House of Cards, la terza stagione da questa sera su Sky Atlantic. Beau Willimon: “Frank Underwood si libera dalla morale, un lato di noi vorrebbe essere come lui”

Su Sky Atlantic la terza stagione di House of Cards, in contemporanea con gli Stati Uniti. Il creatore della serie tv Beau Willimon ha rivelato cosa succederà nei nuovi episodi

In contemporanea con la pubblicazione degli episodi in America, torna Frank Underwood (Kevin Spacey), alle prese con nuovi ostacoli che, però, non sembrano fargli paura: la terza stagione di House of Cards, in onda da questa sera a mezzanotte su Sky Atlantic in versione originale sottotitolata (gli episodi doppiati andranno in onda da mercoledì prossimo alle 21:10), segue ancora una volta le vicende della politica americana e del suo protagonista, la cui ambizione non si fermerà.

-Attenzione: spoiler-
Ora che Frank è diventato Presidente degli Stati Uniti, si potrebbe pensare che non abbia altro da desiderare: il creatore della serie tv Beau Willimon, intervistato da TvGuide, ha svelato che per il protagonista le sfide non sono finite:

“Per due stagioni abbiamo visto Frank e Claire (Robin Wright) scalare l’Everest. Ed ora? E’ una storia diversa quando sei in cima. La domanda è: c’è un posto più alto da salire? O si può solo scendere? Combatterai per mantenere il tuo posto in cima? E queste saranno tutte domande con cui il pubblico avrà a che fare nella terza stagione”.

Frank dovrà confrontarsi con il Congresso per quanto riguarda un progetto di riduzione della disoccupazione, e nuovi nemici, come un Presidente russo simile a Putin, che non sarà facile da tenere sotto il proprio controllo. Ma il Presidente Underwood deve anche affrontare una maggiore responsabilità:

“Parte dell’avere il potere, è anche prendere decisioni sulle nostre vite. Ora Frank è da solo, ed ha un’immensa responsabilità da caricarsi ed un sacco di pressione. Il modo in cui questa pressione sale ed il modo in cui la affronterà sarà un elemento della stagione.”

Claire non abbandonerà Frank, ma la First Lady potrebbe approfittare del suo nuovo ruolo per ottenere un vantaggio personale, che potrebbe mettere in difficoltà lo stesso Presidente:

“L’unione tra Frank e Claire è sempre stato il centro di House of Card ed è naturale che è qualcosa che continueremo ad esplorare. Penso che abbiano un matrimonio diverso da quelli di qualcun altro, e continuiamo a trovare nuovi aspetti ad ogni svolta. Certamente occupare la Casa Bianca avrà delle conseguenze in modi che non abbiamo mai visto finora. Il modo in cui queste due persone si rendono potenti l’un l’altro è un oggetto affascinante per noi, hanno una responsabilità l’una verso l’altro”.

Non temete: Frank non sarà più buono, e tornerà ad essere il crudele uomo politico che è arrivato fino allo Studio Ovale. Per Willimon, il protagonista non abbandonerà il suo piano:

“Una delle cose che rende Frank diverso è che dall’inizio ha sempre pensato a sè stesso. Non si vuole allontanare da quest’idea, e non si vede come un essere malvagio. Semplicemente pensa che il mondo vada così. O cacci o sei il cacciatore”.

Ma perchè un personaggio come Frank affascina così tanto il pubblico? Il creatore della serie tv ha una sua teoria:

“C’è un certo piacere per il pubblico nel vedere un personaggio che non si scusa per quel punto di vista o comportamento. E’ capace di liberarsi dalle regole, dalla legge e dalla moralità. Penso che a volte, molti di noi desideriamo di liberarci da cose come queste, e non possiamo farlo probabilmente per buone ragioni. Quindi, mentre molti di noi lo disprezzano per le sue azioni, hai accesso ad un lato di te stesso che desidera di essere libero come lui”.

Insomma, la terza stagione di House of Cards non sembra volersi allontanare dal clima di complotti ed intrighi che hanno reso lo show appassionante e capace di diventare un cult. L’attesa per la terza stagione è alta, tant’è che quando qualche settimana fa Netflix ha per sbaglio rilasciato alcuni episodi prima della data prestabilita, i fan hanno pensato ad un’operazione commerciale, cosa negata da Willimon, che non si dice preoccupato per lo scivolone:

“Non è stato minacciato il percorso di nessuno per la Presidenza da quella fuga di notizie. Gli errori capitano. Stiamo ancora guardando come funziona la tv via streaming, ed occasionalmente ci sono delle imperfezioni qua e là. Ciò che è stato davvero entusiasmante per me è stato l’entusiasmo. La gente è impazzita per gli episodi rilasciati in anticipo, il che mi fa pensare quanto siano entusiasti per la terza stagione. Vorrei averne il merito. Se fosse qualcosa che ho pianificato, probabilmente non lo direi”.

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House of Cards è un political thriller sviluppato da Beau Willimon, adattamento dell'omonima miniserie BBC, basata sui romanzi di Michael Dobbs, che Netflix trasmette in streaming dal primo febbraio 2013.

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