Luciano Rispoli: ex colonna Rai a Canale Italia

Ieri sera, su Canale Italia, rete a copertura nazionale da molti poco conosciuta, è stata riproposta una puntata in replica di almeno tre mesi fa del “Tappeto volante“, programma storico di Luciano Rispoli che da TMC nel ’93 fino alla sua attuale collocazione ha attraversato 15 anni di storia della televisione. Una storia fatta di

di aleali

Luciano Rispoli

Ieri sera, su Canale Italia, rete a copertura nazionale da molti poco conosciuta, è stata riproposta una puntata in replica di almeno tre mesi fa del “Tappeto volante“, programma storico di Luciano Rispoli che da TMC nel ’93 fino alla sua attuale collocazione ha attraversato 15 anni di storia della televisione. Una storia fatta di personaggi e parole dalla quale i giovanissimi che amano la tv non possono che imparare.

Una puntata, quella trasmessa, in cui erano presenti tra gli altri il Dottor Trecca, Roberta Beta, Il divino Otelma. Si discorreva in tutta serenità di attualità, televisione e vita personale. Un salotto televisivo che ricorda più di qualsiasi altro quello di casa. Due termini erano ricorrenti: garbo ed educazione. E a differenza di quanto accade oggi in tv, nessuno recitava su copione semi concordato.

In una recente intervista rilasciata a “Sorrisi”, Luciano si toglie parecchi sassolini nelle scarpe dopo il brutto divorzio con la Rai, nonostante ci abbia lavorato per qualcosa come 40 anni, tra radio, direzione di Rai Educational e il mitico programma dell’85 “Parola Mia“, programma sulla lingua italiana riproposto sulla rete satellitare che ha diretto in una nuova edizione nel 2002 trasmessa anche su Raitre, lasciando nuovamente il segno.

Parole dure, quelle di Rispoli. Prima di tutto sull’azienda che lo ha fatto nascere e sulle sue dirigenze:

“Ho espresso più volte il mio giudizio su questa Rai disimpegnata che non fa bene al nostro Paese proponendo una completa mancanza di contenuti”.

Obiettivi della critica? Fabrizio Del Noce e Claudio “capisco solo di siderurgia” Cappon. La sua lista nera di conduttori incapaci, tanto per rincarare la dose, è molto spessa:

“Non posso vedere quell’impiegato di Raiuno… Carlo Conti. […] Un altro che trovo insopportabile è Paolo Bonolis: è spiritoso, brillante e preparato, ma mi sembra troppo supponente”.

E tra i più bravi, nessuna sorpresa:

“(Mi piace) Mike Bongiorno: adoro la sua serietà professionale. Gerry è simpatico ed affidabile. Flavio Insinna mi sembra una persona di qualità, è un signor attore, ma anche un ottimo intrattenitore, e fa il suo mestiere con onestà. […] Michele Santoro avrà anche una serie di difetti, ma il suo mestiere lo sa fare, eccome”.

Il suo desiderio? Riportare di nuovo “Parola Mia” in Rai. E come dargli torto? L’edizione più recente con Chiara Gamberale, nella sua essenzialità, batteva in interesse qualsiasi Jackpot e Alta Tensione che ci propinano oggi. E lì, senza accorgersene, si imparava pure qualcosa.

E’ davvero un peccato che un uomo 75 enne della sua esperienza e capacità non venga posizionato dove di dovere in Rai anche solo per pensare un nuovo programma. La sua sensibilità pop, ma con un occhio etico invidiabile, non potrebbe che portare buoni frutti. Un vero peccato.

In coda, le partner professionali che hanno caratterizzato da sempre il suo percorso televisivo: Roberta Capua, Melba Ruffo di Calabria, Eliana Miglio, Tania Zamparo, Michela Rocco di Torrepadula, Samantha De Grenet, Claudia Trieste, Arianna Ciampoli, Ginevra Bichi Ruspoli e oggi Rita Forte.

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