e Katia Belillo. Quindi…
Ci sono cose in tv che non riesco a guardare.
No, non parlo dei giustamente vituperati reality, dei programmi della De Filippi o della disinformazione organizzata di Porta a Porta, Matrix e compagnia. Quel tipo di programmi lì non li guardo per scelta, tranne quando cedo al lato più perverso della mia persona ovvio, ma ce ne sono alcuni che sono per me una vera tortura.
Sono quelli che in qualsiasi forma contengano dei "dilettanti allo sbaraglio".
E’ più forte di me, non riesco a farci nulla: quando mi capita di vedere in tv una qualsiasi persona, specialmente non nota al pubblico, che viene messa o, come è più frequente, si mette in ridicolo da sola mi sento profondamente a disagio. Finisco per vergognarmi al posto suo, inspiegabilmente m’immedesimo, divento rosso, mi mordo il labbro, non guardo lo schermo, ma abbasso gli occhi sperando che quel momento finisca prima possibile.
Per fare un esempio celebre un programma come la Corrida di Corrado per me è sempre stato totalmente off-limits. Beh, mi sono reso conto che nei programmi tv, specialmente quelli Rai, ogni volta che c’è da scambiare due battute con un qualsiasi cantante straniero provo quella precisa sensazione. Stasera con Luisa Ranieri che da Celentano "intervistava" gli Eurythmics mi sono ritrovato a cambiare canale prima che la celebre (?) attrice finisse di leggere, peraltro con pessima intonazione, la tristissima prima domanda dal gobbo. Non è una bella cosa. Ecco.
Ora, non per parlar male a tutti i costi di questo programma, che ha avuto anche momenti positivi. Ma per quel che mi riguarda si potrebbe iniziare a commentarlo anche da una mezz’ora a partire dall’inizio. Ché si recita a copione, da un mese a questa parte.
Gianni Minà che partecipa al monologo rock e lento, è lentissimo.
Carlos Santana, così come gli Eurythmics che arriveranno più tardi, è in promozione da Sony BMG. Gli album escono l’11 novembre, domani, guarda la casualità.
Maurizio Crozza con i suoi numeri resta la nota più positiva di questo Rockpolitik. Chissà quando, finalmente, gli si concederà la trasmissione più volte promessa. Avrebbe dovuto partire a novembre del 2005, ma non se ne trova traccia nei palinsesti futuri. Eppure sono certo che Crozza sia maturo al punto giusto per non essere solo la chicca nel programma di qualcun altro. Chicca che poi è superiore a tutto il resto, beninteso.