L’Arena: Eleonora Daniele spara a zero su Affari tuoi

Le quattro colombelle di Viale Mazzini (Caterina Balivo, Elisa Isoardi, Veronica Maya ed Eleonora Daniele) sono perennemente nell’occhio del ciclone generale (oltre che di questo blog). E’ opinione condivisa che qualcuna di loro abbia bruciato le tappe, qualcun’altra vada incontro a un’escalation catodica inarrestabile e più d’una abbia appena iniziato la scalata verso la piena

eleonora daniele arena gilettiLe quattro colombelle di Viale Mazzini (Caterina Balivo, Elisa Isoardi, Veronica Maya ed Eleonora Daniele) sono perennemente nell’occhio del ciclone generale (oltre che di questo blog). E’ opinione condivisa che qualcuna di loro abbia bruciato le tappe, qualcun’altra vada incontro a un’escalation catodica inarrestabile e più d’una abbia appena iniziato la scalata verso la piena consacrazione televisiva.

Tra codeste fanciulle di belle speranze, c’è n’è una, che agli occhi del sottoscritto, ha acquistato tutt’ a un tratto molti punti. E’ bastata una puntata dell’Arena, peraltro meno prevedibile del solito, per rivalutarne quantomeno la correttezza e la trasparenza di giudizio. Sto parlando della bionda padrona di casa di UnoMattina, che da diversi anni (ha debuttato in sordina nell’estate 2004) sopravvive alle levatacce pur di non sparire dalle scene. Per quanto questo presidio risulti ingombrante e faccia gola a colleghe più mature, non si può dire che la Daniele non stia facendo la gavetta, senza promozioni repentine o grosse pretese di cambiamento (prima di Uno Mattina ha anche preso parte al programma Futura City oltre ad aver interpretato piccole parti di fiction).

Salvo una conduzione-evento di Miss Italia nel Mondo, in cui comunque non era da sola ma al fianco di Giletti, per lei il buongiorno televisivo è rimasto un appuntamento fisso, più che una nuvola di passaggio verso più ambiziose vetrine. Quest’oggi, in qualità di volto della rete, ha detto la sua sul tema della puntata dell’Arena, vale a dire la crisi della cultura nel nostro Paese.

Evitando toni sdegnati dai risvolti politici – cosa che Buona Domenica non si è risparmiata neanche nella giornata del silenzio elettorale – il talk show di Domenica In ha preso spunto dalla figuraccia fatta da un manager Telecom, Luca Luciani, che in una convention ha erroneamente scambiato la disfatta di Napoleone a Waterloo per un grande successo strategico, usando per di più toni ritenuti poco consoni per un top manager. Da qui alla deriva scolastica della generazione cresciuta a pane e reality il passo è stato breve e la Daniele non ha potuto non dire la sua in tema di Gf (che le ha dato i natali catodici come concorrente ripescata della seconda edizione).

Quello che l’ha resa apprezzabile è l’onestà con cui non si sente di rinnegare il Grande Fratello, pur essendosi affermata come presentatrice istituzionale della tv di stato. Con questa stessa schiettezza sottolinea, a chi le dà tra le righe della miracolata, di aver avuto grandi difficoltà per emergere nel mondo dello spettacolo, proprio per via dell’etichetta di reduce da reality. Dunque, il Big Brother è rimasto ai suoi occhi come un punto di partenza, un esperimento sociologico tramutatosi in illusoria vetrina per il successo.

Ma, alla provocazione di Giletti su un montepremi di 500.000 euro elargito a dei fannulloni, la Daniele non ha ceduto al finto perbenismo dell’Arena che rischiava di farle sputare sul suo “primo piatto”. Anzi, ha avuto il coraggio di stigmatizzare, con ancora più spiccata indignazione, il costume di regalare la stessa cifra a chi ha indovinato un pacco. Non è da tutti ammettere una verità che va contro gli interessi della propria azienda. Non a caso, la sua affermazione ha creato un gelo in studio e lo stesso Giletti, fustigatore delle macchie altrui e dimentico dei panni sporchi in casa, ha glissato bruscamente.

Brava Eleonora: dopo averti sentito farfugliare acriticamente tutte le mattine, finalmente ti sentiamo esprimere un’opinione forte e chiara.

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