Big shots: gli uomini d’oggi, ovvero le “nuove donne”

Dopo anni ed anni in cui l’universo femminile è stato sezionato in ogni suo aspetto -dalla vita lavorativa a quella privata, dalle difficoltà di avere un figlio a quelle di tenersi stretto un fidanzato-, è arrivato il momento dei maschietti. Condannati, però, a vivere sempre in dipendenza delle donne, della quali -ammettiamolo- non possiamo fare

Big Shots
Dopo anni ed anni in cui l’universo femminile è stato sezionato in ogni suo aspetto -dalla vita lavorativa a quella privata, dalle difficoltà di avere un figlio a quelle di tenersi stretto un fidanzato-, è arrivato il momento dei maschietti. Condannati, però, a vivere sempre in dipendenza delle donne, della quali -ammettiamolo- non possiamo fare a meno.

“Big shots” (Canale5, da stasera alle 23.30, un episodio a settimana, qui la gallery) nasce proprio con quest’idea: allontanarsi apparentemente dalle donne per raccontare gli uomini, confermando quanto gli uni provengano da Marte e le altre da Venere, ma non perdendo mai di vista le relazioni e le complicazioni dei quattro protagonisti.

I protagonisti, appunto: quattro uomini al top delle loro carriere che, per un motivo o per l’altro, si ritrovano a fare i conti chi col passato, chi col presente, chi col futuro. Dei mostri dietro la scrivania, diventano però sperduti come dei pulcini appena usciti dal guscio una volta che devono affrontare una qualche questione in cui le parole “contratto”, “amministrazione” e “concorrenza” sono bandite. E chi può approfittare di questa loro debolezza? Le loro donne, ovviamente.

James (Michael Vartan, Michael Vaughn in “Alias”) ha appena raggiunto i vertici della sua azienda quando scopre una vita segreta della moglie; Duncan (Dylan McDermott, Bobby in “The Practice”) se la spassa con la ex moglie mentre cerca di creare un rapporto con la figlia e di salvarsi la pelle da uno scandalo che lo riguarda; Karl (Joshua Malina, Will in “The West Wing”) è semplicemente ingarbugliato tra una vita matrimoniale stanca ed un’amante sempre più pressante che gli farà qualche dispetto; infine, Brody (Christopher Titus) è tanto capace nel lavoro quanto succube della moglie e dei suoi capricci.

Si fanno forza l’un l’altro, soprattutto quando si incontrano al golf club -un po’ troppo spesso, a dir la verità: ma quando lavorano?- e danno spazio ai loro pettegolezzi ed alle loro paranoie. “Big shots”, insomma, ha cercato di emulare “Sex & the city” -ma nel nuovo telefilm il sesso non è al centro dell’attenzione- offrendo un nuovo punto di vista, senza però catturare l’attenzione o suscitare scalpore come Carrie e Samantha.

I personaggi raffigurati, in piena crisi di mezza età e loquaci più di qualsiasi altro uomo nella realtà, hanno un pregio ed un difetto in comune: il pregio sta nell’aver ammesso che la figura dell’uomo che “non deve chiedere mai” forse non esiste più, per quanto oggi sia occupato a farsi bello e profumarsi per la sua vanità piuttosto che per la sua compagna. Il difetto, però, sta nell’aver presentato questo nuovo ideale maschile con quattro personaggi molto simili tra di loro, che a lungo andare annoiano e stancano.

Dei 4 protagonisti, forse la sola storia che merita di essere seguita è quella di Karl, tra i due fuochi della moglie e dell’amante: con lui si ride, con gli altri ci si annoia. E non bastano le fastose scenografie, il lusso nel quale vengono immersi i personaggi -coi quali, ormai, ci si identifica sempre meno- per catturare l’attenzione, o almeno non bastano più: “Big shots” parte con delle buone premesse ma manca del coraggio necessario per prendere una sua strada e non far pensare a qualcosa di già visto, magari sotto forma di personaggi donne.

Tutto sommato, però, le 13 11 puntate in onda da stasera -le uniche prodotte, la serie è stata sospesa per bassi ascolti dalla Abc– si fanno guardare, ma senza l’ansia che arrivi la prossima puntata. Quanto dovremo aspettare per un altra serie che tenti di percorrere lo stesso filone ma che cerchi di osare un po’ di più? Non lo sappiamo, ma intanto possiamo dire addio al “macho man” e dare il benvenuto all’uomo moderno, ovvero “la nuova donna”.



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