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Il traffico di BitTorrent? Più del 40% sono Serie Tv

I dati sono impressionanti e vanno tutti in un’unica chiarissima direzione: quasi la metà del traffico totale dei “Torrent”, l’estensione file del protocollo P2P BitTorrent, è rappresentato da episodi di Serie Tv e Tv Show in generale. Il fenomeno, noto in tutto il mondo e naturalmente anche nel nostro paese, vede diversi milioni di appassionati

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I dati sono impressionanti e vanno tutti in un’unica chiarissima direzione: quasi la metà del traffico totale dei “Torrent”, l’estensione file del protocollo P2P BitTorrent, è rappresentato da episodi di Serie Tv e Tv Show in generale. Il fenomeno, noto in tutto il mondo e naturalmente anche nel nostro paese, vede diversi milioni di appassionati effettuare download di Serie Tv già a partire dalle ore immediatamente successive alla prima messa in onda negli Stati Uniti.

I prodotti di maggior successo, da Lost a Heroes, da Desperate Housewives a Prison Break, attraverso il tramite delle centinaia di motori di ricerca dei file torrent sfiorano i 10 mln di downloads per episodio. Un fenomeno dalle proporzioni enormi rispetto al quale i Network non hanno ancora adottato una posizione di aperta ostilità, diversamente rispetto a quanto fatto in questi anni dalle case discografiche che tentano in ogni modo di bloccare il fenomeno della musica “pirata” sin dai tempi di Napster.

Le ragioni? La promozione e la pubblicità gratuita prima di tutto. Un effetto traino per le nuove serie e per quelle che “soffrono” nei ratings americani, ma anche un modo per favorire il lancio nei paesi stranieri delle decine di Telefilm che vengono “esportati” ogni anno. Un esempio? Ben 3 dei 7 episodi previsti per la seconda tormentata stagione di Jericho sono apparsi già da un paio di settimane su BitTorrent, degli inediti Pre-Air di ottima qualità privi di qualsiasi contrassegno visibile, per i quali la CBS non sembra essersi preoccupata molto. Non sono pochi gli osservatori che attribuiscono proprio al Network la responsabilità del prematuro e, sulla carta, illegale rilascio degli episodi.

Non solo, Anne Sweeney, Presidente di Disney-ABC, ammette di aver ricevuto proprio dalla pirateria l’inspirazione e la spinta a sottoscrivere l’accordo con la Apple per distribuire i suoi show attraverso iTunes. Sono quindi i temibili “pirati”, un po’ come era successo per la musica, ad indicare la direzione dello sviluppo dei canali di vendita virtuali legati ad internet alle Major.

Possibile che siano tutte rose e fiori? Possibile che i Network “televisivi” non intravedano nel p2p un nemico per gli ascolti e per le vendite dei Dvd? Al momento pare di sì.

L’atteggiamento di “non resistenza” al fenomeno pare riconoscere alla pirateria il ruolo di promuovere i prodotti ad una categoria di persone, generalmente appassionati, che difficilmente rinunciano a rivedere le Serie Tv in lingua originale e ad acquistare ugualmente i cofanetti Dvd per godere di una visione di maggiore qualità alimentando il feticismo legato al collezionismo.

Fonte: TorrentFreak

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