Non è l’Arena: Massimo Giletti e la partita contro l’emotività

La prima puntata della nuova edizione di Non è l’Arena e la recensione.

Non è l’Arena di Massimo Giletti è tornato in onda con la solita diretta fiume di quasi cinque ore, suddivisa ordinatamente in quattro macro-argomenti: il COVID-19, il reddito di cittadinanza (con riferimento ai fratelli Bianchi, attualmente in carcere per l’omicidio di Willy) e l’INPS, l’inchiesta sulla scarcerazione dei boss in seguito all’emergenza sanitaria e il caso Mirko Scarcella che ha scelto Non è l’Arena per replicare ad un’inchiesta de Le Iene che ha fatto molto rumore nei mesi scorsi.

Non è l’Arena, dopo due edizioni nelle quali si è dato il calcio d’inizio cavalcando l’eco di due casi mediatici di gossip molto forti, quest’anno non poteva non ripartire dall’inchiesta che, oltre ad aver segnato la terza edizione del programma, ha avuto ripercussioni anche sulla vita personale del giornalista e conduttore torinese, la precitata inchiesta sulla scarcerazione dei boss mafiosi.

L’inchiesta sarà presumibilmente uno dei fil rouge di questa quarta edizione e Massimo Giletti è chiamato a giocare una partita importante che è quella contro l’emotività.

Massimo Giletti, nella prima puntata di questa sera, ha dimostrato di non aver arretrato di un millimetro dinanzi alla battaglia che ha deciso di portare avanti, riportando alla luce vicende mai del tutto chiarite di 25 anni fa e invitando in studio anche voci divergenti, mostrandosi, quindi, aperto al confronto e dando conferma della sua più volte proclamata volontà di dare spazio e voce ad opinioni e punti di vista differenti, anche agli antipodi tra loro.

È un’apertura, però, che è stata solo apparente perché il momento di massimo coinvolgimento del conduttore è arrivato proprio durante uno scambio di vedute con Gian Domenico Caiazza che, sulle pagine de Il Riformista, aveva criticato il programma di Giletti.

È un discorso che va al di là di chi ha ragione o meno: quando un interessante confronto si perde nella trappola della retorica, in cui Giletti è caduto in pieno, possiamo parlare di occasione persa, soprattutto per il telespettatore.

Ed è un peccato, ad esempio, che il conduttore non abbia utilizzato la medesima forza espressiva dinanzi al prevedibile intervento di Flavio Briatore, aiutato da domande che sono sembrate più assist che altro, dove una pandemia mondiale è stata nuovamente ridotta ad una questione di invidia da parte dei “poracci” che rosicano perché non possono andare in Costa Smeralda. Ci meritiamo di meglio.

È scontato aggiungere che l’inchiesta sulla scarcerazione dei boss è quella coinvolge maggiormente Giletti, dopo gli ultimi eventi, ma gli spazi dedicati al reddito di cittadinanza, collegato ad un caso di cronaca delicato, e all’aumento di stipendio del presidente dell’INPS, ad esempio, hanno mostrato la via corretta: pluralità di opinioni e punti di vista, pochi populismi (dipesi più da alcuni ospiti che dal conduttore), di conseguenza poca superficialità.

È difficile da chiedere anche perché alcune reazioni di Massimo Giletti sono diventate una peculiarità irrinunciabile del suo stile di conduzione ma un sano distacco emotivo non potrà far altro che portare benefici al proseguo della sua inchiesta.

Non è l’Arena: la diretta della prima puntata

01:00 Mirko Scarcella mostra un po’ di nervosismo: “Non ce l’ho con lei, Giletti. Ma quello che mi è stato fatto è troppo grande…”. Giletti propone a Scarcella di ritornare ospite la prossima settimana. Scarcella: “Il mio avvocato ha chiesto tutto il nuovo girato de Le Iene”. Fine prima puntata.

00:50 Nunzia De Girolamo: “Per diventare qualcuno, serve il contenuto. Non basta la scorciatoia”.

00:45 Laura D’Amore fa il proprio ingresso in studio, hostess di Alitalia, diventata una star di Instagram praticamente per caso. Laura D’Amore: “Ho fatto tutto da sola, senza l’aiuto di un manager”.

00:40 Mirko Scarcella fornisce la propria versione riguardo il suo ex cliente Gianni Mendes.

00:35 Mirko Scarcella e Nunzia De Girolamo continuano a discutere. Scarcella: “Ho scelto questo programma perché non volevo fare i teatrini”.

00:30 Mirko Scarcella inizia a replicare a vari punti dell’inchiesta de Le Iene. Scarcella: “Andrò avanti con la legge perché credo nella legge”.

