Sul Dante di Benigni: il parere di un lettore

Andrea ’74, lo stesso lettore che qualche giorno fa ci ha inviato uno scritto sullo show di Celentano, ci invia quest’oggi il suo pensiero su Roberto Benigni e sullo spettacolo andato in onda ieri sera su RaiUno. Un Benigni in splendida forma che, davanti ad una piccola platea ammutolita ed estasiata, ha dato tutto nelle

BenigniAndrea ’74, lo stesso lettore che qualche giorno fa ci ha inviato uno scritto sullo show di Celentano, ci invia quest’oggi il suo pensiero su Roberto Benigni e sullo spettacolo andato in onda ieri sera su RaiUno.
Un Benigni in splendida forma che, davanti ad una piccola platea ammutolita ed estasiata, ha dato tutto nelle due ore senza interruzione pubblicitaria.

Con i 9 milioni di telespettatori di Celentano e gli ottimi ascolti dello show di Benigni possiamo senza ombra di dubbio constatare che si può fare una televisione di qualità in prima serata.
Con questi risultati speriamo che la Rai riveda i suoi palinsesti e finalmente si adopri a fare veramente servizio pubblico come gli compete. Passando al giudizio sullo show di Benigni ho apprezzato più la parte su Dante che la prima parte comica.

Dal Benigni comico mi aspettavo qualcosa di più originale che prendere di mira Berlusconi (ormai diventato sport nazionale) e anche le battute sull’attualità mi sembravano scontate e poco sagaci.
Sarà che ormai troppi comici (Littizzetto, Crozza e qualcuno di Zelig) ogni settimana fanno satira politica che le battute sembrano tutte telefonate o ripetitive.

Dove invece Benigni da il meglio di se è nel recitare Dante.
Il comico ci mette l’anima ed è preciso e ficcante nelle citazioni facendo comprendere ai telespettatori, senza annoiare, le singole terzine. Pause, sospiri e cambio di tonalità fanno di Benigni un lettore di Dante più di “pancia e cuore” rispetto ad un Sermonti strettamente didascalico.

Sentendo leggere il V canto dell’inferno riflettevo quanto il concetto di amore al tempo di Dante sia ben lontano dai nostri giorni. Era un amore riflessivo, sofferto, sussurrato non sempre rivelato e pieno di paure. Oggi tutto pare superficiale, istintivo e finalizzato al soddisfacimento sessuale. Da poesie scritte su pergamena siamo passati a sms sconci o amplessi su Youtube.
Siamo passati da frasi come “Amor che nullo amato amar perdona…….” A slogan come “E’ Natale? Scopiamo” sulle magliette provocatorie di Oliviero Toscani date in beneficenza a Milano.

Siete d’accordo con Andrea? Avreste dato un giudizio diverso allo show di Benigni?