Frontiere debutta su Rai 3 col direttore Franco Di Mare

Frontiere, il programma di e con Franco Di Mare, debutta su Rai 3 con una puntata sulla corsa al vaccino anti-Covid.

Frontiere si sposta dalla seconda serata di Rai 1 al pomeriggio del sabato di Rai 3, ma alla guida c’è sempre Franco Di Mare, ora anche direttore della terza rete Rai. Torna quindi il racconto dell’attualità e il commento ai fatti più caldi che interessano non solo l’Italia, ma soprattutto l’Europa e il resto del mondo. L’obiettivo di Frontiere, come recita la sua presentazione, è quello raccontare l’Europa “e quello che resta del sogno di un continente senza confini, le barriere fisiche e spirituali che ancora separano uomini e nazioni e i luoghi dove invece si incontrano popoli, religioni e tradizioni”.

E se c’è una cosa che mai come in questo momento unisce e separa il Continente è la pandemia di Coronavirus: non a caso la prima puntata della nuova stagione – in onda questo pomeriggio, sabato 26 settembre, alle 16.45 – è dedicata allo sforzo internazionale per la realizzazione di un vaccino efficace. “Corso contro il tempo” è il titolo scelto per raccontare questa ‘missione’ collettiva, che sta unendo la comunità scientifica più di quanto riesca a fare la politica.

Un impegno per la salute pubblica, ma anche per l’economia globale che sta risentendo pesantemente delle conseguenze della pandemia tra lockdown e blocco degli spostamenti, che ha messo in ginocchio più di un settore, tra cui quello del turismo, giusto per restare in un ambito molto sensibile per l’Italia. E a proposito dell’Italia, c’è anche un laboratorio tricolore impegnato nella ricerca, nell’Agro Pontino. La questione vaccini, però, ha scatenato, come detto, questioni politiche di grande delicatezza, anche perché intorno all”industria’ del vaccino si muove un comparto che potrebbe valere intorno ai 70 miliardi di dollari.

Fra gli interventi e gli ospiti di questa prima puntata ci sono Walter Ricciardi, consigliere del Ministro Speranza per l’emergenza Covid, Ranieri Guerra dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani di Roma.