Star Cube: Claudio Cecchetto e Amadeus hanno pronto il loro talent Forte Forte Forte. Fermateli!

Dopo il talent a misura di Raffaella Carrà, ecco il Forte Forte Forte di Claudio Cecchetto: Star Cube. Chi investirà mai sull’attitude show?

“Tutte le grandi star hanno costruito il loro successo anche sull’immagine. Perché… la voce non è tutto. Star Cube è il primo attitude show dove l’impatto visivo, la personalità e l’atteggiamento contano”.

Per un Forte Forte Forte che si è mangiato tutto il budget di Rai1, facendola crollare al 13%, è già pronto un altro surrogato autoreferenziale. Dopo l’onnipotenza post The Voice di Raffaella Carrà è in agguato “l’ho inventato io” di Claudio Cecchetto, a cui non basta più annuire – pagato ben profumatamente – alla recite dell’oratorio di Roberto Cenci.

No, anche il noto talent scout – come aveva già anticipato nel 2013 – vuole il talent griffato tutto suo. E ha già un nome e delle pillole pronte, che sono state messe improvvidamente su Youtube.

Il nome, già registrato? Star Cube. Il logo è malauguratamente giallo come quello di Forte Forte Forte e lo ricorda tantissimo nella mission “noi siamo meglio”. Come anche assomiglia al talent della Carrà in altri obiettivi-fuffa. Laddove la Carrà cerca la star quality, Cecchetto vuole l’attitude. In entrambi i casi non conta il talento tecnico e, come la Carrà cerca il nuovo Fiorello, Cecchetto cerca il nuovo Jovanotti (ricordandoci di aver inventato lui Fiorello, oltre agli 883 e Sandy Marton).

A chiarire meglio il concept del programma, che si presenta come l’anti-TheVoice, è stato lo stesso Cecchetto in una recente intervista:

“È il contrario di The Voice. Nella prima fase, il concorrente è chiuso in un cubo di plexiglas. I giudici vedono il suo look e ne seguono il labiale e le movenze, ma non lo sentono cantare. Un giornalista lo intervisterà, poi si esibirà, e alle spalle invece della scenografia ci sarà il suo servizio fotografico. Un progetto molto al passo con i tempi”.

L’equivoco dietro l’angolo è che, con la scusa che tanto non conta la voce (detto dal papà dei deejay italiani fa ridere), ai casting potrebbe presentarsi qualsiasi smandrappato che ha tirato fuori la genialata dall’armadio (ma senza alcun tipo di contenuto e spessore anche umano).

StarCube ha già un conduttore pronto alla rampa di lancio, ovvero un altro vecchio amico di Cecchetto. Stiamo parlando di Amadeus, che si è già prestato ai primi promo.

Il punto è… chi comprerà una roba simile, dopo il precedente da non ripetere sulla Rai? Abbiamo capito che un talent frutto del mero ego del proprio ispiratore rischia di diventare una sua statua da salotto a proprio uso e consumo. Per i talent ben riusciti abbiamo bisogno di Simon Cowell, di macchine autorali rodate, dei soldi di Sky o della credibilità di Maria De Filippi.

Quindi avvisiamo Cecchetto di fermarsi prima che sia troppo tardi, perché ai nuovi talenti oggi ci pensa Youtube o al massimo Italia’s got talent. Poi, se proprio Agon Channel fosse interessata, è la benvenuta. Di certo Star Cube non sfigurerebbe tra MyBodyguard e Leyton Orient. La consulenza di Blogo è gratuita, tranquilli.

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