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Con il sole negli occhi, su Raiuno Pupi Avati racconta gli sbarchi dei profughi attraverso la storia di un bambino

Su Raiuno Con il sole negli occhi, film-tv con protagonista una donna in crisi che decide, per ritrovare anche sè stessa, di aiutare un bambino siriano

Un’altra vicenda con al centro un bambino, per Pupi Avati (qui l’intervista di Blogo), che dopo aver girato nel 2013 Il bambino cattivo torna a realizzare un film-tv: Con il sole negli occhi, in onda questa sera alle 21:15 su Raiuno, racconta le peripezie di un bambino siriano arrivato da solo in Italia e di una donna, sola, che decide di aiutarli a ritrovare la sua famiglia.

Scritto dallo stesso Avati, da Tommaso Avati e Claudio Piersanti, con la consulenza di Donatella Parisi e Fabiana Giuliani, il film-tv è stato prodotto da Rai Fiction e da Duea Film, con il patrocinio di Unhcr e dell’Associazione Centro Astalli-Jrs Italia.

Protagonista della fiction è Carla Astrei (Laura Morante, qui l’intervista di Blogo), avvocato matrimonialista di successo, sposata con Giorgio (Paolo Sassanelli). La donna va in crisi quando il marito la lascia: Carla si ritrova sola, senza motivazione e con un desiderio di maternità, che aveva ignorato, tornare a farsi sentire.

Ad aiutarla a rialzarsi è Marhaba (Amor Faidi), bambino siriano di otto anni il cui nome, che significa “Benvenuto”, gli è stato dato poco dopo essere sbarcato a Lampedusa. Marhaba non parla, e mostra a tutti la foto di altri due bambini, i suoi fratelli. Carla decide di aiutare i volontari alle prese con i numerosi profughi che arrivano in Italia, come Marzio (Michele La Ginestra, qui l’intervista di Blogo), e decide di cercare i fratelli di Marhaba.

Scopre, così, che a Berlino sono stati adottati due bambini siriani che somigliano a quelli della foto. Si reca in Germania, dove deve decidere se lasciare che Marhaba possa incontrare i suoi fratelli, col rischio di perderlo, oppure di riportarlo in Italia con lei. Nel cast, anche Claudia Potenza nei panni di Adele, Lina Sastri interpreta Miriam, mentre Gianfranco Jannuzzo sarà Licata.

Con il sole negli occhi entra di petto nell’attualità più recente, raccontando le vicende degli sbarchi di profughi sulle coste italiane attraverso la vicenda di un bambino in cerca della propria famiglia e di una donna in crisi. Il regista ha sottolineato durante la conferenza stampa come l’umanità ora si trovi alle prese con una crisi mondiale da cui deve uscire:

“Abbiamo depredato il pianete e ora siamo alla cassa. Ci fa pagare un conto non indifferente. Ma la responsabilità è nostra e dei nostri genitori. L’Africa è stata razziata. Non si può pensare che tutto duri per sempre. Sono lusingato dal fatto che ci sia l’Unhcr”.

A proposito dell’Unhcr, Avati, inoltre, si dice orgoglioso di averne ricevuto il patrocinio:

“Dai loro racconti, dai racconti degli operatori dei Centri Astalli o da quelli della Guardia Costiera, quella massa, suddivisa immediatamente sulla stessa banchina fra chi ce l’ha fatta e chi no, l’ho scomposta in tante differenziate unità. Scoprendo che ognuno di loro ha una sua personale vicenda, un suo passato e soprattutto il sogno, di un suo personale, commovente, possibile futuro.”

Dopo Il bambino cattivo, insomma, Avati porta in tv un altro tema attualissimo e difficile da raccontare, cercando di restare ancorato alla realtà dei fatti e mostrando al pubblico una situazione di cui, oltre ai telegiornali ed ai reportage, pochi altri parlano in tv.


Con il sole negli occhi