Matteo Branciamore su TvBlog: “Qualcuno mi usa per farsi pubblicità? Io penso solo al mio lavoro”

Matteo Branciamore è un ragazzo schietto, pulito. Ma non per questo anti-mucciniano, come la sua collega Alessandra Mastronardi. Se lo chiami teen idol, resta perplesso perché non ha mai giocato a fare il figo. Ha grandi modelli cinematografici, che spaziano da Gian Maria Volontè a Johnny Depp. Ma, soprattutto, è gratissimo ai Cesaroni per avergli

matteo branciamore intervista tvblogMatteo Branciamore è un ragazzo schietto, pulito. Ma non per questo anti-mucciniano, come la sua collega Alessandra Mastronardi. Se lo chiami teen idol, resta perplesso perché non ha mai giocato a fare il figo. Ha grandi modelli cinematografici, che spaziano da Gian Maria Volontè a Johnny Depp. Ma, soprattutto, è gratissimo ai Cesaroni per avergli dato l’occasione di una vita. Non gli interessa la notorietà, ma l’orgoglio di far parte di un marchio vincente. Per continuare a prestare il suo volto alla fiction di Canale 5 ha fatto molte rinunce, dalla tv al musical. Ma dice di non avere rimpianti perché sa quel che vuole, senza aver bisogno di usare certi mezzucci. Vedi Victoria Petroff, ex-Isola dei Famosi e neo-corteggiatrice di Uomini e Donne, che ha spesso usato il suo nome per farsi solo pubblicità…

Questa seconda stagione dei Cesaroni sta avendo un grande riscontro di pubblico al debutto. Voi attori che differenze avete notato sul set rispetto alla prima?

Io ho riscontrato che la serie fa più ridere, è più divertente. L’arma vincente di questa stagione è che ha più ritmo e comicità. Si vede che eravamo tutti uniti. E’ andata meglio perché siamo un gruppo già consolidato.

Parlando dell’autenticità dei Cesaroni su Tvblog, è venuto immediato il confronto con Un Medico in Famiglia, ascrivibile allo stesso genere. Girando la fiction, avete mai pensato a questo ingombrante termine di paragone?

Un medico è sicuramente diverso, anche se Publispei è un marchio di garanzia per queste fiction familiari. Noi Cesaroni abbiamo dato un senso di romanita che forse Un Medico non ha dato, pur essendo di ambientazione romana. Poi la nostra è la situazione di una famiglia allargata, particolare. Io sentivo già la percezione di un gruppo vincente quando abbiamo iniziato, era facile pensare in positivo. Ti alzi la mattina e ti trovi a lavorare con Claudio Amendola, Elena Sofia Ricci, Antonello Fassari, Max Tortora e in più un regista straordinario. E’ normale che già immagini che quella serie, se fatta bene, potrà far affezionare il pubblico.

Il segreto del successo dei Cesaroni è racchiuso soprattutto nella coppia Marco-Eva. Come siete riusciti a creare quell’alchimia che ha conquistato i telespettatori?

Abbiamo fatto vedere un lato semplice dei due personaggi. Ci premeva non essere troppo costruiti, cercare di essere veri. Marco e Eva sono due personaggi inventati a cui ti affezioni, persone che puoi vedere e toccare con mano.

matteo branciamore
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Alessandra Mastronardi, tua partner nella finzione, ha dichiarato in un’intervista che rappresentate una gioventù pulita, non mucciniana. Invece nel tuo curriculum ci sono ruoli di comparsa in tutti i più importanti film di Muccino. Che ne pensi della sua affermazione?

Non penso che Muccino ha fatto vedere ragazzi non puliti. Muccino ha sempre raccontato delle storie i cui protagonisti giovani sono veri, da Come te nessuno mai a Ricordati di me. Anche se non c’erano propriamente adolescenti nei suoi film, i ragazzi sono sempre stati raccontati in maniera vera. Certo, quello è cinema, questa è televisione. Concordo quando Alessandra dice “puliti”, ma non quando tira in ballo Muccino con un’accezione negativa.

A proposito di modelli generazionali, non temi di essere ingabbiato nel ruolo di teen idol all’italiana come molti divi dei film adolescenziali? Ti piacerebbe fare altro?

Innanzitutto non è sbagliato tentare di fare altre cose. Di certo, il nostro pubblico è lo stesso di Moccia, Tre metri sopra il cielo, Notte prima degli esami. E un filone che si è sviluppato. Per quanto mi riguarda, mi piacerebbe mettermi in discussione in ruoli sempre diversi, ma è ovvio che per ora il pubblico mi riconosce come teen idol. Poi è strana questa cosa, ritrovarmi idolo delle teenager mi fa sorridere perché sono timido su queste cose. Certo, mi piacerebbe dedicarmi ad altri progetti un giorno, ma non ho paura di restare intrappolato negli stessi ruoli ora come ora. La mia età è quella, se io ho 26 anni e ne dimostro 20 è ovvio che non posso fare il padre di famiglia.

In Piper infatti ti sei cimentato in un’esperienza un po’ diversa. Dopo il buon risultato del film tv, è vero che si pensa a una continuazione seriale? Se sì ne farai parte?

Piper è un film tv che è andato molto bene. Anche lì ero un ragazzo romano, ma meno timido e impacciato. E’ stata una bella possibilità. Io so che Piper dovrebbe diventare una serie, ne ho sentito parlare ma non posso dare l’ufficialità. Qualsiasi cosa se ne faccia, io non lo posso fare non perché non mi vada di farlo ma perché sono legato alla terza dei Cesaroni. Il Piper l’ho fatto tra i Cesaroni 1 e 2, sono riuscito a incastrare questo progetto. Purtroppo non abbiamo sempre possibilità di incastrare progetti, questa volta non sono riuscito a incastrarne nessuno tra seconda e terza serie. Mi prendo un periodo di vacanza. Un po’ di studio, un po’ di relax e poi si ricomincia. Va bene così.

