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Agcom: “Ecco cosa deve fare Dazn per evitare disservizi con le partite di Serie A”

“Dazn deve fornire a Fastweb, Vodafone, WindTre apparati di memorizzazione”. Lo afferma l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazione

Oggi l’Agcom ha preso posizione sulla questione dei diritti acquisiti da Dazn per i prossimi tre anni della Serie A. Con il duplice scopo di evitare fenomeni di congestione della rete e di prevenire i disservizi per gli abbonati e contrastare il degrado della qualità del servizio di accesso, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha adottato un Atto di indirizzo.

Insomma, da una parte l’obiettivo è tutelare i telespettatori appassionati di calcio, dall’altra evitare che gli utenti interessati ad altri contenuti vedano peggiorare la qualità della loro connessione, per ‘colpa’ del traffico legato alle partite.

Nel comunicato stampa diffuso si legge che Dazn e gli operatori di rete diversi da Tim devono definire prima dell’inizio del campionato “le modalità operative di distribuzione del traffico all’interno delle proprie reti e di gestione di eventuali malfunzionamenti“.

Di fatto viene così imposto alla piattaforma di streaming che ha acquisito i diritti del massimo campionato di calcio italiano di adottare soluzioni tecniche basate sulla CDN “Edge” (Content Delivery Network) per minimizzare il ritardo nella fruizione dei contenuti senza ridurne la qualità.

In particolare, Dazn, che si è aggiudicata i diritti in partnership con Tim, sarà chiamata a fornire agli operatori con copertura broadband nazionale dell’ordine del 15% (cioè Fastweb, Vodafone, WindTre) apparati di memorizzazione (caching) e trasmissione da integrare nelle proprie reti di trasporto (c.d. “DAZN Edge”), in numero e distribuzione geografica adeguati a gestire una quota sufficiente del traffico complessivo del servizio. Stessa misura dovrà adottare, proporzionalmente, per chi ha quote di mercato inferiori (Tiscali, Eolo, etc.).

Il campionato di Serie A inizierà il 21 agosto e si presenterà in formato ancora più spezzatino, con la possibilità (manca ancora la decisione definitiva) che addirittura le dieci partite previste per ogni giornata si giochino in dieci slot orari diversi.

Agcom ha inoltre fatto sapere che vigilerà sulle decisioni e le iniziative assunte “riservandosi di intervenire anche in via d’urgenza, ricorrendone i presupposti, a tutela degli utenti e del mercato“.