00:25 Mirko Scarcella parla nel dettaglio anche dei bot di Instagram. Scarcella: “Ho rotto io il rapporto con Vacchi”.

00:20 Mirko Scarcella dichiara di aver denunciato Gianluca Vacchi dopo le sue dichiarazioni concesse a Radio Radio. Mirko Scarcella parla dell’algoritmo di Instagram: “Se un algoritmo viene sfruttato al meglio, un post diventa popolare”.

00:15 Mirko Scarcella: “Ho lavorato con Gianluca Vacchi, da quando aveva 3mila follower fino a quanto ne ha raggiunti 11 milioni”. Nunzia De Girolamo è critica nei riguardi di Scarcella.

00:10 Va in onda un filmato di presentazione dedicato a Mirko Scarcella. In studio, ci sono Hoara Borselli e Nunzia De Girolamo. Scarcella: “Ho intrapreso azioni legali contro le persone che mi hanno diffamato. E poi mi sono voluto affidare a questo programma per replicare”. Va in onda un filmato dedicato al fenomeno social Gianluca Vacchi.

00:05 Nell’ultimo blocco di questa prima puntata, si parla di Mirko Scarcella, finito nella bufera dopo un’inchiesta de Le Iene. Scarcella, definito il “guru di Instagram”, è in collegamento dai Caraibi.

23:55 Rita Dalla Chiesa: “Una frase che diceva spesso mio padre era questa ‘C’è il dovere e non il potere’. È una frase che appartiene ai grandi uomini”. Giletti rinnova l’invito al ministro Bonafede.

23:50 Rino Germanà: “Mi sono salvato perché ho avuto la capacità di reagire, di non rimanere impietrito. Li ho sempre guardati in faccia”.

23:40 Massimo Giletti: “I numeri uno vengono accantonati”. De Magistris: “Oggi il vero tema democratico del nostro paese è il livello di corruzione. Questo far venire meno la fiducia nello Stato. Bisogna far crescere le persone perbene nelle istituzioni e non lasciarle sole”.

23:35 Luigi De Magistris parla di “tritolo istituzionale”: “Per questo motivo, si fa bene a parlare di casi di 20, 30 anni fa”.

23:30 Rino Germanà si trova anche in studio: “Penso al mio passato e penso anche a questo. Ciò che mi rincuora è che dopo quello che mi è successo, io e mia moglie abbiamo fatto un figlio”.

23:25 Massimo Giletti inizia a parlare di Giuseppe Graviano, Matteo Messina Denaro e Leoluca Bagarella. Va in onda l’intervista di Giletti a Rino Germanà, sopravvissuto ad un agguato.

23:20 Dalla Chiesa: “Mio padre è stato lasciato solo dallo Stato quando si è trattato di combattere la mafia. È stato lasciato solo perché la mafia si trova anche nello Stato”. De Magistris: “Dobbiamo stringerci attorno a persone come Di Matteo”.

23:15 Di Matteo: “Vivo da 27 anni con la scorta e non finirò mai di ringraziare i Carabinieri. Mi chiedo spesso se ne vale la pena. È una domanda angosciante”. Si torna in studio. Dalla Chiesa: “Nelle parole di Di Matteo, ho rivisto molta della mia vita con mio padre”.

23:10 Ascoltiamo un’intercettazione tra Riina e Lorusso riguardante Nino Di Matteo. Di Matteo: “Che effetto mi fece? Ragionai da pubblico ministero. Quelle parole sarebbero state sufficienti per far condannare Riina”.

23:05 Va in onda un’intervista di Massimo Giletti a Nino Di Matteo, magistrato e consigliere CSM. Di Matteo: “Il mafioso non ha paura del carcere. Teme il carcere a vita, o una detenzione troppo lunga o il fatto di non poter continuare ad operare dal carcere”.

22:55 Avv. Caiazza: “La sospensione per motivi di salute non fa distinzione di reati”. De Magistris: “Il tema della salute c’entra fino ad un certo punto…”.

22:50 De Magistris: “Si è approfittato di una pandemia per far uscire persone pericolose. Senza questa trasmissione, ne sarebbero uscite anche altre”.

22:45 Giletti alza i toni, rivolgendosi all’avv. Caiazza: “Vedere i mafiosi a casa mi fa schifo! Dovete fare queste battaglie, non dovete attaccare i giornalisti!”. Caiazza: “Lei deve dare informazioni precise. Dire che si sta favorendo la mafia è un ragionamento insostenibile”.

22:40 Va in onda un servizio dedicato a Gino Bontempo, intervistato da Danilo Lupo.

