Non è l’Arena, Bassetti non vuole fare polemica sul covid e Giletti si arrabbia: “Mi è diventato politico” (Video)

Scontro a Non è l’Arena tra Massimo Giletti e Matteo Bassetti. L’infettivologo: “Parliamo anche di cose positive”. Il conduttore: “E’ diventato politico”

Uno scontro inedito e in qualche modo clamoroso. Massimo Giletti se la prende con Matteo Bassetti che a Non è l’Arena si rifiuta di innescare nuove polemiche sulla vicenda covid ad un anno preciso dall’esplosione del primo focolaio a Codogno.

Poco prima il padrone di casa si era soffermato sugli errori commessi dal governo e dai tecnici, a partire dalla chiusura e immediata riapertura dell’ospedale di Alzano Lombardo, all’interno del quale si sarebbero registrati in pochi giorni numerosi casi di positività. In seguito, Giletti aveva anche spiegato come il piano segreto sul covid non fosse più segreto grazie all’intervento di due onorevoli di Fratelli d’Italia: “Hanno portato la questione di fronte al Tar e gli ha dato ragione, questo è un Paese che secreta cose come queste, io sono basito”.

Chiamato in causa, però, l’infettivologo – ospite ricorrente nel talk di La7 -preferisce non gettare benzina sul fuoco: “Ci sono stati tanti errori in Italia e li avete messi in evidenza, ma celebrando questo anno cerchiamo di vedere anche le cose positive. Avete intervistato Casini che è appena uscito dall’ospedale e ha detto che ha trovato medici preparati. Questa è la parte buona del covid”.

Parole che fanno letteralmente Giletti (qui il video):

E’ diventato politico, la vedremo in politica a breve. Da lei non lo accetto. Ci sono persone che hanno speculato mentre migliaia di italiani morivano. Io credo che chi ha dei ruoli deve avere anche il coraggio di parlare in modo chiaro agli italiani. Voi che siete stati lì sapete delle difficoltà che ci sono e lei lo sa meglio di me. Adesso dire che è andato tutto bene no, non lo accetto, la conosco da anni. Io ho ancora l’immagine di medici che stavano lì ore ed ore con mascherine distrutte e con i politici che gli dicevano ‘bravi, bravi’ e gli davano 36 euro in busta paga. Io non sto da quella parte lì, Bassetti. Oggi, a distanza di un anno, bisogna avere il coraggio di dire che se qualcuno ha sbagliato deve pagare, perché il Paese merita che nei luoghi importanti ci siano persone competenti”.

Bassetti non si scompone, ma allo stesso tempo non indietreggia di un millimetro:

“Ha detto tutto lei, io non dico altro, io non voglio fare il politico. Sono stato invitato qui da medico, mi avete fatto delle domande e rispondo da medico, altrimenti vado via e parlano i politici che forse è meglio”.

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