MasterChef Italia 11, intervista ai giudici: “Il programma è cambiato insieme agli italiani”

MasterChef Italia 11, intervista ai giudici: “Il programma è cambiato insieme agli italiani”

MasterChef Italia 11 è pronto al debutto: il cooking show di SkyUno torna con nuovi concorrenti e con una maturità ancor maggiore.

Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli hanno parlato a TvBlog delle proprie esperienze alla vigilia di MasterChef Italia 11 e di come il programma sia cambiato nel corso degli anni. Un racconto corale, che mostra ‘in purezza’ l’alchimia e la complicità che lega i tre chef, professionisti in cucina e sul piccolo schermo.

Basta vederli insieme per capire le ragioni di un cambio, oltre alle dinamiche autoriali che si sono modificate nel tempo: i tre giudici risultano consulenti del programma, danno indicazioni importanti nella realizzazione dello stesso e delle sue prove.

“Gli autori scrivono per noi e devono essere bravi a cogliere le nostre caratteristiche, a leggere chi siamo”

dice il veterano del gruppo Bruno Barbieri, che ripercorre con noi l’evoluzione stessa del programma e del suo pubblico.

“MasterChef è cambiato come del resto sono cambiati gli italiani: nel corso del tempo abbiamo visto come lo show sia diventato più di un programma: molti si prendono rischi e cambiano vita, lasciano il proprio lavoro per dedicarsi per anni interi a prepararsi in vista delle selezioni…”.

 

MasterChef Italia 2021

“… e se facciamo prove sempre più difficili è perché abbiamo concorrenti in grado di affrontarli”

aggiunge Antonino Cannavacciuolo, che mette così in evidenza un altro aspetto caratteristico di queste ultime edizioni, ovvero un casting sempre meno rivolto ai ‘casi umani’ ma sempre più attento alla abilità in cucina, unite sì a storie importanti, che però non travalicano l’aspetto centrale della cucina.

“Se facessimo prove difficili e i concorrenti non fossero in grado di superarle sbaglieremmo noi, non loro”

dice Chef Cannavacciuolo, che nella cucina di MasterChef porta non solo le sue mani veloci, ma anche uno sguardo che riesce a cogliere l’animo dei concorrenti, oltre a tanti spunti che arrivano dagli ospiti.

“Io rubo con gli occhi in cucina da sempre: guardo e rubo. Qui a MasterChef posso rubare’ spunti dai tanti ospiti o anche vedendo i miei colleghi: abbiamo dato a ‘rubare’ un’accezione negativa, ma in questo caso rubare è imparare, pensare a soluzioni che non avrei mai immaginato, avere spunti diversi. Dai concorrenti non rubo tanto in cucina, quanto per la mia esperienza di vita: quel che imparo qui lo porto con me a casa. Ascoltando le storie di certi concorrenti mi spingono a essere un padre migliore: vado dai miei figli, li abbraccio e penso che non sarò mai quel tipo di padre che ostacola i propri figli. Solo le loro vicende umane che porto con me, che mi insegnano tanto”.

Questa combinazione di cucina e storie personali, di coinvolgimento emotivo e di rigore tecnico, di passione e ironia si trova ben incarnato in chef Giorgio Locatelli, ribattezzato in questa edizione ‘lo chef gentiluomo’. Una combinazione di ingredienti che sintetizza la chiave narrativa di questo rinato Masterchef:

“Beh, è migliorato da quando ci sono io!”

scherza con i giudici. Dei quali difficilmente potrebbe ora fare a meno, dice: MasterChef è un’esperienza non solo per i concorrenti, ma anche per i giudici.