Carlo Freccero: "Oggi 'tutti Charlie', anche quelli che non hanno difeso Satyricon"

Ospite di Tv Talk, Freccero parla dell'attentato a Charlie Hebdo e ricorda le polemiche sulla libertà d'espressione ai tempi del Satyricon di Luttazzi.

#JeSuisCharlie è tra gli slogan/hashtag più usati sui social da mercoledì 7 gennaio, giorno dell'attentato al settimanale satirico Charlie Hebdo a Parigi costato 12 morti e una tre giorni di assedio per catturare gli autori della strage. L'assassinio dei vignettisti ha sollevato indignazione e orrore e 'riaperto' il dibattito sulla libertà di stampa, di satira e di espressione, diventata in un istante un imperativo categorico internazionale e transculturale.

L'argomento è stato oggetto anche della prima puntata del 2015 di Tv Talk che si è occupata della copertura dei fatti di Parigi da parte della tv, soprattutto di Stato. Ospite della puntata, nel ruolo di opinionista (quasi) fisso del programma, Carlo Freccero non ha mancato, però, di ricordare che la tv italiana e (buona) parte dell'intellighenzia nazionale non è 'sempre' stata molto sensibile al principio irrinunciabile della libertà d'espressione.

La memoria non poteva che andare a Satyricon, programma di Rai 2 con Daniele Luttazzi in onda nella primavera del 2001, oggetto di polemiche furibonde per lo stile del comico e i temi trattati, per gli sketch e le provocazioni (anche coprofaghe) e per l'intervista a un Marco Travaglio fresco de "L'Odore dei Soldi" che costò a Luttazzi, alla Rai, a Freccero, all'epoca direttore di rete, al produttore Ballandi querele da parte di Berlusconi, Mediaset, Forza Italia, Giulio Tremonti per diffamazione.

Carlo-Freccero

 

L'occasione è dunque gradita a Freccero per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

"Satyricon mi ha proibito di continuare la mia carriera in Rai. Luttazzi è stata la vittima dell'uso criminale della tv che ha dichiarato Berlusconi"

dice senza remore Freccero, mitigato da Bernardini che almeno cerca di limitare la portata di quel 'criminale' e di andare verso un meno compromettente "Criminoso ("Oggi stiamo usando 'criminale' per parlare degli attentatori... no, 'criminale' no, sennò si perdere il senso della misura" interviene il conduttore di Tv Talk.

Freccero 'cede' e rilancia:

"Criminoso, va bene... Ma permettetemi.... vedo sepolcri imbiancati che adesso sono al fianco di Charlie Hebdo e che invece non mi hanno difeso. Neanche la sinistra mi ha difeso all'epoca... Neanche tu, Bernardini, mi hai difeso, giusto per dare un po' di pepe alla questione.0 Anzi mi hai criticato"

dice Freccero, rivolgendosi al padrone di casa, che cerca di 'rimediare':

"No, ma lì il problema era diverso. Non facevi vignette....".

 

"Il problema era uguale! UGUALE!"

tuona Freccero, in modalità Sgarbi, che però non cerca lo scontro diretto e vira poi sui fatti di Parigi.

A spezzare una lancia in favore di Freccero ci pensa il professor Simonelli.

"Ci sono alcuni che oggi dicono che la libertà di satira è assoluta, ma poi quando colpisce loro è relativa, nascondendosi dietro alla volgarità e parlando di giusta censura. Freccero ha ragione".

Si apre il dibattito...

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