Non è l’Arena, Sgarbi: “La Gruber mi ha impedito di parlare del caso Grillo”. E Giletti la punzecchia

A Non è l’Arena si parla del caso Grillo e Sgarbi provoca: “La Gruber per quattro volte mi impedì di parlarne”. Giletti: “Io non vengo invitato…”

A Non è l’Arena si parla del caso Grillo, ma i fari si accendono a sorpresa su una polemica che finisce col toccare Lilli Gruber. A scatenare la scintilla ci pensa Vittorio Sgarbi, che ricorda come la vicenda riguardante il figlio del fondatore del Movimento Cinque Stelle fosse stata da lui introdotta più volte in varie trasmissioni, ricevendo però l’immediato stop da parte dei conduttori di turno.

Nel 2019 avevi lasciato intendere che l’inchiesta che stava vivendo Grillo avesse inciso in qualche modo sulla creazione del passato governo”, fa notare Giletti al suo ospite. Sgarbi annuisce e ne approfitta per togliersi i sassolini dalle scarpe:

Non l’ho potuto dire, tutto questo mi è stato impedito. Non venivo da te, andavo spesso dalla Gruber, ho provato quattro volte, mi è stato impedito costantemente. Mi diceva: ‘No, non si può parlare…’. Provavo da Porro, dalla Palombelli. C’era l’idea di non entrare nel merito della dimensione privata. Tu oggi mi vendichi. Io vedevo il nesso fra la dimensione privata e quella che era l’attività politica di Grillo. La Gruber mi ha impedito di dirlo.

Giletti a quel punto interviene, tuttavia quella che sembra una iniziale pezza si trasforma in un ulteriore affondo: “Hai fatto un elenco di conduttori importanti, alcuni dei quali nemmeno mi invitano nei loro programmi, non per questo non li difendo. Ognuno decide nei loro programmi quali linee avere e quali personaggi invitare nella massima libertà”.

Il padrone di casa non specifica quale sia il conduttore che non lo invita nelle sue trasmissioni. Ma l’identikit della Gruber pare materializzarsi qualche istante dopo quando Giletti polemizza con gli autori, che da dietro le telecamere gli chiedono di non soffermarsi sull’argomento.

E’ inutile che dietro le telecamere mi fate ‘vai avanti’“, ribatte lui. “C’è la libertà di dire quello che si vuole. Cairo non mi ha mai chiesto in quattro anni di non dire una cosa. Se la signora Gruber non vuol parlare di tante cose ha la libertà, poi chi guarda giudicherà. Se uno invita sempre gli stessi uomini, se li tenga. Siamo sulla stessa rete, chi se ne frega, viva la libertà della Gruber e di tutti gli altri. Nessun problema”.

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