22:35 De Magistris: “È stato fatto un favore oggettivo alle mafie”. Rita Dalla Chiesa: “Anch’io mi chiedo: perché curarli fuori dal carcere? Me lo chiedo io che ho vissuto certe cose sulla mia pelle”.

22:30 Caiazza: “Il detenuto ha diritto di essere curato”. Giletti: “Sì, ma all’interno delle strutture carcerarie”. Luigi De Magistris: “Se non ci fosse stata questa trasmissione, il paese non avrebbe saputo ciò che, di grave, stava accadendo…”.

22:25 In studio e in collegamento, ci sono Sandra Amurri, Gian Domenico Caiazza, Rita Dalla Chiesa e Luigi De Magistris. Giletti: “Oggi possiamo dire con certezza che 110 persone sono nelle loro case ma sono di più, ho questo dubbio. Il ministro Bonafede ha declinato l’invito”. L’avv. Caiazza, in passato, aveva polemizzato con la trasmissione.

22:20 Massimo Giletti: “Non è cambiato molto. In questo momento, mentre vi parlo, molti personaggi legati al sistema mafioso stanno ai domiciliari”. Va in onda un servizio andato in onda nel maggio scorso.

22:15 Merlino: “Pagate la cassa integrazione”. Masiero: “Non possiamo permetterci in questo periodo di alimentare la sfiducia”. Si passa al tema delle scarcerazioni dei boss.

22:10 Peter Gomez e Franco Bechis forniscono due versioni diverse riguardo la vicenda.

22:05 Si parla dell’aumento di stipendio di Pasquale Tridico, presidente dell’INPS. Merlino: “Bisogna dire basta al pauperismo. Se sei bravo, devi farti pagare. È il trionfo dell’ipocrisia”. Briatore: “Non si possono dare 60 mila euro a chi gestisce miliardi. Se sono bravi, li devi pagare. Va premiata la meritocrazia”.

21:55 Gomez: “Dobbiamo ridiscutere ciò che non funziona”. Franco Bechis: “In tanti altri paesi, i centri per l’impiego funzionano e in Italia no”. Merlino: “La nostra burocrazia non funziona”. Bechis: “La burocrazia è la classe politica che deve far funzionare la macchina”.

21:50 Myrta Merlino: “Mi spaventa l’idea di “argentinizzare” l’Italia, di farla mandare avanti a colpi di sussidi e redditi di cittadinanza”. Francesca Masiero: “Non si può togliere l’aiuto a chi ha bisogno di aiuto”. Briatore: “Se continuiamo a dare sussidi, la gente si abitua. La dignità di una persona è nel lavoro”.

21:45 Va in onda un secondo servizio riguardante lo stile di vita dei fratelli Bianchi, con un tentativo di intervista alla famiglia Bianchi. Peter Gomez: “I poveri esistono ma esistono anche un sacco di criminali che stanno frodando il reddito di cittadinanza. I controlli devono essere maggiori. Il reddito di cittadinanza va ridiscusso ma i poveri devono essere aiutati”.

21:40 Va in onda un servizio dedicato ai fratelli Bianchi, in carcere per l’omicidio di Willy, che percepivano il reddito di cittadinanza. In studio e in collegamento, ci sono Myrta Merlino, Franco Bechis, Francesca Masiero e Peter Gomez. Myrta Merlino: “Prima di dare il reddito di cittadinanza ai fratelli Bianchi, bastava farsi un giro su Instagram, servivano dei controlli minimi. Così, togli ogni nobiltà ad uno strumento nato per aiutare chi sta male”.

21:35 Briatore: “Sul governo, non ho cambiato idea ma l’Italia ha fatto meglio dell’Inghilterra. Boris Johnson voleva l’immunità di gregge e ci è mancato poco che morisse il pastore…”.

21:30 Briatore: “Perché della costa romagnola, non ne parla nessuno? L’attacco mediatico è aumentato quando mi sono sentito male. I positivi al Billionaire sono stati 30, sono guariti quasi tutti. Anche Mihajlovic, Bonolis hanno ricevuto un attacco vergognoso. La gente che va in Costa Smeralda sta sulle palle a tutti quanti”.

21:25 Briatore risponde per le rime a Vincenzo De Luca, utilizzando anche un linguaggio forte. Zangrillo: “C’è una base di cattiveria e invidia che non si può negare”. Briatore: “C’è stato un attacco bestiale nei riguardi della Sardegna, della Costa Smeralda e del Billionaire. Un attacco mediatico vergognoso. Ci sono stati contagi anche in altre discoteche”.

