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La Premiata Teleditta. Risate, ma col solletico

Nutro una profonda avversione per la comicità a ogni costo, e per le parodie televisive autoreferenziali. La parodia è un’arte – su tutti gli esempi che la tv ci ha offerto, vorrei ricordare una monumentale versione de “I Promessi Sposi” interpretata dal glorioso trio Lopez-Marchesini-Solenghi – e[…]

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Nutro una profonda avversione per la comicità a ogni costo, e per le parodie televisive autoreferenziali. La parodia è un’arte – su tutti gli esempi che la tv ci ha offerto, vorrei ricordare una monumentale versione de “I Promessi Sposi” interpretata dal glorioso trio Lopez-Marchesini-Solenghi – e per farla bisogna essere artisti.
Le parodie della Premiata Teleditta, con l’aggiunta di quel prefisso Tele, poi, che tristezza, non mi fanno ridere mai.
A stento mi strappano un sorriso.
Sicuramente mi fanno cambiare canale.
Perché? Per la loro comicità ammiccante, per i doppi sensi scontati, per la banalità della scrittura, per la costruzione artefatta della battuta. Si guardassero Seinfeld, si guardassero, per imparare a far ridere.

Nonostante questa mia avversione – non ho ancora poteri sui palinsesti, purtroppo – la Premiata Teleditta torna – da giovedì, alle 21, Italia1 – e prende in giro anche il clamoroso successo fiction dello scorso anno, Elisa di Rivombrosa per la regia di Cinzia T.H. Torrini. Nella versione comica si chiamerà Elisa In Rimaottusa.

Mi risulta penoso persino scriverne.

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