La scomparsa di David Sassoli: il ricordo di Marco Frittella del Tg1

Il ricordo del capo redattore del Tg1 Marco Frittella del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli

di Hit

Una prima vita votata al giornalismo, una seconda dedicata alla politica dal sapore europeo, entrambe unite dal rigore e dalla professionalità, oltre che da un tratto umano da persona perbene.  Ci ha lasciato David Sassoli. Se n’è andato un uomo, un italiano, un giornalista il cui timbro era la gentilezza che esce tutta nel video di saluto che ha fatto lo scorso autunno per raccontare la sua malattia.

Un video che ora ha il sapore del rimpianto per una persona che se n’è andata troppo presto, come molte altre in questi terribili ultimi anni. Abbiamo chiesto ad uno dei decani della redazione del Tg1, Marco Frittella,  un suo ricordo avendolo conosciuto molto bene ed avendoci lavorato insieme per molto tempo. Ecco come Marco Frittella, attualmente impegnato nella conduzione di Unomattina, ricorda per TvBlog David Sassoli.

 

Ciao David, mio gentile amico

 

David Sassoli era innanzitutto una persona gentile. Era il suo tratto caratteristico. Non una gentilezza formale, però, ma un sentito e consapevole rispetto dell’altro e delle sue idee anche se non condivise o condivisibili. Glielo aveva insegnato suo padre Domenico, detto Mimmo, un fiorentino colto e riservato, amico di Giorgio La Pira,  che era  salito in montagna a fare il partigiano e che dopo la guerra fu a lungo direttore del Popolo, giornale della DC.

Mimmo, come David, era un uomo di poche, cortesi ma inequivocabili parole. Già, perché né il padre né il figlio abdicavano mai a loro stessi, e alle convinzioni che alimentavano la loro vita. Ho avuto la fortuna di frequentare il padre e diventare amico e poi collega del figlio. E non mi stupì quando, da presidente del Parlamento Europeo, per prendere le distanze da certe derive fascistoidi del sovranismo continentale, David citò proprio il padre che certo non era andato a rischiare la vita per ritrovarsi un’Europa ancora una volta in lotta con se stessa e i suoi mostri profondi. David ha fatto il presidente a Strasburgo con questo spirito, con questa idealità, da vero cattolico democratico. In gioventù,  insieme a Paolo Giuntella, a Pio Cerocchi, a tanti altri, aveva fatto il tifo per Benigno Zaccagnini e il rinnovamento  della presenza politica dei cattolici.

Non si è mai mosso da lì, è stato sempre coerente. Ma questo non gli ha impedito di essere anche un eccellente giornalista politico, conduttore, dirigente del Tg1: imparziale e, anche qui, rispettoso di tutti i punti di vista. Mai fazioso, sempre attento alle ragioni del servizio pubblico pagato da tutti i cittadini, anche da quelli che non la pensano come te. Ai quali andava offerto il meglio di un’informazione pubblica e pluralista. E’ per questo che il suo saluto un po’ timido ma aperto e  sincero con cui ogni sera si congedava dal pubblico del Tg1 era un pegno di lealtà con i telespettatori.

Marco Frittella