21:20 Zangrillo: “La carica virale di Flavio Briatore era minore rispetto a quella di Silvio Berlusconi. La quarantena potrebbe essere ridotta se un paziente positivo non è contagiante. Parlare solo di Coronavirus negli ospedali è ingiusto nei riguardi di chi soffre di altre patologie”. Briatore sulle prostatite: “Tutti ridono di questa cosa ma non la auguro a nessuno. Io non ci pensavo al Coronavirus perché avevo fatto il sierologico a Montecarlo. Pensavo di avere la prostatite perché l’ho avuta l’anno scorso”.

21:15 Va in onda lo sketch di Rosanna Sferrazza nei panni di Marta Virolazza. Poco dopo, Massimo Giletti si collega con Flavio Briatore. Briatore: “Mi sento bene. Non sono mai stato male veramente, nemmeno un giorno. La cosa più difficile è stata la quarantena con la Santanchè! 14 giorni sono tanti, la solitudine è una cosa tremenda”.

21:10 Zangrillo: “Berlusconi e Briatore sono stati due bravi pazienti. Il mio è un ottimismo fondato. Bisogna essere realisti e non negazionisti”.

21:00 Pregliasco: “È giusto essere ottimisti ma bisogna essere prudenti e vigili. In inverno, ci saranno numeri più alti”. Va in onda un servizio dedicato alle dichiarazioni di Matt Ridley sull’origine della pandemia. Bassetti: “È una speculazione più politica che scientifica”.

20:55 Va in onda un servizio dedicato alle dichiarazioni di Zangrillo che hanno suscitato molte polemiche quest’estate. Zangrillo: “Mi piace la politica ma non ne farò mai parte perché mi piace il mio mestiere”.

20:50 Zangrillo: “La paura non deve essere il motivo dominante. Il sistema sanitario ha le armi per essere efficace”.

20:45 Inizio trasmissione. Massimo Giletti fa il proprio ingresso in studio: “È stato un anno complicato, al di là della perdita di mio padre. Per le nostre inchieste, abbiamo pagato un prezzo alto. La paura esiste ma non deve condizionare il nostro modo di lavorare. Dobbiamo affrontare le difficoltà con il sorriso”. Si parla subito di COVID-19. In collegamento, ci sono Alberto Zangrillo, Matteo Bassetti e Fabrizio Pregliasco. Bassetti: “È un’infezione che il mondo medico ha imparato a gestire”.

Non è l’Arena: la presentazione

Non è l’Arena è il programma di approfondimento giornalistico condotto da Massimo Giletti che va in onda ogni domenica sera, su La7, a partire dalle ore 20:35.

Non è l’Arena: le anticipazioni della prima puntata

Non è l’Arena è il programma condotto da Massimo Giletti, in onda su La7, giunto alla quarta edizione.

In questa prima puntata, Massimo Giletti riprenderà l’inchiesta riguardante la scarcerazione dei boss in seguito all’emergenza sanitaria. Tra gli ospiti, troveremo Nino Di Matteo, consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura, e Rino Germanà, ex questore che, nel 1992, si salvò da un agguato ordito ai suoi danni dai boss mafiosi Matteo Messina Denaro, Leoluca Bagarella e Giuseppe Graviano.

Per quanto riguarda il tema COVID-19, invece, interverranno Matteo Bassetti, Fabrizo Pregliasco e Alberto Zangrillo.

Durante la puntata di stasera, inoltre, si parlerà anche di reddito di cittadinanza.

Questa sera, andranno in onda anche le interviste a Flavio Briatore, l’imprenditore risultato positivo al COVID-19 e che aveva criticato le misure di contenimento del virus decise dal governo, e a Mirko Scarcella, il cosiddetto “guru di Instagram” che replicherà ufficialmente dopo un’inchiesta de Le Iene andata in onda nei mesi scorsi.

Non è l’Arena: dove vederlo

La prima puntata di Non è l’Arena andrà in onda su La7 a partire dalle ore 20:35.

Il programma sarà visibile in streaming anche sul sito ufficiale di La7.

Tutte le puntate saranno successivamente disponibili sempre sul sito ufficiale di La7.

Non è l’Arena: Second Screen

Non è l’Arena è presente sul web con una sezione a parte sul sito ufficiale di La7.

Il programma condotto da Massimo Giletti ha anche una pagina ufficiale su Facebook.

Il profilo Twitter del programma, invece, è il seguente: @nonelarena. L’hashtag con il quale sarà possibile commentare la puntata di stasera, invece, è #nonelarena.

Non è l’Arena ha un profilo ufficiale anche su Instagram.

Per quanto riguarda il liveblogging, infine, l’appuntamento è a partire dalle ore 20:35 su TvBlog, magazine di Blogo.

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