The X-Factor countdown: la campagna trionfalistica di un suicidio

Ventura De Filippi"La tv si era allontanata un po’ dalla musica e questo programma non fa altro che riavvicinarla. Si cerca il nuovo Ramazzotti o la nuova Pausini”. Anno 2002. A parlare con aria trionfante era il direttore Luca Tiraboschi, alla vigilia dell'ambiziosa Operazione Trionfo rivelatasi un tonfo. Da anni la tv rincorre il mito di rilanciare la musica, forse perché è la musica, a dispetto di ogni purismo, ad averne più bisogno. Raidue, che ha il brutto vizio di arrivare dopo Italia 1 anche nelle cause perse, coltiva nel 2008 la stessa utopia: lanciare il guanto di sfida agli amici di Maria.

Anticipazioni dell'ultima ora vogliono X Factor, format inglese coprodotto con Magnolia, in arrivo da marzo al mercoledì sera di Raidue, collocazione nuova di zecca del serale di Amici (in onda già dal 6 febbraio). La rete di Marano spera di incantarci tutti, spalmando per tutto l'anno i risultati record dell'Isola dei Famosi (e permettendosi di sfidare una macchina rodata in corsa, a poche puntate dalla finalissima).

All'appello, dunque, è confermata Simona Ventura, che a una settimana dall'annuncio dell'uscita di scena scioglie subito ogni dubbio sulle offerte per la primavera. Le è bastato davvero poco per accettare l'ennesima proposta avventata (proprio quest'anno che poteva accontentarsi del successo di Quelli che il Calcio e non strapazzarsi troppo).

D'altronde, se ogni anno non colleziona un flop nel secondo periodo di garanzia (Festival di Sanremo, Le tre scimmiette, Music Farm, Colpo di Genio) per poi riscattarsi con l'Isola successiva, non è contenta. Poteva mancare al suo fianco, come inviato, Francesco Facchinetti, reduce da una penosa conduzione di Kantabox con il benestare della regista Tiziana Martinengo?

Gli ingredienti per floppare ci sono tutti, e non perché qui si sia prevenuti o si voglia sparare a zero ancor prima del fischio d'inizio. E' che sembra di ascoltare un disco rotto o, se preferite, di assistere a una morte annunciata. Se in più ci aggiungete che alla Ventura hanno tolto il Musichiere per scarsa credibilità e che uscirà a maggio - nel bel mezzo di X Factor - un suo duetto con Cristiano Malgioglio, c'è da tremare sui propositi artistici della trasmissione.

Il nostro Italian Idol vorrebbe lanciare nuovi talenti musicali sulla falsariga del patriarca American Idol, augurandosi di sbancare le vendite discografiche per la sola forza del marchio. Non a caso, il Corriere della Sera contribuisce già a creare aria di evento pompando la versione nostrana dello show dei record, seguito da 8 milioni di spettatori in Gran Bretagna con share del 40% e contratto da un milione di sterline per il neo-vincitore Leon Jackson. Lo chiamano il potere del concorso televisivo del momento, per merito dell'ideatore Simon Cowell che detiene i diritti del format.

Peccato che dall'altra parte ci sia un programma ancora più vincente, che non nasconde di puntare sulle personalità dei ragazzi oltre che sui loro vocalizzi. Amici è la scuola più famosa della tv, nel bene o nel male. Ti fa affezionare ai suoi protagonisti attraverso un lungo viatico, che dalla vetrina del day time li accompagna un po' per volta al grande passo della prima serata. A supportarlo c'è Sky Vivo, i cui vari Celebrity fatti in casa soccombono di fronte all'appeal contagioso di Amici. E gran parte del merito va a Maria De Filippi, che ha creato una triade inaffondabile a Canale 5 e si preoccupa di coltivare il suo orticello (dall'ascolto garantito) senza strafare.

SuperSimo, invece, ha il brutto vizio di tornare sul luogo del delitto con la solita nonchalance. Come ha annunciato l'Isola 5 promettendo un taglio sociale, non è escluso che si tuffi nell'ennesimo ingaggio stonato millantando di lanciare la nuova Manuela Villa. Un'altra che, tra le tante sfortune, non ha mai avuto il successo realmente sperato.

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