Mario Capanna contro Massimo Giletti: “Lancio del mio libro? Gesto nazistoide”

Le dichiarazioni a Reputescion.

La lite in diretta tv tra Mario Capanna e Massimo Giletti a L’Arena è uno di quegli episodi destinati a far parlare ancora a lungo.

Già a partire dal giorno dopo, la rissa tv è diventata un vero e proprio caso politico, con esponenti di destra e sinistra a sostenere le ragioni dell’uno e dell’altro e a paventare possibili sanzioni per il conduttore.

Nonostante siano passati un po’ di giorni, l’argomento dello scontro televisivo su Rai 1 si è riaperto grazie ad un’intervista dello stesso politico e scrittore Mario Capanna.

Infatti, dopo essere stato ospite anche al programma radiofonico La Zanzara (subito dopo i fatti) ieri è intervenuto nella prima puntata della nuova stagione (la quinta) di Reputescion, condotto dal giornalista Andrea Scanzi su La3.

Capanna ha attaccato direttamente Massimo Giletti, senza mezze misure, ancora una volta sul tema dei compensi dichiarati dal conduttore di Rai1:

La Rai spende denaro pubblico per pagare quel sedicente conduttore, 330mila euro l’anno, conduttore a tal punto incapace che dopo quella sceneggiata la Rai medesima gli ha appoppato una mega multa, con la claque pagata coi soldi del canone per applaudire le sue fregnacce.

Ma l’ex leader di Democrazia Proletaria e dei movimenti sessantottini ha anche spiegato il perché del suo intervento nella trasmissione domenicale:

Sono andato a Arena perché il conduttore lanciatore di libri e di falsi, la settimana prima ‘mea assente’ ha pronunciato ben 18 volte il mio nome e cognome attaccandomi. La profonda scorrettezza provocandomi e invitandomi di fronte a 4 milioni di spettatori ad andare da lui perchè voleva dibattere con me. L’ho accontentato a tal punto che il tapino non si è reso conto che l’ho portato al punto di perdere il controllo. Il lancio del libro? Gesto di tipo nazistoide, ci mancava che tirasse fuori l’accendino e gli desse fuoco e il quadro era completo.

Mario Capanna a Reputescion La3 ok

Infine l’affondo alla trasmissione (ma ci pare di capire che la critica sia abbastanza generalizzata):

Tutto questo significa che non siamo più di fronte alla televisione, ma alla manipolazione dove la verità viene occultata e viene semplicemente proposta una verità a pagamento di tipo populistico che è una vergogna.

Sarà questo l’atto finale di una vera e propria saga?

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