Poi sei molto impegnato nella promozione del tuo cd e del libro tratto dal diario estivo di Marco ed Eva. Come vivi questo crossover multimediale che dovrebbe estendersi persino al cinema?

E’ divertente cimentarsi in più campi. E’ ovvio che un fenomeno che funziona si sviluppi in varie forme. L’esperienza è positiva, è ovvio che nessuno pretenderà chissà quali romanzi o quali poemi da un attore di 26 anni. Sono operazioni mirate anche nel linguaggio allo stesso pubblico che ti segue in tv. E’ probabile che i letterati si stiano rivoltando pensando a un libro di Marco e Eva. Però che ben venga, non c’è niente di male. A proposito della versione cinematografica dei Cesaroni, è una specie di notiziona uscita all’improvviso. Si vocifera, se ne parla. Non so se vogliono puntare solo sui giovani o su tutto il cast. Più andiamo avanti più questa voce può diventare veritiera.

Vista la tua carriera canora parallela, vorresti fare anche un musical?

Musical me ne sono stati proposti, ma ho dovuto rifiutare per i Cesaroni. Dovrei prepararmi, studiare molto di più. Per dei mesi dovrei star fermo e impegnarmi solo su quel fronte. Quando sarà il momento del musical si farà anche quello, visto che per fortuna canto e recito.

C’è un modello di attore italiano con cui ti confronti? E quali sono, invece, i tuoi attori americani preferiti?

C’era e credo che non mi ci confronterò mai fino ai 70 anni perché resta inarrivabile. Si tratta di Gian Maria Volontè. Per me è stato in assoluto in Italia il numero uno tra i primi. Come attori americani è scontato pensare a Del Niro e Marlon Brando. In questo momento mi piace tanto Johnny Depp che si mette in gioco continuamente con ruoli strani e assurdi. Se tu prendi la sua filmografia ha fatto di tutto, non sai più chi è lui, ha recitato in film sempre diversi. Ora c’è questo attore emergente, il nuovo protagonista di Indiana Jones 4 con Harrison Ford. Si chiama Shia Le Beouf. Ho visto un paio di film suoi. C’ha 21-22 anni, mi ha lasciato spiazzato per via dell’età. E’ bravissimo.

Perdonami questa parentesi di gossip finale, ma – come direbbero i Cesaroni – “ce tocca”. Ultimamente tu per primo hai ufficializzato di avere una storia con Michela Quattrociocche, qui soprannominata la figlioccia di Moccia visto che è la protagonista del suo ultimo film. Questo amore a mezzo stampa ti sta creando qualche problema nella gestione della vita privata?

Già da solo mi creavo problemi nella vita privata, si sa per chi fa questo mestiere. E’ ovvio che mi crea problemi, ma non mi interessano le questioni di gossip. Faccio una vita normale, sono libero di innamorarmi di chi voglio. Non mi toccano queste robe promozionali, a partire dalle foto che ti scattano.

Eppure c’è un’ex-partecipante dell’Isola dei Famosi, Victoria Petroff, che fa spesso il tuo nome nella lista dei suoi spasimanti…

Ecco, ne approfitto per chiarire una cosa. A proposito di questa partecipante dell’Isola dei Famosi che mi nomina, lo fa solo per farsi pubblicità, assolutamente. Ci sono tante persone senza nè arte nè parte, che non fanno gli attori. Quando non si sa chi sei e vuoi fare la televisione, che è un mezzo allucinante perché tutti vogliono farla, non sai fare niente e ti appelli a queste cose. Ci sono persone, tipo quella che stai nominando te, che vanno a raccontare le storie ai giornali. A me lascia tutto un po’ perplesso. Non c’è stato nulla, salvo delle foto che hanno fatto e con cui hanno montato la storia. Quello lo fa chi vuole avere pubblicità come la persona di cui stiamo parlando. Se tu stai con una persona hai bisogno di nominarla in televisione? Io ho ufficializzato una storia perché se ti rompono tutti e ti fanno le foto è inutile far finta di niente se la storia è vera. Non mi devo nascondere da nessuno. Dobbiamo dare meno credibilità a certi personaggi e più ad altri. Personaggi come questa persona hanno credibilità zero anche senza dire queste frasi. Vedi quello che si dice di lei o quello che scrivono. Siamo in un periodo in cui chiunque vuole arrivare sfruttando qualsiasi mezzo, pronunciando qualsiasi cosa nella interviste. Ci stiamo rovinando tutti quanti con queste storie. Il gossip è bello se suscita delle curiosità, ma quando bisogna montare dei casi per far arrivare una persona dal nulla a un minimo di fama siamo messi male. Grazie a Dio basta soffermarsi un attimo per capire chi fa un mestiere e chi ne fa un altro. L’essere famosi per molti è un obiettivo, un modo per sentirsi realizzati. Lo sappiamo tutti come funziona, pur di stare dentro quella maledetta scatola si è disposti a tutto. Io non ci sono mai passato perchè la notorietà non mi interessa, faccio il mio lavoro e basta.

Bravo Matteo! In bocca al lupo per tutto.

Verrò presto a rileggervi sul blog. Un saluto a tutti voi!

matteo branciamore

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