Tagadà, Amendola rilegge il suo editoriale scritto dalla terapia intensiva e Giannini si commuove

A Tagadà Claudio Amendola rilegge l’editoriale scritto da Massimo Giannini dalla terapia intensiva lo scorso ottobre. Il giornalista si commuove

Commozione in diretta per Massimo Giannini, ospite a Tagadà nell’ultimissima puntata stagionale, promossa eccezionalmente in prima serata. Il direttore de La Stampa, intervenuto per larga parte del tempo al fianco di Claudio Amendola, ha ricordato assieme all’attore il concerto di Antonello Venditti al Circo Massimo tenuto esattamente vent’anni fa per festeggiare lo scudetto della Roma.

Una parentesi allegra che ha però preceduto un blocco tutt’altro che leggero dedicato all’emergenza covid. “Se arrivasse un marziano sulla Terra e chiedesse di raccontare cosa è accaduto, tu che gli diresti?”, ha domandato Tiziana Panella all’ex volto dei Cesaroni. Ed è a questo punto che Amendola ha sorpreso il vicino di posto: “Ho scelto parole belle e significative, parole in prima persona che mi commuovono”.

Amendola ha quindi iniziato a leggere l’editoriale che lo stesso Giannini scrisse dalla terapia intensiva lo scorso ottobre. “Oggi festeggio quattordici giorni consecutivi a letto, insieme all’ospite ingrato che mi abita dentro”, diceva il giornalista spiegando le sue condizioni di salute.

Giannini ha rapidamente capito e gli occhi, immortalati dalla regia, sono immediatamente parsi inumiditi. “Non me l’aspettavo sinceramente, grazie. Mentre risento mi commuovo anche io. Non volevo espormi, non mi piace. Ma i medici che chiamavamo eroi soffrivano, fuori si parlava di semplice influenza e di ambulanze vuote. Mi sono detto no, non va bene, proviamo a raccontare”.

Ad emozionarsi è stato pure Amendola, che ha voluto ulteriormente elogiare Giannini: “Ti abbiamo visto riapparire con un grandissimo coraggio, portavi sul viso i segni della malattia e questo per chi vive anche di immagine è segno di lealtà verso i suoi lettori e ascoltatori”.

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