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Shoah. I bambini hanno memoria: Stasera alle 21 su Rai Storia

Oggi, giornata della memoria, uno Speciale di “Il tempo e la storia” su Rai Storia

di Hit

Sono passati 70 anni, ma il dramma dell’Olocausto, rimane nelle menti e sopratutto nella memoria delle persone che hanno vissuto quel tragico periodo. Settanta anni fa, come oggi, l’esercito dell’Armata rossa entrò nel campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia. Milioni di vittime di quei terribili anni, uccisi dalla follia nazista, che non devono e non possono essere dimenticati. Per fortuna ci sono persone, che grazie alle loro testimonianze ci ricordano quei terribili anni. Per esempio Tatiana e Andra:

“Vennero che era ancora buio, eravamo già a letto faceva ancora freddo. Sentimmo quelle voci aspre, incomprensibili, Erano come schiaffi gelati”.

Parte da queste parole lo Speciale de Il tempo e la storia dal titolo: “Shoah. I bambini hanno memoria“. Uno speciale trasmesso da Rai Storia, stasera alle ore 21:00, in occasione del settantesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. Le due sorelle Bucci vengono deportate dai nazisti nel lager polacco nel marzo del 1944. Sono tra le più piccole. E proprio sui più piccoli, sui bambini che subirono la deportazione, su quanti non tornarono mai, punta l’obiettivo lo Speciale, con immagini dell’epoca, reportage, testimonianze dei sopravvissuti, documenti e il contributo scientifico di docenti e storici.

In studio con Massimo Bernardini ci saranno Anna Foa, della Sapienza di Roma, Bruno Maida e Giovanni De Luna, dell’Università di Torino. Insieme a loro lo storico Emilio Gentile che nella villa di Wansee, vicino a Berlino – dove nel 1942 fu concepita la “soluzione finale” della questione ebraica – racconta i “carnefici” nazisti, da Heydrich a Eichman, che restano a bere un cognac dopo aver pianificato l’Olocausto.

Immagini che si intrecciano con le testimonianze che Alessandra Tarquini, della Sapienza di Roma, raccoglie nel ghetto di Roma e a Milano incontrando Liliana Segre e Pietro Terracina, deportati – per motivi razziali – quando avevano tredici e sedici anni. Un’occasione per ricordare anche le responsabilità del fascismo, oltre che quelle del nazismo e sottolineare una parola dal suono sinistro che, spesso, accompagnava le deportazioni: indifferenza.
Diciassette milioni sono state le vittime delle persecuzioni razziste. I loro dati sono conservati a Bad Arolsen, in Germania, utilizzati dagli alleati per cercare di ridare nome e storia ai sopravvissuti, molti dei quali bambini.

E qui si apre l’ultimo capitolo dello Speciale, dedicato ai “salvati” di cui parla la professoressa Silvia Salvatici dell’Università di Teramo che incontra Rebecca Boheling, la direttrice di questo centro internazionale per ricostruire le storie di tanti bambini per i quali la liberazione dai Lager apre strade diverse: dai difficili ricongiungimenti familiari all’adozione, dall’affidamento a parenti all’orfanotrofio.

Quest’ultima è la sorte che tocca anche alle sorelle Tatiana e Andra Bucci: a loro il compito di chiudere lo speciale, e il circolo di una memoria che non si spezza. Da Auschwitz a Praga, poi a Lingfield, in Inghilterra. Dove apprendono che la madre è ancora viva. E riescono a tornare alla propria famiglia.

La memoria è tutto e l’unico modo per non perderla, è tramandarla. Il compito in questo senso del servizio pubblico radiotelevisivo nel programma di stasera, verrà compiuto dalle ore 21 su Rai Storia.

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