Giochi di ruolo: Fabiano Reffe dal reality al tribunale, Fabrizio Corona dalle sbarre alla fiction poliziesca

Coatti si nasce, alla reclusione coatta ci si arriva (con tappa obbligata nelle reti del gossip). Passare da una parte all’altra della barricata è ormai all’ordine del giorno: per un ex divo da reality sotto inchiesta c’è un furbetto del quartierino in cerca di riscatto “artistico”. Come non accorpare delle notizie fresche di giornata, che

Fabiano Reffe e Fabrizio CoronaCoatti si nasce, alla reclusione coatta ci si arriva (con tappa obbligata nelle reti del gossip). Passare da una parte all’altra della barricata è ormai all’ordine del giorno: per un ex divo da reality sotto inchiesta c’è un furbetto del quartierino in cerca di riscatto “artistico”. Come non accorpare delle notizie fresche di giornata, che rappresentano un po’ i due risvolti della stessa medaglia?

Fabiano Reffe, il ‘Fefe’ della sesta edizione del Gf con tanto di sbarre incorporate nella casa, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento all’immigrazione clandestina (come riportano anche i colleghi di Gossipblog).

Fabiano, che è stato anche tronista della trasmissione Uomini e donne condotta da Maria De Filippi, dovrà presentarsi dinanzi al Tribunale Collegiale di Frosinone il prossimo 6 maggio. La sua iscrizione nel registro degli indagati è arrivata al termine dell’operazione ‘Zeus’ messa in atto dai carabinieri del Comando provinciale lo scorso mese di luglio e che portò all’arresto di una ventina di persone. Tra queste, i titolari di alcuni night-club per i quali Fabiano Reffe, prima di intraprendere la carriera nel mondo dello spettacolo, lavorava come buttafuori (non a caso, la sua posizione sarebbe stata ritenuta dagli investigatori non marginale).

D’altro canto Fabrizio Corona, ormai scagionato da gran parte dei reati imputatigli ai tempi del ciclone Vallettopoli, si sdogana definitivamente in tv: sarà l’ispettore Tosi nella serie Tieni a me prodotta da Roberto De Laurentiis. A rivelarlo, il settimanale Diva e donna:

“E’ il mio riscatto. Mostrerò a tutti come dev’essere un bravo poliziotto”.

Uno che viene definito da Wikipedia un modello per gran parte dei ragazzi italiani, quando in più di tre mesi di reclusione, tra carcere e arresti domiciliari, ha realizzato un ottimo investimento economico, una nuova e insperata fonte di entrate quantificata in “un milione e mezzo di euro l’anno”. È il valore dei contratti che Corona ha stipulato per lo sfruttamento del marchio Corona’s, per il libro La mia prigione, per un film e per un disco rap. Ecco, uno come lui interpreterà il ruolo di chi sta dall’altra parte e dovrebbe fare giustizia. Una legge del contrappasso o il colpo di grazia finale alla deriva sociale contemporanea?

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