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PERSECUTORI SIETE DEI BOIA

Cadute con il muro di Berlino le ideologie totalitarie del Novecento, è riaffiorato lo snobismo, specie per quanto riguarda la tv. Lo snobismo, dice il vocabolario, è il comportamento di chi ostenta raffinatezza, eccentricità, cercando di imitare modelli di classi elevate o aristocratiche; di[…]

Cadute con il muro di Berlino le ideologie totalitarie del Novecento, è riaffiorato lo snobismo, specie per quanto riguarda la tv. Lo snobismo, dice il vocabolario, è il comportamento di chi ostenta raffinatezza, eccentricità, cercando di imitare modelli di classi elevate o aristocratiche; di chi manifesta disprezzo e superiorità nei confronti di ciò che viene considerato volgare, plebeo, inferiore, non stimabile.

In questo senso lo spazio della tv, specie in Italia, è il territorio di manovra per sciami di snob che massacrano programmi e personaggi televisivi sentendosi migliori. Questi snob stanno appollaiati nei giornali, nei salotti o semplicemente al bar, e tagliano e cuciono giudizi al fulmicotone su questo o quell’altro, su questa o quella trasmissione. Secondo questi costruttori di nuovi muri berlinesi si salvano solo loro che non si sentono inghiottiti o masticati dalla pochezza e dalla sporcizia del video e dei suoi addetti che ci mettono la faccia. Il povero Fausto Bertinotti (che peraltro non è povero nè di idee nè di simpatia) di recente ha protestato pubblicamente perchè gli viene rimproverato di andare a “Porta a porta” o ad “Alice” o in altre trasmissioni giudicate out dagli occhi dal palato fine degli snob. Lo stesso Gene Gnocchi che fà briciole di garbata satira con le sue contronotizie nel Tg2 della sera si è sentito richiamare all’ordine: come puoi, gli hanno detto, non renderti conto che sei in casa d’altri, una casa da cui prendere le distanze, e tu invece con le tue battute rischi di sdoganarla?

A questi casi se ne potrebbero aggiungere molti altri, la lista è lunga e va in onda ogni giorno su tutte le reti della carta stampata o dell’etere o del cavo o del satellite. E’ ovvio che sono pochi coloro che si lasciano suggestionare e subiscono ricatti (ideologici?) da critici e opinionisti che parlano quasi sempre in nome di un malinteso, infondato complesso di superiorità. E costoro- Bertinotti, o Gene o chicchessia- vanno per la loro strada, senza impressionarsi troppo ma giustamente lamentandosi del moralismo tassativo, della rappresaglia, della minaccia di interdizione nel circola evidentemente nel nda degli snob da calamo o da tastiera del pc. Le persone e i programmi vanno giudicati in rapporto alle storie personali e alla riuscita o meno degli scopi, dello stile dei programmi. Per citarli ancora: ma il buon Fausto e il buon Gene davvero possono essere considerati delle marionette manovrate da astuti manipolatori?

Mi torna in mente una frase di Leo Longanesi, proprio in queste settimane ricordato da varie parti ma sempre meno di quanto meriterebbe, la frase che dice: non è che manca la libertà, mancano gli uomini liberi. Ecco il punto. La disabitudine alla presenza e all’attività degli uomini liberi crea gli snob a gettone e a getto continuo. Costoro infine ignorano il curioso effetto del loro atteggiamento di presunta superiorità: essi con il moralismo, la spocchia e la fretta demolitrice molto spesso confermano conduttori e trasmissioni che avrebbero bisogno di analisi più sottili e precise.

Sono essi i principali responsabili di una permanenza sulla cresta dell’onda di presentatori e conduttori, e dei loro rispettivi programmi, perchè ne tessono involontariamente le lodi proprio mostrando il pollice verso a quegli uomini liberi che, se sono davvero liberi, e purtroppo sono pochi, che cercano l’occasione per uscire dal silenzio o per farsi apprezzare da un pubblico che rischia di ignorarli o semplicemente per avere l’opportunità di sperimentarsi in uno zona nuova, diversa, non confinata in una nicchia. I veri sdoganatori della mediocrità tv sono proprio gli snob che, a corto di argomenti,amano tornare sempre sullo stesso luogo del delitto, dove sono stati e sono i complici di questa mediocrità, sulle cui rovine alzano il loro piccolo potere.

Anche i boia ogni tanto si riposano. Gli snob, persecutori, sono più boia dei boia. Felici di spargere sangue velenoso. Sembra di vederli, mentre passano la lingua sulle labbra, le dita sulla parte tagliente dell’ascia o della ghigliottina. Durano perchè sono irrilevanti ma fanno sprecare inchiostro e nastri di registrazione. Ma non pensano di affogare nell’uno, o di fare un cappio con l’altro e appendersi. L’immagine macabra serve per dare un tono disincantato e ironico, parodia di un thriller, a una innocente, finale richiesta: che cada anche questo muro e si giudichino le idee o le non idee, e non se conviene o no partecipare. Libertà è partecipazione, canta sullo sfondo del panorama mediatico italiano il vecchio, caro Giorgio Gaber.

Italo Moscati

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